PROMPT: Miti Popolari per Tempi di Merda

Con Miti Popolari per Tempi di Merda, P.R.O.M.P.T. firma un debutto che si colloca in una zona ancora poco esplorata della musica indipendente: quella in cui l’intelligenza artificiale non è uno strumento neutro, ma parte integrante del discorso politico e artistico.

P.R.O.M.P.T. è un progetto interamente generato tramite sistemi di AI:
musica, testi, strutture compositive e immaginario visivo nascono da processi algoritmici.
L’intervento umano non è quello dell’autore classico, ma dell’affinatore: una figura che orienta, corregge, taglia, politicizza e rende leggibile ciò che l’AI produce.
Non un uso dell’AI come scorciatoia creativa, ma come campo di conflitto.

In questo senso, il nome stesso del progetto — Pratiche Rivoluzionarie Organizzate per Molestare il Potere — va letto come dichiarazione di metodo. Il “prompt” non è solo un comando tecnico, ma un atto linguistico e politico: un’istruzione lanciata contro un sistema che oggi utilizza algoritmi, modelli predittivi e automazione come nuove forme di controllo, sfruttamento e normalizzazione.

Musicalmente, Miti Popolari per Tempi di Merda si muove tra ska-punk, reggae e dub, adottando un linguaggio riconoscibile e storicamente connotato. La scelta non è casuale: lo ska politico e il punk antagonista sono stati, negli anni ’90, strumenti di aggregazione e conflitto, capaci di parlare a contesti collettivi. P.R.O.M.P.T. recupera quella grammatica non per nostalgia, ma per riattivarla in un presente dominato da altre tecnologie e altre forme di potere.

Il disco è costruito come un percorso concettuale compatto, articolato in cinque brani, ciascuno legato a una figura del folklore popolare meridionale. ’O Munaciello, la Janara, la Bella ’Mbriana, ’A Manalonga e l’Anema Pezzentella vengono rilette non come elementi decorativi o identitari, ma come metafore operative.

’O Munaciello, che apre il disco, diventa il simbolo di un potere invisibile che promette fortuna e distribuisce debito. La Janara incarna la rabbia indomabile, il corpo che attraversa confini e decreti senza chiedere permesso. La Bella ’Mbriana rappresenta gli spazi liberati e abitati dal basso, in opposizione a sgomberi e privatizzazioni. ’A Manalonga è il braccio lungo dello Stato, la violenza burocratica che colpisce a distanza. L’Anema Pezzentella, infine, chiude il disco con una riflessione sulla memoria e sull’indifferenza: le vite dimenticate come terreno di responsabilità politica.

In questo contesto, l’uso dell’AI assume un significato ulteriore. L’algoritmo, addestrato su archivi sterminati di linguaggi, suoni e immagini, diventa una sorta di folklore artificiale: una memoria collettiva automatizzata che riflette, amplifica e distorce le narrazioni dominanti. Il lavoro umano non consiste nel “creare dal nulla”, ma nel intervenire criticamente su questa massa informe, per piegarla a un discorso antagonista.

Anche l’estetica visiva del disco segue la stessa logica. La copertina, in bianco e nero fotocopiato, richiama l’immaginario DIY dei centri sociali anni ’90, ma nasce anch’essa da processi di generazione artificiale, successivamente degradati, sporcati, resi imperfetti. La figura della Janara, posta al centro, non è una strega fantasy, ma una presenza politica: minacciosa, irrisolta, non addomesticabile.

Miti Popolari per Tempi di Merda non è un disco che cerca consenso.
È consapevolmente schierato, e accetta il rischio della divisione.
Non propone soluzioni, non addolcisce il conflitto, non nasconde le contraddizioni dell’uso dell’AI in ambito creativo. Al contrario, le espone, le utilizza, le mette in tensione.

In un momento in cui l’intelligenza artificiale viene presentata come strumento di efficienza, neutralità e progresso inevitabile, P.R.O.M.P.T. ne rivendica un uso improprio, disturbante, politico.
Un’AI che non ottimizza, ma inceppa.
Che non semplifica, ma complica.

Miti Popolari per Tempi di Merda è, in questo senso, più di un debutto discografico.
È un esperimento culturale che interroga il rapporto tra tecnologia, linguaggio e potere, usando la musica come spazio di attrito.

DATI TECNICI

Artista: P.R.O.M.P.T.
Titolo: Miti Popolari per Tempi di Merda
Formato: Album
Genere: Ska-punk antagonista / Reggae / Dub
Produzione: Intelligenza artificiale (musica, testi, immaginario)
Intervento umano: affinamento politico e linguistico
Lingua: Italiano / Napoletano

crazyhorse

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