Sfratti zero

La denuncia dei promotori: gli sfratti non sono drammi privati ma violazioni della legalità causate da scelte politiche disastrose, serve una politica nazionale subito: moratoria di tutti gli sfratti, incluso quelli per morosità e i pignoramenti incolpevoli, controllo del mercato e finanziamento delle case popolari. Prossima una missione in Italia del Relatore Speciale ONU sul Diritto alla casa.

Il 10 ottobre scattano in tutta Italia le Giornate Sfratti Zero : sono oltre un centinaio le iniziative in programma, organizzate da un fronte di oltre 500 promotori che hanno risposto al tam-tam estivo circolato via internet che, a sua volta, rilanciava a livello nazionale la proposta della campagna mondiale sostenuta dall’International Alliance of Inhabitants e altre reti per sensibilizzare i governi nazionali e locali a rispettare il diritto alla casa, stabilito dall’art. 11 del Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali (PIDESC). Il PIDESC è stato ratificato dall’Italia con Legge n.° 881/77, ma è quotidianamente e pesantemente violato dalle scelte governative nazionali e locali. In particolare, a causa dell’azzeramento dei finanziamenti al settore in ossequio al “patto fiscale” con l’Unione Europea, cioé per pagare 900 miliardi di euro entro i prossimi 20 anni per debiti sui quali, invece, va fatta un audit pubblico.

Sfratti: le cifre di un dramma aggravato dalle politiche di austerità

Le violazioni di questo diritto sono enormi a livello globale: tra 60 e 70 milioni di persone in tutto il mondo sono sotto sfratto a vario titolo.

In Italia, i dati sugli sfratti 2011, rilevati da un’indagine del Ministero dell’Interno, sono drammatici: 64.000 nuove sentenze di sfratto, di cui circa 56.000 per morosità, 87%. Sempre nel 2011, le richieste di esecuzioni con la forza pubblica sono state oltre 123.000, di cui ben 29.000 eseguite. Di fatto, in Italia circa 140 famiglie sono sfrattate ogni giorno con la forza pubblica. Senza dimenticare le oltre 40.000 famiglie che hanno perso la casa pignorata nel 2011, e le altre 200.000 previste.

Sono cifre impressionanti che riportano il terribile impatto della crisi economica sulla già precaria situazione abitativa italiana, aggravata dalla totale mancanza di serie ed efficaci politiche pubbliche per aiutare i nuclei in difficoltà, per esempio garantendo il passaggio da casa a casa per gli sfrattati, affrontando il tema del “caro affitti” e del “caro mutui”. Per tutte, valga un’ultima cifra : oltre 650.000 famiglie sono attualmente inserite nelle graduatorie comunali per gli alloggi a canone sociale, ma senza nessuna speranza di accedervi.

Per queste ragioni, il tam-tam dei promotori ha coinvolto non sono solo i comitati di lotta, i movimenti per la casa, l’Unione Inquilini, ma anche i rappresentanti istituzionali che, a vario titolo, in questi mesi sono stati sul fronte del contrasto agli sfratti, compresi quelli per morosità, da considerare come risultato della crisi e violazioni della legalità, non come semplici drammi personali.

Il Governo Monti e gli enti che locali che lasciano fare al libero mercato, tagliano la spesa pubblica, azzerando il fondo per gli affitti e il finanziamento delle case popolari, in particolare provocando sfratti senza alternativa, sono responsabili delle pesanti violazioni degli obblighi legali assunti dall’Italia con la ratifica del PIDESC, incluso perché violano il principio di non regressione sociale. Da sottolineare, a questo proposito, che i Commenti 4 e 7 del Comitato ONU sui Diritti vietano lo sfratto senza rialloggio adeguato e sicuro.

Per queste ragioni, la stessa Relatrice Speciale ONU sul Diritto alla casa, Raquel Rolnilk, partecipando al Tribunale Internazionale sugli sfratti organizzato a settembre dal Foro Sociale Urbano a Napoli, è rimasta sconcertata dalle denunce presentate e ha dichiarato che l’Italia è ormai in cima all’agenda delle sue prossime missioni ufficiali.

A sostegno di questa battaglia, i protagonisti di tante battaglie, di centinaia di picchetti anti-sfratto, manifestazioni, ordini del giorno, ordinanze, hanno lanciato la Giornata Sfratti Zero del 10 ottobre, iniziativa unitaria per eccellenza, perché partita dal basso, con lo scopo di mettere con forza il tema del diritto alla casa e degli sfratti nell’agenda politica del governo Monti e degli enti locali.

Che cosa faranno ?

Le stesse iniziative che fanno già, ma, per la prima volta, lo stesso giorno, in maniera coordinata e visibile a livello nazionale ed internazionale, rafforzando così le lotte di tutti.

I promotori assicurano che le Giornate Sfratti Zero continueranno anche dopo il 10, e stanno già raccogliendo proposte di iniziative per tutto il mese il mese di ottobre ed oltre.

Perché vogliono ottenere risultati concreti.

crazyhorse

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