Difendere l’agricoltura e la pesca significa difendere il lavoro, i territori e il diritto al cibo
La mobilitazione promossa dal COAPI – Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani – e dalle realtà territoriali impegnate nella difesa del comparto agroalimentare, è una lotta di civilta, che tiene al centro le rivendicazioni di agricoltori, allevatori, pescatori, artigiani, lavoratrici e lavoratori.
La crisi che attraversa l’agricoltura e la pesca non è una fatalità, ma il risultato di un modello economico che scarica sui piccoli produttori l’aumento dei costi, il caro carburanti, l’indebitamento e le difficoltà di commercializzazione, mentre il potere delle grandi filiere commerciali e finanziarie continua a comprimere il reddito di chi produce e lavora.
Il risultato è un paradosso inaccettabile: chi produce il cibo fatica a sopravvivere, mentre tante famiglie non riescono più a permettersi prodotti di qualità a prezzi accessibili. A pagare sono le piccole e medie imprese, i lavoratori, i consumatori e intere comunità rurali e costiere, esposte al rischio di impoverimento e abbandono.
Per Rifondazione Comunista, difendere l’agricoltura e la pesca significa contrastare le disuguaglianze lungo le filiere, tutelare il lavoro e il reddito dei produttori, difendere i territori e affermare il principio della sovranità alimentare: il diritto delle comunità a un sistema alimentare che valorizzi chi produce, la qualità delle produzioni e l’accessibilità del cibo.
Sosteniamo la richiesta di misure straordinarie e immediate per fronteggiare l’emergenza, intervenire sui costi di produzione, tutelare i redditi delle imprese agricole e ittiche e contrastare il peso dell’indebitamento, anche attraverso una moratoria bancaria. È inoltre indispensabile il riconoscimento ufficiale dello stato di crisi delle piccole e medie imprese del comparto agroalimentare.
Chiediamo alla Regione Campania di assumere pienamente le proprie responsabilità, sostenendo presso il Governo nazionale e il Parlamento le richieste del movimento e promuovendo un confronto reale e strutturato con le organizzazioni della mobilitazione. Occorre affrontare le difficoltà delle diverse filiere produttive, dal latte ai cereali, dall’olivicoltura al vino, fino all’ortofrutta e alla pesca, mettendo al centro la salvaguardia delle aziende, dell’occupazione e dei territori.
Non servono dichiarazioni di circostanza né interventi frammentari. Servono risorse, provvedimenti urgenti e una strategia pubblica capace di contrastare le speculazioni e riequilibrare i rapporti di forza lungo le filiere agroalimentari, restituendo dignità e giusto riconoscimento al lavoro di chi produce il nostro cibo.
La crisi dell’agricoltura e della pesca riguarda l’intera società. Per questo sosteniamo la mobilitazione del COAPI e invitiamo le nostre strutture territoriali, le iscritte e gli iscritti, le realtà sociali e tutti coloro che condividono queste rivendicazioni a partecipare e a rafforzare la solidarietà con le lavoratrici e i lavoratori del comparto.
Difendere chi lavora la terra e il mare significa difendere il lavoro, la dignità delle persone, l’economia dei territori e il diritto di tutte e tutti a un’alimentazione sana e accessibile.
La terra e il mare non sono merce da spremere. Il cibo è un diritto, il lavoro va tutelato, le comunità non si abbandonano.
Segreteria regionale della Campania
Partito della Rifondazione Comunista
