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Roma: arrestati Paolo di Vetta e altri 4 attivisti

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usbStamattina circa 150 senza casa e precari hanno tentato di occupare pacificamente la sede del Cipe a Roma per chiedere che i soldi buttati nella Tav vadano a finanziare lavoro, casa e welfare. La Polizia ha risposto caricando i manifestanti e arrestanto cinque attivisti.

Paolo Di Vetta, dirigente dell’Unione Sindacale di Base e coordinatore dei Blocchi Precari Metropolitani, è stato di fermo da alcune ore insieme ad altri 4 attivisti dei movimenti sociali della capitale dopo essere stato malmenato e poi prelevato dalla Polizia dal pronto soccorso dell’Ospedale Santo Spirito di Roma. Di Vetta è attualmente trattenuto insieme agli altri attivisti presso il Commissariato Trevi, in attesa di processo per direttissima che potrebbe svolgersi già domani mattina.

L’aggressione è avvenuta nel corso di una pacifica manifestazione di protesta che si è svolta questa mattina a Roma in via della Mercede, davanti alla sede del CIPE, Comitato Interministeriale perla Programmazione Economica, dove oggi dovevano essere stanziati 20 milioni di Euro per le “compensazioni” richieste dal Presidente della Regione Piemonte Cota perla tentare di comprare il consenso di una parte della Val Susa nei confronti della Torino Lione. I manifestanti sono stati prima caricati, poi accerchiati ed identificati dalle forze di polizia.

Denuncia Pierpaolo Leonardi, dell’Esecutivo nazionale USB: “È gravissimo che una manifestazione assolutamente pacifica, tesa a chiedere di spostare lo stanziamento di ingenti fondi pubblici da una mega opera inutile e dannosa comela TAV alle emergenze sociali, quali la casa, il diritto al lavoro e al reddito, venga aggredita violentemente dalle forze dell’ordine”. “È evidente – sottolinea Leonardi – che la totale chiusura del Governo Monti-Napolitano sulla TAV sta producendo l’aumento di atti repressivi nei confronti di chiunque, in Val Susa o nel Paese, osi mettere in discussione gli interessi che si celano dietro alle cosiddette ‘grandi opere’ comela TAV. Si tratta di una politica miope ed antidemocratica, che non tiene conto della profonda e crescente contrarietà nei confronti di questi progetti, obsoleti, devastanti ed appetibili per la criminalità organizzata”.

  “Chiediamo l’immediata liberazione di Paolo Di Vetta e di tutti gli attivisti in stato di fermo, la fine della repressione e l’avvio di un dialogo costruttivo che tenga conto degli interessi reali del Paese”, conclude il dirigente USB.

Alle 18 i movimenti sociali della capitale, i coordinamenti di lotta per la casa e l’USB hanno convocato un’assemblea cittadina nei locali del Volturno Occupato per decidere quali iniziative di solidarietà intraprendere con Di Vetta e con gli altri attivisti arrestati.

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