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Una verità tranciata

San_Francesco_Cava_de_Tirreni

Convento e Monastero di San Francesco e Sant'Antonio di Cava de' Tirreni

Quella affidata al sito web di ulisseonline è sicuramente una verità parziale.
E non ci riferiamo ai tanto decantati princìpi e valori del francescanesimo, bensì a quanto affermato rispetto (e qui citiamo) i “poveri fraticelli” del Convento e Monastero di San Francesco e Sant’Antonio di Cava de’ Tirreni.

Affermare che questi stiano vanificando i sacrifici di onesti cittadini che hanno contribuito a portare fasto alla Chiesa sopra citata è quanto di più scorretto si possa fare.

I Frati, difatti, si sono ritrovati sommersi di debiti e strutture abusive. Ovviamente costruite con le donazioni della cittadinanza, questo è fuori da ogni dubbio.

L’abusivismo del forno, della copertura del chiostro, il soppalco in corso di costruzione (visibile dal chiostro del Convento) di certo non coprono d’onore il Monastero e l’ordine.

A nostro avviso, quello che si sta facendo è riportare ad uno stato di cose onesto il complesso e le strutture con molti sacrifici, questa volta meno sostenuti da elargizioni e donazioni.
Anche smantellare l’abusivismo ha un prezzo e i “poveri fraticelli” stanno facendo del loro meglio per riuscire a garantire ai fedeli nuovamente la struttura al meglio delle sue possibilità.

Tanto ci si spende in difesa della copertura del chiostro, copertura che, a detta dello scrittore, andava a garantire vivibilità all’ambiente esterno del Convento e permetteva, dunque, di organizzare serate, concerti ed eventi per i più piccoli. Siamo, invece, sicuri che ripristinare l’originale chiostro sia un’idea meravigliosa.
Come si può deturpare la meraviglia di un chiostro a favore dell’economia, proprio in un Convento Francescano?
Inoltre, il chiostro, proprio per la sua conformazione, garantisce freschezza d’estate e riparo d’inverno. La copertura rappresenta solo un atto deturpante.

Chiostro_San_Francesco_Cava_de_Tirreni

Per non parlare del retro della struttura.

Certo, sono stati fatti notevoli lavori di miglioramento, ma anche qui, contrapposti alla Via Crucis esterna e al bel giardino, troviamo delle enormi pecche: il parcheggio che serviva l’intera cittadinanza adiacente all’Ospedale “Santa Maria Incoronata dell’Olmo” era anch’esso abusivo. E, come se non bastasse tutto questo, nel retro della struttura era stato organizzato un intero zoo “per il ludibrio dei bambini”. Zoo, ovviamente, fuori da ogni norma con animali posti in gabbie non conformi agli standard che permettono una vita dignitosa. Molti di questi animali, fortunatamente, sono stati liberati dalla schiavitù di doversi mostrare a folle di persone curiose.
L’ultima, un cervo femmina, è ancora in Convento, in attesa che vengano sbloccate le pratiche burocratiche che le permetteranno di essere collocata in un’oasi con altri appartenenti alla sua specie ed in condizioni più favorevoli.

Anche quest’aspetto non è da sottovalutare: noi immaginiamo ancora San Francesco come nel Cantico delle Creature lodare il Signore “cum tucte le Tue creature”. Di certo portare animali alla sofferenza per poterci beare della loro presenza o magari solamente per riuscire ad avere qualche passante in più nel Convento non è un atto di lode.

In conclusione, si sta smantellando sì dell’operato, ma si sta sradicando l’eccesso e l’illecito da un Convento che ha potenzialità molto più grandi di essere mercato e raduno.

Collettivo Radio Vostok

Sara Angrisani

Social media manager e fotografa. Appassionata delle nuove forme di comunicazione.

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