“FIRENZE 10+10”

FIRENZE 10+10”


INCONTRO 18 Febbraio 2012

Piazza dei Ciompi 11 – Firenze

 

 

REPORT
Nota: quanto segue è basato sugli appunti presi durante il dibattito e non vuole essere esaustivo degli interventi; è una sintesi (parziale).

Attenzione: in fondo al documento trovate le conclusioni condivise al termine della discussione.

 

 

CONVOCAZIONE

 

Appello: Forum Sociale Europeo 2002- un invito: verso Firenze 10+10

La finanza speculativa, il debito degli Stati, le economie solidali, la questione di genere, la sovranità alimentare, i migranti, la guerra, la riconversione ecologica, i beni comuni, i diritti dei cittadini e delle cittadine, la democrazia… dieci anni fa, tra il 6 e il 10 novembre del 2002, Firenze ospitò un enorme spazio di dibattito pubblico, aperto e inclusivo: il primo Forum Sociale Europeo, che si concluse con una grande e festosa manifestazione lungo le strade della città.

Protagonisti della discussione politica, degli incontri, dei confronti, dell’iniziativa comune furono linguaggi e pratiche diverse: la partecipazione popolare, il conflitto sociale, la nonviolenza, la cittadinanza attiva, il volontariato, la cultura, la musica, il teatro.

A dieci anni di distanza i contenuti dibattuti all’epoca da oltre 60.000 persone in centinaia di incontri sono più che mai attuali. In questo decennio i movimenti sociali hanno mutato la loro pelle, si sono trasformati, hanno saputo costruire pratiche virtuose e campagne in grado di smontare l’assurdità e la pericolosità del sistema neoliberista, causa principale della crisi che stiamo vivendo.

Oggi chi soffre la globalizzazione è ancora in piazza in tutto il mondo e grida “rise up-solleviamoci”, ha preso il nome di movimento degli “indignados” e non accetta di subire gli effetti perversi della crisi restando in silenzio.

Nelle ultime settimane del 2011 reti, gruppi e movimenti fiorentini si sono ritrovati con un intento condiviso: avviare un percorso inclusivo che ricostruisca a Firenze, nel novembre del 2012, uno spazio collettivo di discussione. Non una celebrazione di ciò che fu il Forum Europeo ma un’occasione – resa più urgente dalla profonda crisi economica, sociale ed ambientale in cui siamo immersi- per ricostruire legame, azione, riflessione e progetto per un’ Europa sociale e dei beni comuni.

Siamo partiti dal territorio e dal tessuto locale per verificare prima di tutto la possibilità di mettere in piedi un simile percorso nella nostra città. La risposta è stata entusiasmante e larga. Questa lettera vuole essere il passo seguente: è l’invito a costruire e progettare tutt* insieme, nei prossimi mesi, il processo collettivo verso Firenze 2012. L’invito è rivolto a coloro che furono con noi protagonisti del FSE del 2002, ma anche a tutti i gruppi e i soggetti sociali che si sono affacciati sulla scena nazionale ed internazionale nel corso di questo decennio: insieme abbiamo davanti un altro decennio di lavoro comune.

Vi proponiamo d’incontrarci sabato 18 febbraio a Firenze, dalle 11 alle 17,30 presso la sede dell’Arci, in piazza dei Ciompi 11.

 


I PARTE – MATTINA

PRESENTAZIONE

 

Cristiano Lucchi – l’Altracittà – giornale della periferia, Firenze:

Le origini dell’appello dell’ottobre scorso. Le prime riunioni fiorentine

 

Tommaso Fattori – Movimento Acqua:

Allargamento della rete per la costruzione dell’evento collettivo “Firenze 10+10”.

Non solo i soggetti che costruirono il primo FSE nel 2002, ma anche i nuovi soggetti e movimenti che in questi 10 anni si sono costituiti.

 

Elementi: “la crisi” (ambientale, economica, di democrazia) e la mancanza di uno “spazio pubblico” di costruzione popolare/sociale demos europeo.

