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Assassinato Belaid: solidarietà da rete italiana per wsf 2013

Cari amici e amiche,
siamo stati veramente colpiti dlla terribile notizia dell’assassionio a Tunisi di Chokri Belaid, avvocato, leader democratico.
Esprimiamo in primo luogo alla sua famiglia, e a voi tutti/e, il nostro dolore e le nostre condoglianze.
Proprio un anno dopo l’inizio nel vostro paese delle rivoluzioni arabe, un atto di violenza assassina cerca di bloccare quel processo che esse hanno iniziato.
Anche se conosciamo le difficoltàdel processo di transizione democratica dopo le “rivoluzioni” certo non ci aspettavamo una tale tragedia. La situazione di tensione drammatica che questo assassinio denuncia, ci spinge a una più forte mobilitazione e solidarietà nel sostegno alle vostre lotte per i diritti, la giustizia sociale e la democrazia, a tutte le lotte in corso nella regione.
Ci sentiamo ancor più impegnati/e nella mobilitazione per una grande partecipazione al prossimo Forum sociale mondiale di Tunisi, 26-30 marzo.
Ci sentiamo anche impegnati/e a partecipare a tutte le mobilitazioni che sono convocate anche in Italia, come in altri paesi europei, in solidarietà con le migliaia di tunisini/e che sono scesi in strada nel vostro paese.
Vi abbracciamo affettuosamente, aspettando di incontrarci presto a Tunisi.
Rete italiana per il FSM Tunisie 2013

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  1. La vicenda tunisina , come quella egiziana, sotto i governi dei ” fratelli mussulmani” rischia presto di diventare come la ” rivoluzione islamica ” di Komeini in Iran, dove una volta andati al potere i ” mullah” hanno fatto progressivamente carne da macello di tutte le compagini di sinistra – vedi mujadin e fedayn del popolo – che erano stati l’avanguardia della rivolta.
    Non dovevamo attendere questo assassinio ,per doverci mobilitare e sostenere le sorti della sinistra e dei laici in questi paesi; ora va recuparato subito il tempo perduto, protestando sotto le sedi consolari, convocando iniziative nelle università con gli studenti di quei paesi, chiamando a raccolta gli immigrati magrebini , impulsando la PARTECIPAZIONE MASSIVA AL FORUM SOCIALE MONDIALE DI TUNISI, 26-20MARZO 2013, anzi cogliendo questa disgraziata occasione per presentare il Forum e la situazione in Tunisia.
    Vincenzo

    Belaid
    Chokri Belaid, il leader dell’opposizione ucciso a Tunisi

    Chokri Belaid, uno dei principali leader dell’opposizione tunisina, è stato assassinato questa mattina a Tunisi. Belaid, che oltre all’attività politica praticava la professione di avvocato, è stato ferito a morte con quattro colpi d’arma da fuoco mentre usciva dalla sua abitazione. Si tratta di un omicidio estremamente significativo dal punto di vista politico: Belaid, infatti, era il segretario del Partito dei Patrioti Democratici, nonché uno dei massimi esponenti di Nidaa Tounes, una formazione politica di recente costruzione che è considerata la più importante dell’opposizione tunisina.

    Negli ultimi mesi Nidaa Tounes è stata oggetto di numerosi atti di violenza da parte di miliziani della Lega per la protezione della rivoluzione, considerati fiancheggiatori del governo. Le prime informazioni raccolte sul luogo dell’agguato lasciano pensare ad una vera e propria esecuzione.

    A rendere noto l’omicidio di Belaid è stato il fratello della vittima. “Mio fratello – ha detto – è stato assassinato: sono disperato e addolorato”. La moglie del leader dell’opposizione, parlando a Radio Mosaique, ha riferito che l’uomo politico è stato colpito da alcune pallottole mentre usciva di casa, in un quartiere della capitale. Sabato scorso Belaid aveva accusato “mercenari” al soldo del partito islamista Ennahda di aver attaccato una riunione del suo partito. L’uomo politico è deceduto, secondo una fonte di partito, in un clinica tunisina.

    L’omicidio segna un inasprimento nei rapporti già tesi tra il governo e le forze di opposizione. Centinaia di persone stanno affluendo in avenue Bourghiba per protestare davanti al Ministero dell’Interno, guidato da Ali Laarayedh, esponente di Ennahda. I manifestanti gridano slogan contro il governo, chiedendo le dimissioni del primo ministro Hamadi Jebali, pure lui di Ennahda, e stigmatizzando l’ondata di violenze politiche che si sta registrando in Tunisia contro gli oppositori.

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