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Monti contestato a Napoli

Stamattina centinaia di lavoratori, studenti, disoccupati e precari hanno “accolto” il premier Monti in visita alla Prefettura di Napoli per una conferenza stampa sugli scavi di Pompei. Il presidio, che poi si è trasformato in corteo e si è spostato sotto alla finestra della stanza dove si stava tenendo la conferenza, ha contestato le politiche del governo nazionale dei “professori”, della Regione Campania e dell’amministrazione comunale in materia di lavoro e servizi sociali che stanno causando sempre più morti e suicidi. L’ultimo, stamattina stessa, quando un disabile ha tentato di darsi fuoco sotto alla Prefettura.

In meno di una settimana il governo dei “tecnici” è stato già contestato due volte, a dispetto del consenso trasversale ed ampio di cui si vanta il governo. Tesi fortemente supportata dai media che prontamente spengono i riflettori su qualsiasi focolaio di protesta, sia esso a Modena, dove 10mila lavoratori hanno bloccato la città o a Milano dove un corteo di oltre 10mila persone fra lavoratori, sindacati, studenti e movimenti sociali, ha manifestato fino a Piazza Affari contro le riforme del mercato del lavoro, gli aggiustamenti e i provvedimenti che la Banca Centrale Europea sta imponendo a tutti gli Stati dell’UE. Oggi a Napoli i movimenti sociali hanno voluto dimostrare ancora una volta questo: che un’opposizione reale c’è ancora; opposizione che è pronta a scendere ancora in piazza e a difendere i propri diritti e le proprie tutele, a difendere l’articolo 18 e i servizi sociali, a lottare per una vita ed un lavoro dignitoso per tutti.

Che i sacrifici li facciano i padroni!
L’art. 18 non si tocca!

L’articolo 18 non si tocca! Monti vattene, Napoli non è una passerella!

Dopo aver fatto visita a vari capi di stato in Europa ed in Asia pubblicizzando il “suo” modello austerity, il caro professor Monti fa tappa a Napoli per riunirsi con i vertici della politica locale. Questo governo si vanta di avere un larghissimo consenso in tutti gli strati della popolazione credendo di poter portare la sua immagine di governo di tecnici “super partes” anche nella nostra città senza creare alcun momento di opposizione. Ovviamente così non è: in realtà le loro riforme asservite ai diktat della BCE, e quindi alle politiche economiche dell’UE, altro non fanno che attaccare le classi subalterne ed aumentare il disagio sociale.
Dalla riforma delle pensioni, alla maggiore flessibilità del mercato del lavoro passando per i tagli ai servizi sociali (sanità, trasporti ed istruzione), le privatizzazioni (acqua, servizi pubblici) e gli sprechi sulle “grandi opere” (TAV in Val di Susa e America’s Cup a Napoli) si sta svelando il vero volto di questo governo che può attuare in maniera indiscriminata una serie di riforme non avendo alcun elettorato di riferimento. In questa direzione va l’abolizione dell’articolo 18 che smantellerebbe i diritti dei lavoratori lasciandoli senza alcuna tutela dando di fatto ai padroni la facoltà di licenziare avvalendosi del nuovo strumento ricattatorio del
licenziamento per motivi economici. Ciò si traduce nella sempre maggiore precarizzazione del lavoro, nell’impossibilità di condurre attività politica e sindacale sui posti di lavoro e nell’abolizione di fatto di quei diritti e di quelle tutele conquistate con anni di lotte. L’articolo 18 andrebbe piuttosto esteso a tutto il mondo del lavoro, comprendendo sia i lavoratori precari che quelli delle piccole imprese.
Per questo è necessario in ogni luogo portare il dissenso di tutti coloro che non accettano che, come al solito, i diritti e le tutele siano schiacciati nel nome del profitto di quei pochi padroni e banchieri che speculano sulle spalle di chi sta pagando la loro crisi.

Movimento napoletano

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