Tentativi di ricostruire parti di questo spazio pubblico europeo (post crisi FSE) ci sono, è esigenza diffusa – ma lavoriamo a dimensione più ampia.

 

Obiettivi:
– fare un evento “in occasione” del decennale, ma non celebrativo, reducistico e autoreferenziale – anzi il senso è quello di guardare al futuro: non solo il lato “oscuro” (crisi), ma anche lato luminoso: quanto si è costruito in questi anni;

– porsi “al servizio” di ciò che si sta muovendo “per un’altra Europa” [per i diritti e beni comuni, oltre l’austerità]. Trovare slogan “in positivo” da affiancare a Firenze 10+10?

Trovare assi (grumi tematici condivisi) su cui costruire analisi e far convergere le proposte.

Struttura e metodologia:

Riferimento alla Carta di Porto Alegre e richiamo esplicito al Forum Sociale Mondiale.
– Ipotesi di minima: 2 giorni, auto-organizzato e autofinanziato dai partecipanti
(giornate divise in 2 parti: incontri autoorganizzati + momenti trasversali di convergenza)
– Ipotesi di massima: 4 giornate, possibilmente alla Fortezza da Basso (con un sostegno della Regione Toscana), sempre con struttura binaria.

Occorre stabilire insieme:
– Come strutturare il percorso, ai vari livelli (locale, nazionale, internazionale)
– Una proposta (lettera-invito) per soggetti europei
– Come individuare i temi (assi).

 

DIBATTITO

Piero Bernocchi, COBAS

Rifondare uno spazio europeo dentro la dinamica dei Forum Mondiali: non vi è una nuova area organizzata con la dimensione / respiro del FSE.
Dopo un processo “agonizzante” delle assemblee del FSE, si sente l’esigenza di riprendere il collegamento con le forze che hanno costruito il percorso degli ultimi 10 anni. Proponiamo che a novembre ci sia un Forum Sociale Europeo a Firenze – lanciando la proposta a Milano. Preparazione attraverso assemblee periodiche. Proposta di risposta collettiva e coordinata davanti alle ambasciate della Grecia.

Anna Pizzo, Democrazia KM0

Continuità con il FSE? Un falso problema. Il sentire comune è rimasto.
Non dobbiamo buttare via “l’impalcatura” del percorso passato. Tuttavia, ci vogliono segnali di cambiamento forte. Prima di tutto bisogna capire quali sono i contenuti che vogliamo dare a questo Forum. Il cuore dovrebbe essere: la democrazia.


Fausto Ferruzza, Legambiente Toscana
La questione della leggerezza e della non autoreferenzialità è essenziale.
Nel frattempo si sono sedimentate buone pratiche, esperienze positive, la campagna referendaria, Terra Futura, ecc. Quel risultato è stato creato da questa rete. Vanno valorizzate e portate come patrimonio comune. Beni comuni: acqua, territorio, energia pulita, pietra tombale sul nucleare, ecc.

 


Roberto Musacchio, Altramente
Importante mantenere relazione forte con Forum Social Mondiale. La democrazia è la questione fondamentale per l’Europa. Reddito di base, campagna acqua e beni comuni, ecc. sono altri passaggi. Rio+20 pone il dibattito tra green economy e le politiche neoliberiste.

 

 

Alfio Nicotra, Rifondazione Comunista

Cosa fu Firenze: spazio pubblico, università popolare, costruzione di reti di lotta e agenda di movimento con dimensione europea e non solo (lancio del 15 febbraio 2003).

Rivolgendosi al futuro, se si riuscisse a ripetere sarebbe ottimo.

Tre assi allora: “contro il neoliberismo, contro la guerra, contro il razzismo”. Oggi si aggiunge anche la questione della democrazia.

