Ci manca l’area

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“Ci Manca l’Area…: Iniziativa di lancio della campagna per gli spazi sociali autogestiti nel territorio Vesuviano”

“Ci manca l’area”…: e non solo l’aria aggredita dalle discariche e dalla devastazione ambientale del territorio vesuviano. Ci mancano gli spazi, le aree sottratte alla vivibilità dalla speculazione edilizia. Ci mancano i luoghi e le strutture dove è possibile fare autoproduzione culturale, musica, teatro, dove è possibile incontrarsi, confrontarsi, autorganizzarsi per far valere i propri diritti. “Democrazia partecipata” e “beni comuni” sono termini alla moda, ma che spesso servono solo ad arricchire il vocabolario dei politici locali in questa ennesima e afona campagna elettorale.

A più di un anno dalla rivolta antidiscarica che ha attraversato i nostri paesi, la realtà quotidiana resta compressa in un deserto di strutture pubbliche e sociali, nel nulla organizzato e blindato da un coriaceo messaggio di rassegnazione e di cinismo.
Al tempo stesso sotto traccia continuano a muoversi una miriade di esperienze, un bradisismo di storie individuali e collettive…
Siamo collettivi, associazioni, individui di Boscoreale, Boscotrecase, Terzigno, Pompei, Torre del Greco, Castellammare e abbiamo deciso di lanciare una campagna per gli spazi sociali autogestiti nel territorio Vesuviano.
Abbiamo scelto un nome un pò autoironico e un pò ansiogeno, perchè effettivamente c’è poco da stare sereni in questo territorio: nelle interviste sulla “precarietà vulcanica” che abbiamo fatto nei mercati e nelle scuole della zona in preparazione di questa prima iniziativa, il messaggio più convinto era la speranza di andarsene, chissà dove, chissà come. Ma lontano dalla disoccupazione e dalla marginalizzazione rese ancora più endemiche dalla crisi. 
Noi però  siamo parte dei giovani (e meno giovani) di questi paesi che non hanno voglia di andar via, che hanno voglia di riprenderseli.

L’iniziativa che avvia questa campagna ha scelto come luogo piazza Matteotti, la piazza antistante l’ex stazione della circumvesuviana di Boscotrecase, un simbolo di promesse non mantenute e di abbandono reale, ridipinta fuori e devastata dentro…
Sarà il primo punto di una mappatura che punta a segnalare gli spazi abbandonati per poi cominciare a immaginarne e praticarne il riutilizzo sociale e autogestito
Con artisti, writers (come Kaf), musicisti (come Colasurdo), ma anche con la collaborazione delle reti di pescatori autorganizzati nella critical fish per organizzare il pranzo sociale, i rifugiati ospitati nel territorio, proiezioni sulla precarietà, laboratori per bambini, momenti di confronto sugli obiettivi di questa campagna, sui mezzi per ottenerli e sui diritti negati nel nostro territorio (a partire dal diritto alla salute e da quello al trasporto con la presenza dei dipendenti Circumvesuviana). (Vedi locandina allegata con programma completo per la giornata)



Rete per gli spazi sociali autogestiti

crazyhorse

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