Solidarietá a banchi nuovi

IN SOLIDARIETÀ A BANCHI NUOVI

Il 13 febbraio scorso la retata contro i disoccupati organizzati di Napoli con 10 arresti domiciliari e 25 tra obblighi di dimora e denunce. In mancanza di risposte concrete delle istituzioni al bisogno di lavoro di questa città, la magistratura si sostituisce alla politica per sbarazzarsi di un movimento la cui unica colpa è di continuare a lottare da 16 anni rivendicando un lavoro stabile e sicuro

Un processo tutto politico, quindi, che vorrebbe mettere la parola fine ad uno scontro che vede da una parte le istituzioni, dall’altro chi da tempo ha scelto di combattere una classe dirigente che ormai ci ha affamato e ridotti all’osso.

Lo dimostra l’accusa al movimento di essere un’associazione a delinquere. Un’accusa tanto più inammissibile visto lo sperpero di risorse pubbliche e le quotidiane notizie di arresti e processi a carico di politici ed amministratori, ultima quella del 20 maggio del Presidente del consiglio Regionale della Campania

Un’accusa così ignobile e campata in aria che per la seconda volta è stata rigettata dal Tribunale del riesame. Ciò nonostante, le misure cautelari contro i disoccupati sono state mantenute anche se trasformate in obbligo di dimora e il divieto di lasciare l’abitazione dalle 8.00 alle 14.00 per 7 attivisti mentre un solo compagno rimasto agli arresti domiciliari per oltre tre mesi e scarcerato solo il 21 maggio scorso con l’obbligo di firma.

Sono trascorsi oltre 3 mesi da quel 13 febbraio ed in questi giorni sembra riemergere la volontà dei PM di voler riproporre l’accusa di associazione a delinquere.

E’ un fatto grave, indicativo di come la repressione stia giorno dopo giorno annientando gli spazi di agibilità politica non solo del movimento dei disoccupati napoletani. Dal movimento NO TAV, ai lavoratori denunciati per il solo fatto di difendere il posto di lavoro, ai disoccupati passando per gli occupanti delle case di Roma e non solo, il segnale è unico : NESSUNO OSI RIBELLARSI!

Facciamo appello per questo a tutte quelle soggettività che in questi anni hanno attraversato in vari modi la nostra lotta, che ci hanno conosciuto personalmente e sanno che non siamo i delinquenti di cui ha parlato in quei giorni la stampa, né i mostri da sbattere in prima pagina; chiediamo ad intellettuali, artisti, lavoratori della cultura, realtà di movimento e singoli compagni ad esprimere la propria solidarietà partecipando all’iniziativa che terremo domani 3 giugno per la revoca delle misure cautelari di tutti i compagni.

ASSEMBLEA CONTRO LA REPRESSIONE AL CENTRO SOCIALE BANCHI NUOVI ORE 16,00 A CUI SEGUIRA’ IL CORTEO

crazyhorse

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