Ipotesi migliore: 7mo FSE; comunque una manifestazione “per l’altra Europa”

 

 

Franco Russo, Osservatorio Europa – No Debito

Evitare continuità/discontinuità. I movimenti attivi non si sono più riconosciuti successivamente nel percorso del FSE. E’ venuto a mancare l’unico spazio pubblico e alternativo per l’Europa. Non è mai stata fatta la lotta contro l’Unione Europea: occorre lotta contro trattato europeo.

Appello alle iniziative attuali in movimento (acqua, reddito minimo)– senza la “censura” sulle mobilitazioni verso l’Ue.

 

Massimo Torelli, Rete a Sinistra

Oltre alla verifica europea, occorre la verifica fiorentina perché non diventi una semplice “ospitalità”. Sono cambiati i rappresentanti politici locali (Regione, Comune) – e questo può essere problematico.

C’è anche una questione di rappresentanza all’interno dei movimenti sociali e organizzazioni a Firenze. Non farei un paragone con il FSE del 2002 – non abbiamo le condizioni di allora.

Non si possono avere due livelli separati (locale e nazionale/internazionale).

 

Alberto Zoratti, FAIR – reti di economia solidale

Dare spazio non tanto alle buone pratiche, ma alle pratiche concrete che emergono dal territorio, di partecipazione diretta, che restano in un ambito politico di resistenza e non si trasformano in green economy.

Il coinvolgimento dei territori diventa uno degli elementi sostanziali della costruzione di uno spazio sociale europeo realmente partecipato, considerando le pratiche concrete all’interno di una cornice di resistenza generale al modello di sviluppo neoliberista.

 

Marco Sodi, perunaltracitta Firenze

Un luogo dove ritrovarsi per raccogliere quanto seminato e rilanciarlo. A partire dalla difesa del territorio e del risultato referendario. Dare spazio alle realtà impegnate per i beni comuni.

Possibile slogan di Firenze 10+10: “reclaiming democracy: social justice and environmental justice”.

 

Antonio Pacor

Ci sono tante realtà che oggi non sono in rete. Vedo alcune difficoltà per Firenze. Fuggire dall’anniversario. Vanno ri-analizzati i modi per stare insieme su democrazia, diritti umani, terra, istruzione, informazione…. Far vedere nuovi modelli di sviluppo ecc

 

Loris Genova 2011

lo spirito di Genova e stato quello di far stare insieme componenti che non avevano l’abitudine di stare insieme. Alcuni punti in sospeso, a partire dall’Europa. Vanno fatti i conti sul 15 ottobre. Ripartiamo dalla democrazia e dal lavoro

 

Raffaella Bolini, Arci

Valorizzare il livello fiorentino, non mera città “ospitante”. Non va fatto il 7 Forum S.E: molti al solo sentire il nome fuggirebbero. Bene ipotesi proposta per Firenze 10+10 nell’introduzione. Contributo a ricostruzione spazio pubblico europeo. Solo così si può dare forza alle lotte in campo. Il riferimento necessario alla Carta di Porto Alegre. Il messaggio può essere definito strada facendo. 10 anni fa l’Europa si stava costruendo oggi c’è il declino. Dobbiamo includere soggetti molto diversi tra loro e soprattutto nuovi soggetti, costruendo convergenze. Messaggio “ampio”: al centro il tema della solidarietà.

 

Yassine Belkassem – Associazioni Marocchini in Italia

La Toscana ha la capacità di organizzare eventi come questo. Eravamo protagonisti allora, lo siamo stati nei Forum mondiali. Vorrei una Democrazia sociale. In Italia c’è il problema della casa, grande problema italiano. E poi il razzismo, ricordo il caso di Samb e Diop uccisi da un razzista proprio a Firenze. Basta chiudere le frontiere. Rivalutare il rapporto tra Nord e Sud, tutti i nord e tutti i sud.

 

Tiziano Cardosi – No tav firenze

Puntare sul neoambientalismo. La crisi è grande e non so se a novembre avremo ancora la forza di discutere, cosa ne sarà dell’Europa. Il rischio è quello della commemorazione. Proporre uno sciopero europeo.

