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Il sud non può aspettare costruiamo l’opposizione sociale

Il sud non puo’ piu’ aspettare! Costruiamo l’opposizione sociale
Assemblea sabato 15 settembre ore 18:00 CSOA Officina 99  nell’ambito di Adunata sediziosa Periferie in rivolta 2018
Programma della 3 giorni
Il cosiddetto governo del cambiamento, con buona pace del PD e di ciò che rimane della sinistra istituzionale e’ ormai da diversi mesi in carica, nonostante il precario equilibrio tra forze politiche diverse e spesso contrastanti in nome di un anomalo “contratto” scritto al chiuso delle stanze. Come gli altri governi, che certamente non rimpiangiamo, è intento a spartirsi le poltrone di comando ed i posti nei consigli di amministrazione ma differentemente dagli altri lo sta facendo all’insegna di un sovranismo nazional/fascista dilettante quanto allarmante. Una chiara spia di tutto ciò è l’insopportabile clima di razzismo e xenofobia che si respira nel paese ai danni dei migranti diventati l’oggetto costante di una campagna elettorale senza fine che fa leva sui sentimenti più reazionari degli italiani nel tentativo maldestro e tuttavia persuadente di scaricare su di essi il peggioramento generale delle condizioni di vita e di lavoro. I respingimenti in Libia in violazione della dignità minima delle persone, oltre che dei trattati internazionali, le promesse di espulsioni di massa, l’attacco quotidiano alle ong e a chi lavora con i migranti costituiscono la naturale legittimazione politica degli insulti, delle aggressioni, come degli omicidi e degli spari criminali di questi mesi contro esseri umani in fuga da miseria e guerre generate dagli interessi delle potenze occidentali, Italia compresa. Mentre la lega di Salvini, che non disdegna di apparentarsi con organizzazioni nazi fasciste, è impegnata ad alimentare il clima odioso di cui sopra, imponendolo anche al dibattitto politico, il partito dei 5 stelle con la stessa logica populista, cerca di guadagnare consensi attraverso la retorica legalitarista ed anticasta.
In questa dialettica concorrenziale tra le forze di governo, compressa tra esigenze elettorali e i vincoli economici dell’unione europea, gli unici punti interessanti come la battaglia alla precarietà, quella alle grandi opere inutili, il reddito di cittadinanza, l’abolizione della Fornero ed il ripristino dell’art 18, diventano annunci destinati a rimanere sulla carta. La stessa idea di implementare forme di democrazia diretta e nuova partecipazione si riduce a discutibili referendum elettronici per i pochi iscritti selezionati del partito 5 stelle e spesso con un carattere meramente consultivo ove la decisione finale spetta ai pochi dirigenti che contano.
Ribadiamo più che un programma, l’unica cosa che accomuna le forze di governo è un sovranismo di tipo nazionalista e reazionario che fa leva sugli istinti più egoistici del paese, scaricando le responsabilità della crisi sistemica sui soggetti più indifesi.
Se tutto ciò’ è ormai chiaro, quello che ci preoccupa seriamente è il silenzio assordante dei movimenti sociali e delle realtà di base che pur continuando a portare avanti specifiche vertenze, per il momento sembrano incapaci di prendere parola in termini politici più generali, come paralizzate dalla nuova inedita situazione.
Parallelamente, per effetto dei diktat Europei e delle riforme approvate dai governi succedutisi in questi anni si sono ulteriormente ridotte le garanzie sociali ed i diritti sul lavoro facendo aumentare a dismisura precarietà e povertà. D’altra parte gli sviluppi tecnologici intervenuti, la finanziarizzazione spinta dell’economia, lo spostamento progressivo delle produzioni verso paesi a basso costo di mano d’opera, hanno generato in particolare al Sud e nei territori “periferici” del paese una situazione drammatica ed emergenziale con cui milioni di persone devono fare ogni giorno i conti per sopravvivere.
Noi siamo convinti che l’ unico cambiamento vero non può che venire dal basso, rilanciando il conflitto e ricostruendo un’opposizione sociale credibile e di massa capace di conquistare nuovi diritti, a partire da quello ad un’esistenza dignitosa per tutt@ indipendentemente dal lavoro ed a nuove forme di democrazia diretta, di prossimità. Questo è il momento giusto per mettere da parte le divisioni ancora presenti nella sinistra di base, accantonando novecentesche battaglie per egemonie di piccolo cabotaggio o sterili tentazioni di tipo neoelettoralista e di chiaro stampo minoritario. E’ il tempo invece di unire le forze sane di quella sinistra autorganizzata presente nel paese, rappresentata da collettivi, comitati, assemblee popolari, sindacalismo conflittuale, reti a difesa dei beni comuni, della salute e dell’ambiente, organismi di contrasto alla precarietà del lavoro e della vita, esperienze di produzione e cooperazione indipendente, per agire una scommessa ambiziosa e radicale all’altezza dei tempi. Costruire un’alleanza di base per dare vita ad un fronte dell’opposizione sociale, che pur partendo dai territori agisca dentro una prospettiva di internazionalizzazione delle lotte contro globalizzazione capitalista ed il sovranismo nazionalitario, capace non solo di invocare il cambiamento ma di produrlo con le idee e con i fatti.
Per queste ragioni facciamo appello alle realtà organizzate ma anche alle singolarità, agli uomini ed alle donne che non vogliono e non possono più’ aspettare… ad incontrarsi a settembre nell’ambito della tre giorni che si svolgerà fuori e dentro il CSOA Officina 99. Incontriamoci per riflettere ed agire insieme, affinché sia una prima occasione per verificare se a partire dalla città di Napoli, dalle sue sofferenze e contraddizioni, ma anche dalla sua ricchezza sociale vi siano le condizioni per aprire un confronto più ampio sulla possibilità di preparare un grande appuntamento dell’opposizione sociale contro il governo nel prossimo autunno a Napoli.
CSOA Officina 99 – Laboratorio Okkupato SKA – CSOA Tempo Rosso

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