La Rabbia dei lavoratori della logistica bolognese

Duemila, secondo gli organizzatori, i lavoratori della aziende della logistica del bolognese, di altre città emiliane, della Romagna e del Veneto, scesi in piazza oggi nonostante la pioggia con i sindacati Si Cobas, Adl Cobas e Confederazione Cobas, affiancati dagli attivisti dei centri sociali.

Il corteo, partito dal Nettuno, ha percorso via Indipendenza, via dei Mille e via Marconi, dove, in corrispondenza della sede Cgil, sono stati gettati soldi finti a stigmatizzare l’asservimento delle sigle confederali agli interessi padronali. Poi la manifestazione è ripartita arrivando davanti alla prefettura in Piazza Roosevelt, dove sono stati simbolicamente stracciati dei fac simile di permessi di soggiorno rispondendo così alle minacce di Questore e Prefetto, che avevano nelle scorse settimane ammonito che le ripetute denunce ai migranti per aver preso parte ai picchetti mettessero a rischio appunto il rinnovo del permesso. A fare arrabbiare i lavoratori anche fatti degli ultimi giorni: lo sgombero del picchetto all’interoporto, mercoledì scorso, e la notizia che la procura ha indagini aperte su 160 persone per i blocchi ai magazzini.

“Lotteremo fino alla vittoria. Basta sfruttamento, basta licenziamenti e intimidazioni: vogliamo dignità, diritti e salario”, dicono i facchini. Reclamano che siano riconosciuti i diritti dei 51 lavoratori di Granarolo e Cogefin “licenziati perchè scioperavano. La promessa della prefettura e dei padroni è che fossero riassunti tutti entro ottobre. Invece a oggi solo 9 sono stati reintegrati”. Molti interventi dall’impianto hanno solidarizzato con la lotta dei lavoratori Atm di Genova, altri hanno sottolineato la connessione della lotta del settore della logistica con il movimento della In precedenza, si era tenuto alle torri il presidio di Bologna Antifascista in risposta al banchetto contro lo ius soli di Forza Nuova annunciato in Piazza Galvani. Gli antifa, una settantina, si sono mossi in corteo avvicinandosi da più punti alla micro-zona rossa istituita dalle forze di polizia a protezione dell’angolo assegnato ai neofascisti (sei o sette), che dunque  non sono stati affatto in condizione di comunicare a nessuno le loro parole d’ordine xenofobe. Infine, il corteo ha raggiunto piazza Nettuno per congiungersi alla piazza dei lavoratori della logistica, seguendo poi in spezzone la manifestazione.

Cospicua la presenza di agenti e camionette per tutto il pomeriggio. Completamente blindato perfino l’ingresso del negozio Coop di via Avesella, dal corteo dei facchini è stato aperto in risposta uno striscione: “Legacoop mafia”.

crazyhorse

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