 

Cristiano Lucchi – l’Altracittà giornale della periferia

Dare spazio alle forze antiliberiste che sono presenti sui territori, notav, contro la privatizzazione, rifiuti, tpl, per i beni comuni. Sono realtà che resistono anche contro istituzioni e partiti che si dichiarano di sinistra. Ispirarsi alla Carta di Porto Alegre, fuori i partiti, fare su questo verifica con il gruppo dei fiorentini che si erano già espressi su questo

 

Massimo Vannuccini. Federalista europeo.

Democrazia al centro. Deficit democratico delle istituzioni europee, vanno riformate in senso federale

 

Alessandra Mecozzi Fiom

Si a Firenze 10+10, un nuovo incontro tra vecchi e nuovi. Capire cosa e successo (oggi situazione diversa da allora) e cosa sarà: progettare futuro.

Due temi centrali: pace e lavoro.

Riflettere su democrazia, istituzioni europee e popoli.

 

Alessandro Tassi – Mag Firenze, microcredito

A novembre sarà attivo il progetto di microcredito che sovvertirà il nostro modo di pensare la finanza. E uno strumento di lotta, per un modello nuovo di condivisione che azzera il baco del liberismo, ovvero che dal denaro si debba fare altro denaro.

 

Maurizio Gubbiotti, Legambiente

Terra futura è un frutto importante del Fse. Facciamo diventare l’appuntamento di novembre una cosa importante a livello nazionale e internazionale. Il modello liberista è ormai insostenibile. Lavoro, coesione/giustizia sociale e ambiente al centro del dibattito: centralità crisi ambientale e insostenibilità di questo modello.

 

Elisabeth –, Associazione A Madrid si muove un’altra Italia

locale e globale devono stare insieme. Fare memoria per favorire il rinnovamento, a partire dai Forum internazionali. Ridiamoci la parola, è fondamentale. Internet, giovani, donne, ambiente, le 4 forze chiave per i movimenti.

 

Fabio Laurenzi – Cospe

L’associazione delle Ong italiane per la cooperazione internazionale si è appena rinnovata e può essere un nuovo interlocutore all’interno del processo verso novembre. Che deve essere inclusivo, a partire dalle reti europee attive da coinvolgere da subito. Fare inclusione soprattutto verso Est Europa e il Mediterraneo. Sia un appuntamento di pratiche e lotte antiliberiste in campo (acqua, economia sociale, Km0), per costruire “convergenze”. Sovranità nazionale e democrazia parole chiave da unire, come anche diritto di cittadinanza e immigrazione, che deve essere asse fondamentale.

 

Gigi Sullo – Democrazia Km Zero, giornalista in pensione

Da 10 anni in qua è successo tutto quello che temevamo a Genova, Firenze, ecc. Crisi varie, la crisi democratica. All’epoca pensavamo che fosse sufficiente il bilancio partecipativo. Bertinotti diceva che bisognava andare al governo, un esito quasi naturale per il movimento. Adesso suona stupido pensare una cosa così. E’ stata distrutta la sovranità dei cittadini. Di beni comuni non si può parlare senza democrazia. A settembre c’è la conferenza della decrescita, teniamone conto. “Stato, Chiesa e Mercato fuori dalle nostre vite” grazie ad una riconquistata democrazia.

 

Lorenzo Zamponi, Rete della conoscenza

10 anni fa volevamo cancellare il debito degli altri, oggi dobbiamo cancellare il nostro. Riattiviamoci, ma facciamolo senza pensare che il mondo sia lo stesso di 10 anni fa. L’Europa è piena di fermenti che ignorano il FSE, e non aspettano il FSE per fare politica attiva. Serve umiltà. Facciamo tutti un passo indietro per farne qualcuno in avanti. Oggi purtroppo ognuno fa un pò quello che vuole in Italia, nascono cartelli indipendenti l’uno dall’altro. Favoriamo l’aggregazione e non ostacoliamola sotto l’etichetta FSE.

