MOBILITIAMOCI CONTRO L’ACCUSA DI ASSOCIAZIONE A DELINQUERE

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Il 25 novembre è stata fissata l’udienza preliminare del processo per associazione a delinquere che vede sotto accusa 35 disoccupati del movimento dei disoccupati organizzati di Napoli ed Acerra, arrestati il 13 febbraio scorso. Ricordiamo che tutt’oggi alcuni di quei compagni/e sono ancora sotto misura cautelare.

La Repressione messa in campo verso questo movimento che lotta in piazza da ben 17 anni, non è altro che il mezzo più veloce adoperato dalla controparte per eliminare quel che resta del movimento dei disoccupati organizzati. Un movimento nato nel 1997 e che in tutti questi anni è stato capace di portare per le strade di questa città, e non solo, migliaia di proletari in cerca di un lavoro stabile, mettendo in discussione le logiche clientelari tutt’oggi ancora esistenti e cercando di dare un’indicazione ben precisa e cioè che solo organizzandosi nella lotta si possono conquistare ciò che ci spetta e ci viene negato.
Purtroppo come tutti sanno la nostra vertenza non è ancora chiusa; anni di formazione e work-experince e l’arrivo nelle casse della Regione Campania di milioni di euro, non hanno prodotto alcun posto di lavoro. La frantumazione del movimento, la corruzione e la speculazione fatta dalla politica ci hanno reso deboli e facilmente attaccabili.
Oggi paghiamo amaramente la lungaggine della nostra vertenza, e come singoli, la scelta di voler continuare a non sottostare a compromessi, di aver voluto a tutti i costi sancire il principio della lotta come unico mezzo per la conquista del lavoro stabile e sicuro!

Con l’ennesima riforma del lavoro, il jobs act, e lo sblocca Italia, del Governo Renzi,  stiamo assistendo ad un’escalation di arroganza della controparte e di atti di forza contro i lavoratori, le organizzazioni sindacali, anche quelle ex amiche, e chiunque si ribelli. Vengono manganellati i lavoratori delle acciaierie di Terni (con segretario della FIOM a capo); vengono caricati pesantemente studenti sparsi per l’Italia che scendono in piazza contro la “ buona scuola” del Governo; vengono caricate le migliaia di persone scese in piazza il 7 novembre a Bagnoli contro l’ennesimo accordo di espropriazione e devastazione di quel territorio; vengono repressi tutti quei lavoratori, precari disoccupati, proletari che stanno prendendo atto del fatto che così non si può più resistere, che basta fare sacrifici e che l’unica soluzione è contestare e lottare contro le politiche di austerità  che questo Governo dei poteri forti vuole propinarci come ricetta per uscire dalla crisi che loro hanno generato. L’obiettivo di questo governo di zittirci non sembra però riuscire ed il 14 novembre saremo protagonisti dello sciopero sociale che è ampiamente condiviso da larghe categorie e settori del mondo del lavoro e del non lavoro.

In occasione di un processo che a nostro parere non mette sotto accusa i disoccupati, ma i movimenti sociali, i singoli attivisti e compagni tutti, crediamo sia giusto ritagliare uno spazio sul tema della repressione.

Invitiamo  a partecipare all’assemblea pubblica che si terrà il 21 novembre alle 16,30 all’università di Mezzocannone 16 – aula Lorusso, a prendere parte attivamente alla conferenza stampa il giorno 24 novembre fuori alla sede RAI di Napoli e a mobilitarsi insieme la mattina del 25 novembre contro un’accusa infame che niente ha a che fare con la nostra lotta!
È un processo politico che mira ad annientare la lotta e le conquiste che ne derivano!

crazyhorse

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