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Verità per Regeni

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Da mesi su una parete esterna della Casa Comunale di Baronissi è affisso uno striscione giallo con su scritto: “VERITÀ PER GIULIO REGENI” . Una iniziativa lanciata e proposta dal coordinamento nazionale Enti Locali per la pace a cui, il nostro comune in attuazione dell’art. 2 del proprio statuto, aderisce.

È una iniziativa che ovviamente la consideriamo positiva, non esaustiva ma comunque importante.

Purtroppo per tutti noi la verità continua ad essere una chimera e malgrado le “informative” ricevute da diversi servizi segreti di paesi nostri alleati, malgrado l’evidente “non collaborazione” sia del governo egiziano sia delle loro istituzioni si continua, da parte egiziana, anche con la repressione pur di fermare qualsiasi atto o persona che cercano la verità e di individuare sia gli esecutori materiali sia i loro mandanti.

È notizia di tre giorni fa, giorno 11 settembre, che l’avvocato egiziano che rappresenta la famiglia Regeni è stato arrestato per “cospirazione”. Ecco questo il punto: chi lavora per individuare responsabilità e mandanti è, per lo stato egiziano, un cospiratore.

Arresto avvenuto dopo che l’Italia ha deciso di riprendere, in nome della realpolitick (citiamo non a caso l’enciclopedia Treccani “Realpolitik Prassi politica fondata sugli interessi e non sui sentimenti o le ideologie.”), le normali relazioni diplomatiche con l’Egitto rinviando il nostro ambasciatore che arriverà al Cairo proprio nella giornata di oggi e che dopodomani a Londra il nostro ministro degli esteri si incontrerà con il suo omologo egiziano.

La stessa Amnesty International Sezione Italiana ha lanciato un appello per la verità e la giustizia per Giulio Regeni e, in tale appello, ha dichiarato: “Il ritorno dell’ambasciatore in Egitto è una “decisione grave“. L’Italia rinuncia “all’unico strumento di pressione per ottenere verità nel caso di Giulio Regeni di cui l’Italia finora disponeva“. Ebbene noi auspichiamo che il consiglio comunale di Baronissi espliciti la sua contrarietà all’idea che di fronte all’assassinio di un giovane, per di più anche un nostro connazionale che come tantissimi lavorava e studiava all’estero, praticare, come sta facendo il nostro governo, la “realpolitik” è un assassinare per l’ennesima volta il povero Giulio Regeni.

Alla verità e alla giustizia non possiamo anteporre biechi interessi di “bottega”. Considerando che il 2 ottobre si terrà un consiglio comunale proponiamo un ordine del giorno, che sarà presentato dal nostro consigliere Francesco De Simone un ordine del giorno da far votare al Consiglio Comunale in cui chiediamo come punti centrali :

  1. Invitare con estrema determinazione il governo italiano a richiamare immediatamente il proprio ambasciatore e di attuare da subito, in tutte le sedi internazionali, pressioni sull’Egitto per l’immediata scarcerazione dell’avvocato che rappresenta la famiglia Regeni;
  2. Di chiedere al nostro Governo di attuare tutti gli opportuni passi diplomatici affinchè lo stato egiziano sia costretto a collaborare fattivamente e concretamente, rilasciando e rendendo noto alla nostra autorità giudiziaria e alla famiglia Regeni, tutte le informazioni e le notizie in loro possesso compresa la “catena di comando” che ha fatto giungere agli esecutore l’ordine di rapire, torturare ed assassinare Giulio Regeni;
  3. Chiedere, come Comune di Baronissi, al Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace ulteriori iniziative più incisive e di informazione alla cittadinanza su tale vicenda. Con l’esplicitazione di NON escludere, tra le iniziative da mettere in “campo”, la possibilità di boicottare l’Egitto, fin quando non emergeranno le responsabilità politiche, statali e attuative sulla vicenda Regeni, non comprando i loro prodotti commerciale importati in Italia e invitando i cittadini italiani a NON trascorrere più le loro vacanze nello stato egiziano;

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