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Manifestazione collettivo studentesco cavese

Oggi Venerdi 7 Ottobre il Collettivo Studentesco Cavese ha chiamato a raccolta tutti gli studenti della città per la manifestazione studentesca a Salerno per ribadire con forza il nostro diritto allo studio e al libero accesso ai beni comuni. Circa 600 studenti delle scuole di Cava sono arrivati a Salerno riempiendo 3 treni che hanno trasportato i ragazzi fino a Piazza Ferrovia dove c’è stato il concentramento per il corteo “AUTORGANIZZIAMO LA LOTTA” organizzato dal CSC. Fin dall’inizio il corteo si è rivelato, oltre che molto partecipato, anche molto determinato riguardo i contenuti che oggi portavamo in piazza. Nonostante la pioggia battente siamo riusciti a compattare il corteo e a portare avanti una manifestazione piena di slogan significativi e di interventi mirati a sottolineare i disagi che ogni giorno siamo costretti a subire per i tagli a istruzione, sanità, trasporti. I ragazzi sono sembrati, rispetto alle mobilitazioni passate, molto più consapevoli delle problematiche sociali che si stanno iniziando a far sentire in maniera più incisiva sulla nostra pelle. Durante la manifestazione hanno provato a provocare tensioni le forze dell’ordine presenti al corteo che hanno, in più occasioni, perquisito i ragazzi e generato la caccia all’uomo per semplici bengala che gli studenti avevano acceso per colorare il corteo. Evidentemente è già chiara la strategia della tensione messa in atto da questura e chi di dovere per far sì che l’autunno caldo non porti troppe voci “fuori dal coro” ad alzare la testa e a gridare con forza il proprio dissenso verso lo smantellamento dei beni comuni in atto nel nostro paese. NON CI FERMERANNO. L’UNICA ALTERNATIVA E’ LA LOTTA. IL 15 OTTOBRE TUTTI A ROMA! COLLETTIVO STUDENTESCO CAVESE

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  1. Da anni in Europa si assiste alla crisi pilotata e selvaggia dei settori pubblici strategici : istruzione, poste e telecomunicazioni, trasporto (mare,ferrovia,aereo : FS, Tirrenia, regionalizzate marittime, Alitalia), fabbricazione stessa dei mezzi di trasporto (Fincantieri, Finmeccanica), sanità, etc. La Fincantieri (pubblica al 46%) vuole far credere che la chiusura dei cantieri di Palermo, Napoli e castellammare, Sestri Ponente e Ancona, sia dettata da crisi irreversibile, ma da dati aggiornati sul traffico merci e passeggeri del Mediterraneo risulta che Gioia Tauro sia il secondo porto dopo Barcellona, e allora la frottola non regge. I motivi della crisi sono altri : quello già citato e l’ennesimo regalo alle industrie che fabbricano automobili e gomme per automobili. Le merci che arrivano a Gioia Tauro, dovrebbero essere secondo logica, trasferite su navi più piccole e/o su rotaia
    per essere diffuse sul territorio, ma Fincantieri, Tirrenia e regionalizzate marittime (Caremar,
    Siremar, Saremar, etc) sono al collasso, e quindi o si lascia tutto ai privati o si trasporta
    su gomma (ma su gomma di furgoni privati). E rispunta il tallone FIAT sulla politica italiana nonostante la fuga verso gli USA e l abbandono di Confindustria. Dunque da anni
    Fincantieri non investe nel bacino di carenaggio, come da anni i lavoratori di cmmare chiedono, e oggi propone il progetto Plasmare : il golfo ridotto a discarica galleggiante.
    Quali sono le conseguenze della chiusura di tanti cantieri su operai e famiglie ? Niente salario gia da oggi per l’indotto (cig scaduta a settembre) e cig per gli interni. Ciò vuol dire che se fino ad ora il diritto allo studio era limitato per gli operai dei cantieri che entravano a 20 anni in fabbrica, da domani sara inesistente senza lo stipendio dei genitori.
    Devo ringraziare gli operai della Fincantieri di Cmmare per avermi informato periodicamente sulla loro situazione e sulle loro lotte, e sono proprio loro ad avermi chiesto di trasmettere le informazioni al piu ampio pubblico possibile.

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