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Lamberti e Murolo Razzisti

scoppia la protesta contro le parole e la direttiva razzista degli assessori Lamberti e Murolo. Condanna trasversale dalla consulta dei migranti, alle associazioni sino ai partiti. Come collettivo che si è sempre battutto per il riconoscimento dei diritti e della dignità dei migranti condanniamo fermamente l’impostazione, oltremodo razzista di questa direttiva e delle politiche di questa amministrazione.  Di seguito alcuni comunicati
«Migranti uguale maggiore criminalità appartiene a una mentalità intollerante e xenofoba»

L’associazione Eugenio Rossetto sente la necessità di una riflessione sul dibattito che è nato dalla direttiva sulla “sicurezza in città” a firma degli assessori Vincenzo Lamberti e Marcello Murolo.
Il testo rischia di essere letto come un concentrato di tutti gli stereotipi negativi sull’immigrazione, come del resto è evidente dai commenti  già postati.
L’equazione migranti uguale maggiore criminalità appartiene a una mentalità  intollerante e xenofoba  che l’associazione Eugenio Rossetto ritiene pericolosa e comunque non idonea ad una equilibrata valutazione dei reali problemi.
Statistiche rigorose hanno da tempo dimostrato che non esiste alcun collegamento tra la presenza di migranti (o come si legge nella direttiva  di “extracomunitari o persone provenienti da altri territori dedite a varie attività, sicuramente non lecite”) e l’aumento dei reati.
Del resto, leggendo letteralmente la frase virgolettata, si potrebbe pensare che anche chi proviene da Napoli o da Vallo Della Lucania sia dedito ad attività illecite!
Le parole hanno un peso e questa attribuzione di “svolgimento di attività illecite” a categorie indistinte di persone calpesta con disinvoltura la dignità dei singoli, genera tra i cittadini uno stato d’insofferenza nei confronti dei migranti che vivono in armonia con il popolo cavese, delude gli stranieri che operano anch’essi per una sempre maggiore integrazione.
“Non possiamo accettare che vengano scritte direttive del genere, offensive sia per la forma che per il contenuto – ha detto Hristina Vladimirova, presidente della Consulta dei Popoli -. Ed è strano che cose del genere vengano dette da chi decide di lavorare con noi stranieri, tramite la Consulta”.
“Secondo questa direttiva – ha commentato Timothy Ahiagba, referente della comunità ghanese – essere un migrante significa essere un delinquente. Queste dichiarazioni vengono rilasciate dalle persone che occupano ruoli importanti nella pubblica amministrazione. Noi tutti migranti residenti a Cava e noi membri della Consulta dei Popoli di Cava esprimiamo profondo rammarico”.
Enfatizzare la presenza di extracomunitari come causa di una situazione di insicurezza ci appare errato.
Noi dell’associazione Rossetto sappiamo bene che in città ci sono problemi legati alla sicurezza, all’ordine pubblico, al rispetto della legalità. Tuttavia, riteniamo che problemi di questo genere, come in tutte le città medio grandi d’Italia, vadano affrontati con politiche sociali di recupero e analizzando il contesto, al di là di ingombranti pregiudizi legati a questioni di nazionalità e provenienza geografica.
Del resto molte delle situazioni citate nella direttiva richiederebbero – a nostro avviso – più un intervento di soccorso che interventi meramente repressivi.
Ci rendiamo perfettamente conto (così evitiamo o cerchiamo di evitare di essere chiamato buonisti che non significa niente ma riempie la bocca senza appesantire il cervello) che ci sono situazioni che possono creare disagio o essere malviste dai cittadini e che “è facile fare le prediche” se non si è colpiti direttamente.
Diciamo solo che possono esserci modi diversi di affrontare i problemi, meno facili, meno gratificanti nell’immediato, ma più equilibrati, di lungo periodo, capaci di una visione complessiva delle situazioni e quindi probabilmente più fruttuosi.
Altrimenti resta solo la demonizzazione del diverso in una società che sta diventando, anche a Cava, sempre più aggressiva e discriminatoria.

Associazione Eugenio Rossetto Cava de’ Tirreni onlus

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