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la rivolta dei cafoni

cafone[ca-fó-ne] agg., s. • agg. Maleducato, volgare, di cattivo gusto

arte[àr-te] s.f.:Attività dell’uomo basata su un sapere acquisito sia teoricamente che attraverso l’esperienza.

Spazio sociale autogestito: spazio di aggregazione e di proposta di attività culturali, politiche ed artistiche, che viene gestito in maniera comunitaria e collettiva, permettendo a chi partecipa alle iniziative di esserne al tempo stesso promotore ed organizzatore.

Secondo l’ordinanza che il Sindaco De Luca vorrebbe approvare (http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=186810&sez=CAMPANIA), nella nostra città pare che i “cafoni” assumano una connotazione diversa da quella del dizionario. Se per “cafoni” si intendono i musicisti, gli artisti, le massaie distratte, i volontari animalisti e i privati cittadini in genere, allora non ci sarà più la libertà di esprimersi e agire secondo i diritti umani, nonchè bisogni vitali. Il nostro sindaco paragona continuamente il modello di sviluppo salernitano a quello delle grandi città europee, dove esprimere la propria arte per strada non sembra essere una forma di cafoneria o di maleducazione, piuttosto una risorsa per le città stesse.
Perchè sgomberare arte, cultura, fantasia, libertà e spazi sociali da una città che aspira a divenire una “città europea”?
Che danno crea e che sicurezza viola l’artista di strada o il musicista che esprime la propria arte per il pubblico di passaggio? (vedi foto)
E che inquinamento reca alla città dare del granoturco ai piccioni?
Attraverso la libertà di esprimersi, l’essere umano non fa altro che manifestare dei bisogni vitali, sia fisici che psichici. La repressione è solo di ostacolo all’evoluzione e alla crescita umana e non è sinonimo di educazione, nè di sicurezza; di conseguenza non porta ad altro che alla depressione e all’ avvizzimento dell’animo.
Le strade, le piazze e gli spazi sociali sono luoghi di aggregazione, sono i punti di riferimento per la comunità, servono ad organizzare la vita sia sociale che politica dei cittadini, i quali devono sentirsi attivi e responsabili circa le decisioni di gestione.
L’autoproduzione non va confusa con la maleducazione
e contro la vostra repressione vince l’autorganizzazione!
Gli artisti, i musicisti e i cafoni salernitani tutti!

Tutti i musicisti e gli atisti accompagnati dagli strumenti del mestiere sono invitati a raccogliere le condoglianze.

Leggi il regolamento comunale di De Luca contro i cafoni: http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=186810&sez=CAMPANIA

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