 

Vittorio Agnoletto, Flaire

Evitiamo di pensare che siamo i padri del movimento. In dieci anni tante cose sono cambiate, cresciute. Ma anche fare memoria è importante, e lo è stato a Genova nel 2011. L’evento di novembre deve essere aperto a tutti, nazionali e internazionali, aperta alle esperienze del fare. Il liberismo oggi colpisce duro anche il Nord del mondo non più solo il Sud. Mettiamo al centro la Democrazia, la questione sociale, la sostenibilità del modello di sviluppo. L’orizzonte è quello dello spazio europeo, dove vanno costruite anche delle vertenze.

 

Gennaro Guida, Equality Trust

Abbiamo voglia di fare. Dobbiamo farlo bene, a partire dai problemi che colpiscono la cittadinanza, la gente comune. Vivono gli stessi problemi in tutto il pianeta. Social Forum Europeo è una dizione stretta, non più sufficiente, dobbiamo rivolgerci al mondo intero. Al centro la lotta alla disuguaglianza.

 

Riccardo Torregiani, Fermiamo la guerra, movimento antirazzista.

Un clima positivo. L’ impianto proposto sembra serio. Dovrà essere inclusivo, a partire dai giovani e dalle nuove soggettività. Siamo oltre al FSE del 2002, anche se è stato fecondo. Al centro sempre il capitalismo e la lotta contro di esso. Dobbiamo essere inclusivi e aperti, lavorando in proprio e ospitando realtà esterne. Democrazia, lavoro e cittadinanza al centro oltre a pace e disarmo.

 

Alessandro Nannini, Cobas Ataf Firenze

Le lotte vanno portate a livello europeo. Giusto discuterne tutti insieme. Occhio al rischio che questi eventi diventino delle ritualità. Serve pertanto chiarezza sugli obiettivi e sui partecipanti. Nei territori facciamo lotte dal basso anche contro soggetti che a livello nazionale parlano di social forum e cose del genere. I comitati che nascono hanno a che fare proprio con questi soggetti. Servono paletti, altrimenti si fa una ritualità inutile. Chiarezza su contenuti e scelte, da far nascere e attuare sui territori. Le istituzioni oggi a Firenze e in Toscana sono contro di noi.

 

 

 

II Parte – Pomeriggio

 

 

Jason Nardi, Social Watch – Solidarius Italia
Riassume le questioni principali e le parole chiave proposte durante la mattinata, sottolineando il consenso emerso sull’opportunità di fare Firenze 10+10 e pone la questione di come strutturare i percorsi – collegati- per costruirlo concretamente, ai 3 livelli: locale, nazionale ed europeo/internazionale.

 

Vittorio Agnoletto, Flaire

Situazione dell’Europa rispetto al movimento dei forum sociali, importanza della costruzione di uno spazio pubblico europeo rispetto alla crisi che l’Europa sta vivendo. Superato il concetto nord-sud.

Vorremmo organizzare a Milano un seminario di discussione capace di coinvolgere le realtà europee coinvolte nel Fsm, ma non nell’esperienza dei forum europei, così come di quelle esperienze nate negli ultimi anni.

I membri del Consiglio internazionale del Forum Sociale Mondiale hanno sottoscritto una lettera inviata all’amministrazione milanese chiedendo di ospitare il seminario. L’amministrazione è disponibile a mettere a disposizione strutture e copertura costi di viaggio, ma la condizione e che sia alla fine di aprile o a giugno. Possibilità di uno degli ultimi fine settimana di aprile. Milano ha senso se è una tappa verso Firenze. Tempi strettissimi. Se confermato il percorso, il 29 febbraio prima riunione con il comune di Milano.

 

Piero Bernocchi

Importante che Milano sia propedeutico a Firenze.

