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Una rivoluzione “a colpi di matita”

Le parole possono cambiare il mondo a patto che siano nude di vanità e di retorica.

Una settimana per discutere, riflettere, approfondire e proporre a partire dai linguaggi della contemporaneità. Una rivoluzione “a colpi di matita”.

E’ questo il titolo della manifestazione che Radio Vostok e l’associazione Agorà hanno organizzato dal 12 al 19 ottobre presso il convento di San Francesco e Sant’Antonio di Cava de’ Tirreni per discutere   di nuove espressioni della comunicazione e dell’informazione, a partire da una mostra sul giornalismo d’inchiesta a fumetti con tavole di Manuel De Carli e Francesco Baro Barilli, Claudio Calia, Gianluca Costantini ed Elettra Stamboulis, Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso.

Attraverso appuntamenti, workshop puntati a coinvolgere anche gli studenti degli istituti del territorio, presentazioni di libri, si attraverseranno molti temi di attualità politica e sociale con esperienze importanti raccontate dalla diretta voce dei protagonisti.

Come nel caso dell’incontro di martedì 15 alle 18, in cui il sindaco di Napoli Luigi De Magistris porterà la sua testimonianza di primo cittadino di una città difficile ma ricca di vitalismo e di risorse culturali come Napoli. “Ricostruire il rapporto con i territori, l’esperienza delle città ribelli” è il significativo titolo dell’appuntamento cui prenderanno parte anche Dante Santoro, consigliere comunale di demA a Salerno e Luca Pastore di Radio Vostok.

Sarà un momento importante di confronto per entrare nel merito di un problema molto avvertito soprattutto a sinistra, che è quello della rappresentanza democratica e del rapporto con i cittadini, al di là della retorica dilagante su questo argomento ed entrando nel merito delle esperienze condotte nei territori per combattere vecchie e nuove povertà e per trasformare emergenze in potenzialità e risorse attraverso il contatto diretto con le persone e i loro bisogni.

Ma tutta la manifestazione è un viaggio attraverso nuove sensibilità, potenzialità fornite dai nuovi strumenti della comunicazione e forme appropriate per fare in modo che maturi un punto di vista sullo stato delle cose che non sia unicamente quello imposto dai grandi media e da una ideologia improntata all’accentramento e al controllo, ma che liberi energie, che dia voce a chi non ne ha e che ribalti dunque la tendenza all’oligopolio nella partita che si svolge sull’utilizzo delle nuove tecnologie e dei nuovi linguaggi. Con un attenzione speciale a ciò che, nella banalizzazione e nel luogo comune, si vorrebbe marginale ma che marginale non è. Anzi è da sempre il cuore della creatività umana. Il segno casuale, i graffiti, le scritte sui muri di una cella o di un manicomio diventano la testimonianza della resilienza creativa degli esseri umani, così come ci spiega Nicola Valentini nel suo libro “L’arte ir-ritata” che sarà presentato lunedì 14 alle ore 18.

Dalla creatività al dissenso: venerdì 18 sarà il turno di un dibattito su controllo sociale, migrazioni, ambiente, resistenza in Costituzione e internazionalismo, che intende rivendicare una idea di democrazia che si basi sulla pluralità delle voci e dunque sul diritto al dissenso in marcata antitesi a certe tentazioni ideologiche di pensiero unico imposto in nome di presunte ragionevolezze e di altrettanto presunte scientificità o di necessità economiche, che altro non sono che l’espressione autoritaria di un potere che sogna una società senza diritti e con regole valide solo per chi non abbia il privilegio di poterle ignorare in nome della propria potenza economica o il proprio potere di ricatto.

E proprio uno degli strumenti di lotta per la difesa dei diritti della persona e per lo sviluppo di un senso critico collettivo e una nuova e diffusa consapevolezza è quello dell’accesso all’informazione. Questo è uno dei temi più controversi dei nostri tempi, una delle discussioni su cui appare più problematico trovare soluzioni idonee a difendere principi etici e a fissare regole. Se ne occuperanno nell’appuntamento conclusivo della manifestazione, sabato 19 ottobre alle 18.30, Matteo Cosenza, Gianni Giannattasio, Anna D’Ascenzio e Mariano Casciano. Modererà Carlo Pecoraro. “Diritto di cronaca nell’era digitale” è il titolo dell’incontro che ha per oggetto proprio la rivoluzione che l’uso degli strumenti digitali, a partire dallo smartphone, ha introdotto nelle modalità di fare cronaca, di informare la gente. Che pare non più monopolio dei mezzi tradizionali come carta stampata e televisione e non più legato unicamente alla professionalità giornalistica, ma spalmato sull’intera società. In cui ognuno può essere artefice e fruitore di informazione, ma troppo spesso lo è al di fuori di regole che garantiscano l’eticità dei modi e la verità dei fatti.

Si finisce dunque su di un tema di scottante attualità il confronto di una settimana “a colpi di penna” nel ventre dei linguaggi della contemporaneità. Affinché un punto di vista di sinistra non resti mera enunciazione ideologica o esercizio del giudizio ma si confronti con le contraddizioni della nostra epoca e ne viva dal didentro le sensibilità e le possibilità.

Franco Matteo

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