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Vittorio Barbanotti in viaggio da Milano a Palermo in bicicletta

“Non giudicatemi per le mie parole, che sono molte, ma per le mie azioni che sono poche. Perché se aspettiamo che gli umili ereditino la Terra, non ci sarà più nulla da ereditare”

 

Vittorio Barbanotti, attivista per i diritti umani, ha fatto del proprio corpo uno strumento per diffondere battaglie a cui non si può essere indifferenti. A RadioVostok racconta come sia necessario contrastare la violenza contro le donne e più in generale una cultura maschilista che fa della divisione di genere uno strumento di oppressione.

Il primo viaggio è stato Milano-Roma, il secondo è partito da Serravalle per raggiungere in bicicletta il Parlamento Europeo a Strasburgo perché ” è necessario spendere fino all’ultima goccia di sudore per i diritti umani”.

Ma il viaggio è anche un percorso umano e personale, Vittorio ci racconta l’emozione di varcare i confini francesi e il ricordo di amici e compagni scomparsi che gli sono stati da esempio e stimolo per intraprendere il viaggio.

La sensibilizzazione dell’ opinione pubblica non può che passare dalle scuole e se le generazioni precedenti sono cresciute in un sistema che non rispetta i deboli assorbendo un comportamento violento e prevaricatore, è necessario che le nuove generazioni crescano in un ambiente dove i diritti delle singole individualità siano finalmente rispettati.

Vittorio ha deciso di ripartire e ha fatto tappa a Cava, in una lunga pedalata che partita da Milano si concluderà a Palermo.

Ascoltalo nella nostra intervista:

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