L’incontro ha l’obiettivo di coinvolgere le realtà che hanno partecipato al precedente movimento dei forum così come quelle nuove. La logica dev’essere quella di uscire da un’ottica autoreferenziale o nazionale, importante quindi e’ fare una proposta che esca da milano, e questa può essere l’iniziativa di Firenze. Dovrà essere il 22 e 23 aprile, non dopo.

 

Alessandro, European Alternatives
Dalle iniziative sull’Europa promosse da EA sono emerse 2 proposte:
– Carovana europea sui beni comuni
– ICE sul reddito (basic income)

 

Franco Russo

E’ fondamentale la partecipazione a Milano di alcuni dei fiorentini.
Occorre puntare ad uno spazio europeo di confronto ma dove il fine sia costruire convergenze, per avere coalizioni in grado di prendere impegni concreti per l’altra Europa. Da Firenze devono essere lanciate iniziative chiare.

 

Raffaella Bolini

Bene proposta di lettera per Italia ed Europa, dove si invita a Firenze 10+10 per la ricostruzione dello spazio pubblico europeo, dove ognuno dia suo contributo. Credibilità perché gli italiani sono riusciti a costruire nel unità tra i vari movimenti. Richiamo chiaro al FSE quando diciamo 10+10, ma non si può in pochi mesi ricostruirlo. Pur non potendo mettere una struttura che possa coinvolgere il livello internazionale in questo tempo, dobbiamo utilizzare Milano come momento di discussione sui contenuti. Coinvolgimento anche di pezzi di cultura e società civile europea “non militante” in senso tradizionale (artisti, giornalisti, scrittori) oltre ai nuovi movimenti e ai “disgustati” dal processo FSE.

 

Alfio Nicotra

Propone di chiamare l’appuntamento di Milano “Assemblea europea” invece di seminario. Deve essere inclusivo e partecipativo per la costruzione comune. Approccio allora, nel 2002: manifestazione – diversa da quelle conclusive dei forum internazionali.

 

Roberto Musacchio

Le istituzioni europee si sono compattate e ci hanno scompaginato, hanno rafforzato la propria capacità di far politica. Come recuperare deficit di politica? Ricostruire soggettività politica – è un terreno scoperto.

 

Alberto Zoratti

Necessità di coinvolgere le reti europee (già a Genova e Nizza discussioni fatte) – dimostrando che questi che andiamo a organizzare sono spazi da riempire insieme, non soggetti politico-sociali unitari. Si facilitano i rapporti tentando le convergenze.

Necessità di concretezza e di coinvolgimento delle realtà dei territori (es. Venezia – conv. Decrescita, costruito progressivamente).

 

Massimo Vannuccini, MFE

Cosa è che vogliamo far uscire dal Forum di Novembre?
Se è un momento di confronto, è difficile conciliare tanti modi di vedere il mondo. Occorre una chiave comune di coagulazione: tema democrazia.

 

Antonio Pacor, Focuspuller

Aspetti metodologici: Forum come spazio, cornice, patrimonio. Problema di coinvolgimento di persone che non possono partecipare alle riunioni in altre città.

Non solo le reti formali / organizzazioni, ma anche quelle informali. Per Milano, meglio “Laboratorio” piuttosto che “Seminario” o “Assemblea”.

 

Massimo Torelli, Rete a Sinistra

Perché dobbiamo ricanalizzare il discorso sulla ricostruzione del Forum sociale europeo?

Dobbiamo fare verifiche ai vari livelli: Firenze e Milano.

 

Lorenzo, Rete della conoscenza

L’idea che siamo noi a convocare l’assemblea europea dei movimenti mi sembra non sia il caso, dato che siamo molto più deboli qui in Italia rispetto a molti altri paesi. Facciamo di Milano un seminario/laboratorio in cui le varie reti che lavorano sui temi si confrontino sui contenuti.

 

Alessandra Mecozzi, Fiom

Stamattina ci siamo ritrovati tutti sulla proposta dei fiorentini su Firenze 10+10. Abbiamo bisogno tutti di un passo di riconnessione con reti, gruppi vecchi e nuovi che lavorano a livello europeo. In Grecia hanno fatto 10 scioperi generali. Milano non dovrebbe essere un’Assemblea europea, ma un “incontro di riconnessione” … verso Firenze 10+10.

