Ad un anno dal rapimento di Silvia Romano

È passato un anno dal rapimento di Silvia Romano in Kenya lo scorso 20 novembre.

Chiediamo di non abbassare l’attenzione sulla giovane cooperante che aveva scelto di abbandonare le comodità della vita in Italia per portare aiuto e sorrisi ai bambini in Africa.

Su Silvia è caduto il silenzio.

Non ne parla dal 20 marzo il presidente del consiglio Giuseppe Conte,  non ne parla il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, non ne parla il ministro degli esteri Di Maio, non ne potrebbe parlare nemmeno chi mette bocca su tutto, Matteo Salvini, perché Silvia con le ONG aiuta veramente gli africani a casa loro.

Il silenzio di questi mesi, dopo varie ipotesi e smentite, è stato interrotto dalla procura di Roma che afferma che Silvia sarebbe viva e nelle mani del gruppo jihadista di Al- Shabaab in Somalia.

Sono stati acquisiti  verbali e tabulati telefonici attraverso l’attività di intelligence e diplomazia, ma anche l’analisi di documenti messi a disposizione dalle autorità keniote nell’agosto scorso. Malgrado la complessità del quadro politico e istituzionale del Paese si sta valutando di inviare una rogatoria internazionale per ottenere collaborazione.

Silvia rappresenta il meglio dell’Italia. Continuiamo ad alzare la voce per richiederne la liberazione.

 

 

Carmine Falco

 

musumeci

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