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Tutti in piazza per Davide Bifolco

SABATO 18 APRILE ALLE ORE 15.00 da PIAZZA DEL GESU’
PARTE LA MANIFESTAZIONE  “VERITA’ E GIUSTIZIA PER DAVIDE BIFOLCO”

Sarà questo lo striscione di apertura e anche l’unico del corteo (si è deciso che le esperienze organizzate che pure aderiscono si caratterizzeranno, se vogliono, con cartelli attinenti ai motivi di questa giornata)

 
 
Una mobilitazione coordinata attraverso iniziative pubbliche e la pagina facebook “Il 18 aprile io ci sarò. Davide Vive”, allargandosi a macchia d’olio e attraversando contesti anche molto diversi della città. Insieme alla famiglia di Davide, la presa di parola per questa mobilitazione va dagli abitanti del suo quartiere agli studenti, dalle realtà di movimento ad artisti (come i 99posse) e attivisti, dai tornei di calcio popolare e antirazzista fino a gruppi delle curve del San Paolo.
Persone accomunate dall’urgenza di rompere l’assordante silenzio e raccontare una storia diversa sulla morte di un ragazzo di 16 anni la cui unica “colpa” in quella maledetta sera di settembre fu di andare in tre sul motorino… Un ragazzo che non poteva e non doveva essere ammazzato per questo. Senza se e senza ma! Da quella sera il nome di Davide si è unito a quella di tante altre vittime in Italia di abusi delle forze dell’ordine e di una legge ormai famigerata la “legge Reale” che da possibilità di usare le armi anche quando non c’è urgenza di legittima difesa. Ma Davide era anche il figlio di una famiglia proletaria in uno dei tanti ghetti che questa città riserva ai poveri: il rione Traiano. Così la sua morte è diventata l’oggetto di narrazioni massmediatiche che, prendendo il volo dai fatti reali, si lanciavano in arditi e spesso gratuiti excursus “antropologici”, come tanti David Livingstone nel “cuore di tenebra della città”… Narrazioni in cui la provenienza sociale e la condizione di ghettizzazione urbana diventano “l’inevitabile spiegazione” di una fine tragica che invece non era inevitabile proprio per niente, e di un quasi ribaltamento di ruoli, da vittima a colpevole, che offende la coscienza civile. Se c’è qualcosa di reale in tutto questo è che forse in un quartiere “bene” quel carabiniere non avrebbe sparato…
 Perciò la mobilitazione per Davide vuole anche essere un grido per pretendere un futuro diverso per i quartieri popolari di Napoli, fatto di possibilità, di vivibilità, di diritto allo studio e al gioco, di lavoro e reddito e non solo quello di essere gabbie militarizzate… Fuori da ogni stereotipo razzista che perfino questa città coltiva su se stessa. L’unica cosa seria di cui dovrebbero discutere tante forze politiche evidentemente in altre vicende affaccendate…

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