Il ritiro della riforma dei medici di famiglia è un grave passo indietro per la
sanità territoriale
Il Comitato Cittadino Sanità Territoriale Cava de’ Tirreni esprime profonda
preoccupazione e ferma contrarietà alla decisione del Governo di ritirare la riforma
dell’assistenza territoriale che prevedeva una più stretta integrazione dei medici di
medicina generale nelle Case della Comunità.
Questa scelta rappresenta un arretramento rispetto agli obiettivi di modernizzazione del
Servizio Sanitario Nazionale e rischia di compromettere il percorso di rafforzamento
della sanità di prossimità previsto dagli investimenti del PNRR.
Da anni, infatti, i cittadini denunciano le difficoltà di accesso alle cure territoriali causate
dalla carenza di medici, lunghissime liste d’attesa e pronto soccorso sempre più affollati.
Da anni i cittadini denunciano le crescenti disuguaglianze nell’assistenza tra aree urbane
e periferiche; disuguaglianze che certamente si sarebbero potute eliminare
gradualmente grazie alla sanità territoriale.
In questo contesto, il ritiro della riforma invia un segnale negativo ai cittadini che
attendono risposte concrete.
Pur riconoscendo la necessità di un confronto costruttivo con le organizzazioni
rappresentative dei medici di medicina generale e la necessità di migliorare alcuni
aspetti applicativi della riforma, il Comitato Cittadino Sanità Territoriale Cava de’ Tirreni
ritiene che la risposta non possa essere l’abbandono del progetto, ma che sia necessario
rilanciare il dialogo per costruire un modello organizzativo che garantisca: – una
presenza stabile e coordinata dei professionisti nelle Case della Comunità; – una reale
integrazione tra medici di famiglia, infermieri, specialisti e servizi sociali; – una maggiore
accessibilità delle cure per anziani, fragili e pazienti cronici; – un utilizzo efficace delle
risorse pubbliche destinate alla sanità territoriale; – condizioni di lavoro sostenibili e
attrattive per i professionisti sanitari.
Il rischio concreto è che, senza una riforma strutturale, le nuove Case della Comunità
rimangano contenitori privi delle necessarie professionalità, trasformandosi in
un’occasione mancata proprio nel momento in cui il Paese avrebbe bisogno di rafforzare
la medicina di prossimità.
In tale ottica, il Comitato Cittadino Sanità Territoriale Cava de’ Tirreni chiede al
Presidente della Regione Campania di intervenire [unitamente al neoeletto Sindaco dott.Raffele Giordano] al fianco di tutte le parti interessate, comprese le associazioni civiche
e le rappresentanze dei cittadini, per riaprire immediatamente un tavolo di confronto
con il Governo per definire una soluzione condivisa che non rinunci agli obiettivi di
innovazione e rafforzamento dell’assistenza territoriale.
La tutela del diritto alla salute richiede coraggio, visione e capacità di riforma e i cittadini
e le cittadine italiane hanno diritto di essere amministrate da persone che sappiano
agire con tali peculiarità nell’interesse della cittadinanza.
Rinunciare oggi a modernizzare la medicina territoriale significa rinunciare a tutelare un
diritto riconosciuto dalla nostra Costituzione: il diritto alla salute.
Cava de’ Tirreni, 11.06.2026
I portavoce
Dott. Francesco Musumeci – Avv. Daniela Bifolco

