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Zona rossa a Venezia

VENEZIA. Un vertice che porterà in laguna una ventina tra ministri e sottosegretari dei governi italiano e francese, oltre naturalmente ai premier Matteo Renzi e François Hollande. Venezia si sta preparando con misure di sicurezza eccezionali al vertice bilaterale dell’8 marzo a palazzo Ducale. Vertice che affronterà temi spinosi come la Tav Lione-Torino e la sicurezza delle coste del Mediterraneo. Per questi temi importanti e per le manifestazioni di contestazione annunciate il Cospa (Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica) sta approntando misure di sicurezza molto forti con una zona rossa intorno a palazzo Ducale e il divieto di sorvolo della città nel pomeriggio durante il vertice.

Oggi, in Prefettura, primo Cospa dedicato al vertice: ne seguiranno altri, l’ultimo dei quali, aperto anche ai responsabili della sicurezza della Presidenza del Consiglio e del Ministero dell’Interno.

Ufficialmente non è stato ancora presentato il programma, ma i vari incontri avvenuti tra i ministri dei due governi fanno capire che saranno parecchi i punti all’ordine del giorno. Punti su cui spesso i due Paesi hanno punti di vista diversi.

La sicurezza sarà garantita non solo da operatori delle forze di polizia territoriali, ma anche da reparti speciali come i Nocs, questi anche in considerazione dell’allarme terrorismo che da anni pesa sull’Europa e sulla Francia in particolare.

Uno degli argomenti che sarà affrontato, tra le altre cose, riguarda l’eventuale intervento militare in Libia diventata l’area del califfato più vicina all’Italia e quindi all’Europa. Da mesi truppe speciali francesi stanno operando in Libia.

L’altro tema spinoso e che ha portato alla manifestazione organizzata da “No Tav” e “No Grandi Navi”, è la realizzazione della Tav tra Lione e Torino.

Le forze dell’ordine temono disordini anche perché Forza Nuova ha annunciato una propria manifestazione in occasione del vertice. Del resto era inevitabile in quanto da settimane si assiste alle richieste provenienti da Forza Nuova di far chiudere i centri sociali Rivolta e Morion. Per il momento richieste inascoltate. Ma di certo questo sta alzando la tensione in città.

Se da una parte l’area attorno a palazzo Ducale sarà super blindata con reparti speciali e tiratori scelti, rimane il resto della città dove manifesterà chi protesta.

La Questura ha già fatto sapere che nessun pezzo di piazza San Marco sarà concessa per le manifestazioni come del resto l’area Marciana.

In questa parte della città vige un divieto di manifestazioni imposto dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica nel maggio del 1997, dopo che il 9 di quel mese i Serenissimi assaltarono il campanile di San Marco, arrivando in piazza a bordo del famigerato tanko, un camion trasformato in una sorte di blindato. Sono quasi vent’anni quindi che è vietato manifestare in piazza.

In precedenza, negli anni Sessanta, la piazza vide anche la carica dell’allora Reparto Celere della polizia agli operai di Porto Marghera.

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