La lettera d’invito deve essere breve, ma passare messaggi chiari sul senso di ciò che vogliamo fare assieme. Aperta sulla costruzione comune.

 

Iacopo Landi, Rete a Sinistra

A Firenze siamo ancora pochi e occorre lavorare molto. Occorre rinnovare anche il modo di coinvolgere e far partecipare – a Milano, chi va a dire cosa a nome di chi? Evitare situazioni di leaderismo, portavoci, ecc. Un appuntamento di questo tipo deve assolutamente guardare al conflitto territoriale, qui, e non solo a livello europeo.

 

Alessandro Tassi, MAG Firenze

Le dimensioni locale ed europeo devono essere entrambe valorizzate. Favorevole agli incontri che portino al coinvolgimento sovranazionale (ripensando e superando la democrazia come l’abbiamo conosciuta finora).

 

Elisabeth -, Associazione A Madrid si muove un’altra Italia

Quali sono le reti coinvolte/da coinvolgere? Scrivere in maniera consensuale la lettera su internet. Utilizzare tutti gli strumenti utili per coinvolgere più persone possibili.

Accoglienza e solidarietà – problema di possibilità economica per la partecipazione.

 

Raffaella Bolini, Arci

Il seminario di Milano è stato discusso e proposto dalla Rete italiana per il Forum sociale mondiale e viene messo a disposizione anche in funzione di Firenze. Via via che arrivano nuovi potenziali partecipanti, vengano inclusi.

 

Yassine Belkasseme, Associazioni Marocchini in Italia

Bene Milano come parte del processo – ma cosa esattamente si discuterà? Potremo fare altri incontri in altre città in Italia per costruire il percorso verso Firenze.

 

Fabrizio Bertini, Rete nazionale rifiuti zero

In questo momento dobbiamo lanciare le controproposte, l’idea che abbiamo una progettualità per invertire la rotta – partendo dalle lotti territoriali e resistenze, deve dimostrare che abbiamo (perché le abbiamo fatte) sviluppate esperienze articolate. Anche qui a livello fiorentino, si va dall’alta velocità – con una controproposta; alla gestione rifiuti – abbiamo costruito un piano alternativo; ecc.

Non ci candidiamo alle elezioni, ma a costruire collettivamente proposte per uscire da questo mondo [in crisi] e invertire la rotta.

 

Camilla -, Movimento Federalista europeo

Questione fondamentale della democrazia partecipativa – Firenze 10+10 occasione per creare una coscienza a livello europeo; per riforma delle istituzioni europee. Milano momento necessario in questo percorso, ma non chiaro: chi partecipa? Abbiamo una linea comune da presentare a Milano?

 

Maddalena -, Comitato Fermiamo la Guerra

Nel FSE del 2002 c’è stato un momento unificante che è stato quello contro la guerra. Adesso mi sembra sia la pauperizzazione che questi governi europei stanno attuando nei loro paesi. In Italia sono aumenti i poveri negli ultimi anni, così come in altri paesi. Da sottolineare nella lettera-invito. A me quest’Europa dei banchieri non mi sta bene: per una crisi che la gente non ha generato, ci troviamo più poveri.

 

Vittorio Agnoletto, Flaire

Lasciamo ogni atteggiamento di sospetto che abbiamo l’uno con l’altro. Cerchiamo di essere positivi. Nessuno di noi è fuori dalle lotte e dalle vertenze oggi in campo. Lavoriamo affinchè le lotte territoriali possano avere uno spazio per ampliare la loro forza. La soluzione non ce l’ha nessuno. Il percorso e molto complicato. Oggi mancano alcune realtà importanti, a partire dalla Cgil nazionale [in realtà in sala c’è Mauro Fuso in rappresentanza della Cgil Firenze che però non è intervenuto ndr]. Dobbiamo togliere tutte le zone d’ombra tra di noi.

