Header

Le parole per restare umani

S. proviene da uno di quei paesi dell’Africa dove uno stipendio equivale a 100 euro e un kilo di riso a 2 euro.
S. durante il governo salvini decide di scappare in Spagna spaventato da un clima divenuto insostenibile.
S. non conosce bene l’italiano e sa dirmi solo “Ciao, come stai?” “tutto bene”.
Nonostante la distanza fisica e linguistica in oltre un anno continuiamo a sentirci, anche per solo poche battute.
S. da poche settimane è tornato in Italia.
Ci vediamo per un caffè. Mi stringe la mano felicissimo e continua a sorridermi.
In questi giorni dovrà fare ricorso per la domanda di asilo politico. Sua sorella è stata uccisa da Boko Haram, il suo villaggio è stato distrutto e non ha alcuna notizia della madre da quasi due anni.
S. è solo in un mondo che gli è ostile. S. non sa se domani sarà classificato come clandestino. S. non conosce il destino dei suoi affetti.
S. non conosce bene la lingua del paese in cui adesso si trova. Ma le poche parole che ha gli bastano.
“Ciao. Come stai?” per mantenere un filo, un collegamento con il mondo e un’amicizia con l’altro.
“tutto bene” per gridare in faccia alla vita che in fondo è una fortuna essere ancora qui, essere ancora vivo.

 

 

Carmine Falco

Potrebbero interessarti ...

0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

1