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Studenti contro le prove invalsi

NO ALLE PROVE INVALSI. CONSEGNA IN BIANCO.

Appello di Senza Tregua agli studenti.

Il 10 maggio per il primo anno anche nelle scuole superiori si svolgeranno le prove per la valutazione del sistema d’istruzione effettuate dall’INVALSI. Una novità importante che segna un passaggio non trascurabile nella storia della scuola pubblica italiana.

Per tutto l’autunno il movimento studentesco è sceso in piazza per chiedere finanziamenti adeguati alla scuola pubblica, per lottare contro i tagli e la cosiddetta “meritocrazia” che finisce sempre col premiare chi ha già e togliere a chi ne avrebbe bisogno, costruendo un sistema fisso ed immobile, in cui la scuola e l’università diventano luogo di esclusione ed espulsione di quanti non possono permettersi studi adeguati.

Con i test INVALSI questo percorso raggiunge una tappa ulteriore. In via sperimentale quest’anno, per diventare definitiva nei prossimi, una parte dei finanziamenti dati alla scuola, saranno elargiti proprio sulla base dei risultati dei test INVALSI. In poche parole le scuole saranno “premiate” in base al livello raggiunto nei test. Tutto questo apre scenari nuovi che porteranno in breve alla distruzione della scuola pubblica, così come la conosciamo.

Le differenze tra scuole si acuiranno, in un contesto sociale come quello italiano, che per divisioni tra nord e sud del paese, centro e periferie delle città, avrebbe bisogno di un intervento esattamente nella direzione opposta. Al posto di assicurare livelli d’istruzione omogenei e più qualificati su tutto il territorio nazionale, a prescindere da divisioni geografiche e sociali, si sceglie la strada della divisione tra istruzione di serie A ed istruzione di serie B, C,D ecc.. Il tutto accompagnato dall’ennesimo finanziamento alle scuole paritarie, che come ricordato dalla nota del MIUR, sono anch’esse comprese nella valutazione e potranno di conseguenza avere accesso ai fondi previsti.

L’idea di un finanziamento elargito sulla base dei risultati del test ovviamente porterà gli insegnanti, spesso sotto pressione dei Dirigenti scolastici, a modificare progressivamente la propria programmazione didattica, come già sta accadendo in questi mesi.

Nonostante la dubbia rilevanza scientifica e le critiche mosse ai test, il modello del quiz a crocette conquista sempre maggiore spazio nelle scuole. Si tratta di un passaggio da non sottovalutare per i risvolti culturali che comporta. Ad un modello orientato all’acquisizione del senso critico, mettendo in luce la soggettività dello studente e puntando al pieno sviluppo della sua personalità, si sostituisce un modello di adesione acritica ad una verità prestabilita, in cui nulla rimane dell’analisi critica. Nulla può essere pensato all’infuori di ciò che è già dato, e allo studente si chiede l’operazione meccanica di scegliere tra proposte che altri hanno individuato per lui.

I risvolti culturali e le implicazioni sociali di questo processo sono chiarissimi.

Dal punto di vista legale le prove INVALSI lasciano più di qualche dubbio sui profili di legittimità relativamente alla legislazione sulla privacy. Questo è il primo anno che le prove INVALSI vengono effettuate nella scuola superiore e non sappiamo concretamente come si svolgeranno le prove, quali differenze ed analogie ci saranno con quelle già presentate nelle scuole elementari e medie. Ma i genitori hanno più volte protestato per richieste di fornire dati sensibili contenute nelle prove stesse. Qualora questo avvenisse, anche alle superiori, costituirebbe una violazione della legge sulla privacy, in quanto studenti minorenni, senza l’autorizzazione dei genitori –  spesso totalmente all’oscuro dell’esistenza stessa delle prove – sarebbero chiamati a fornire dati sensibili, sempre riferibili allo studente tramite il codice della prova.

 

Per tutti questi motivi invitiamo gli studenti, i collettivi e le associazioni studentesche a non prestarsi a questa campagna di distruzione della scuola pubblica. Il 10 maggio invitiamo tutti gli studenti delle seconde classi a consegnare in bianco la prova e tutte le organizzazioni ed i collettivi a promuovere nelle loro scuole campagne contro le prove INVALSI. Dietro l’apparenza di una semplice valutazione c’è un gioco molto di più: la sopravvivenza in questo paese di un sistema d’istruzione pubblico. Non prestiamo la nostra intelligenza ai loro scopi.

 

Materiale d’analisi ed ulteriori informazioni sulla campagna su www.senzatregua.org

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