 

Alberto Zoratti, Fair

Saremo inclusivi se eviteremo di uscire con documenti unici, se eviteremo egemonie e cammellaggi. Cerchiamo ci compartecipare tutti affinché tutto funzioni al meglio

 

Piero Bernocchi, Cobas

Forse Firenze è meglio di Milano per organizzare il seminario. I Cobas avranno difficoltà per Milano. Prima di Firenze servono almeno altre tre/quattro riunioni.

 

Raffaella Bolini, Arci

Necessario intercettare tutte le reti e le occasioni. Meglio Milano, sede con molti voli low cost e con un associazionismo molto variegato. In Europa c e bisogno di incontrarsi, e alla svelta. Maggio a Milano potrebbe essere buono, se il Papa se n’ è andato, oppure agli inizi di giugno.

 

Discussione su data milanese, opportunità di farla ad Aprile o dopo, per dare il tempo di prepararla e sufficiente preavviso.

 

Piero Bernocchi obietta sulla tempistica dell’invito alle reti europee, troppo in là nel tempo.
Si ha un consenso, alla fine della discussione, per farla entro metà maggio.

 


Jason Nardi, Social Watch – Solidarius Italia

Occorre una verifica fiorentina su quanto si è discusso finora. Partiamo da zero sia per le risorse a disposizione, sia per le possibilità logistiche, su cui abbiamo solo fatto una prima ricognizione. Firenze ha avuto uno spirito accogliente e solidale con Firenze Città Aperta – che fu un’esperienza molto importante, e che andrebbe rilanciata. Non c’è il clima negativo post-Genova che vide chiudere il centro di Firenze, ma non abbiamo d’altra parte un’amministrazione comunale con cui confrontarsi facilmente. Più riusciamo a raccogliere e trovare risorse autonomamente, più forza avremo. Occorre che ognuno, ogni organizzazione dia la propria disponibilità in termini di contributo concreto che può mettere in campo.

Milano è un’occasione importante. Dobbiamo costruirne anche altre, sia a livello cittadino, sia a livello nazionale per poter coinvolgere e “intercettare” più realtà possibili.

A Firenze si potrebbe lanciare Firenze 10+10 a Terra Futura 2012 (25-27 maggio) con un momento pubblico – da discutere e concordare nel percorso fiorentino.

 

 

 

Conclusioni – Tommaso Fattori

  1. valutazione fiorentina di questa riunione entro metà marzo;
  2. seminario milanese a disposizione come tappa verso Firenze 10+10 (seminario di “interconnessione”);
  1. fissare altra riunione organizzativa generale, anche costruendo gruppi di lavoro: trovare data al più presto;
  2. consenso su nome “Firenze 10 + 10” a cui affiancare slogan “in positivo” contro l’austerità europea;
  3. Firenze 10 + 10 può essere un contributo per la costruzione di uno spazio pubblico europeo di discussione in cui lavorare a “convergenze”, non un soggetto politico unitario;
  4. cercare di definire e dare rilievo alle nostre “proposte” (forza progettuale dei movimenti);
  5. struttura binaria di Firenze 10+10: spazio a disposizione per iniziative auto-organizzate da soggetti e reti ma anche individuazione di iniziative trasversali di convergenza e azione comune, vediamo cosa riusciamo a fare per metterle in piedi insieme;
  6. sì alla Carta di Porto Alegre come punto di riferimento, con tutti i suoi contenuti;
  7. lettera-appello agli europei: c’è un testo base già esistente (da sintetizzare) a cui va però aggiunto il riferimento esplicito al tema dello “spazio pubblico europeo” e qualcosa in più sulla “crisi”. Va messo in piedi un gruppo aperto per buttar giù il testo della lettera-invito;
  8. serve una dimostrazione e assunzione di impegno da parte di tutti per la riuscita dell’evento.

 

 

crazyhorse

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