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Stop ai fondi pensione

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usbBLOCCARE LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE

PER RILANCIARE LA PREVIDENZA PUBBLICA

Se i sindacati complici finiscono in minoranza si può fermare il processo di smantellamento della previdenza pubblica e impedire che il TFR sia scippato per finanziare i fondi previdenziali privati, che nel pubblico impiego hanno i nomi di Espero, Perseo, Sirio.

E’ questa la lezione che arriva dalla Presidenza del Consiglio, dove CISL e UIL insieme non rappresentano la maggioranza dei lavoratori sindacalizzati e la CGIL non è nemmeno rappresentativa. USB ha fatto da ago della bilancia e impedito, nelle settimane scorse, che si raggiungesse l’accordo per l’adesione dei lavoratori della Presidenza del Consiglio al Fondo Sirio, il fondo pensione costituito nel 2011 con atto sottoscritto da ARAN e CGIL-CISL-UIL-UGL.

A presiedere il Consiglio d’Amministrazione c’è Giorgio Allegrini, ex segretario generale della CISL INPS, con un compenso annuo di € 21.000,00 stabilito dall’atto costitutivo, mentre altri otto sindacalisti figurano come Consiglieri.

In un recente incontro sindacale a Palazzo Chigi, la ministra Fornero ha dichiarato che vorrebbe essere il ministro che fa decollare la previdenza complementare nel pubblico impiego. Dopo le riforme delle Pensioni e del Lavoro, la professorale ministra vorrebbe mettersi al collo anche questa terza medaglia. Nel 2007 la campagna d’informazione e di mobilitazione attuata dalla RdB e dal sindacalismo di base salvò il TFR di moltissimi lavoratori del privato dalla speculazione finanziaria e dai rischi collegati ai fondi pensione. Oggi USB è impegnata a tutelare la liquidazione dei lavoratori pubblici e il 18 maggio di quest’anno è partita una raccolta di firme a livello nazionale per bloccare la previdenza complementare nel pubblico impiego. Il successo di questa iniziativa può essere determinante per il fallimento di un’operazione fortemente sostenuta da CGIL-CISL-UIL che hanno interessi diretti nella gestione dei fondi pensione.

Siamo con molta probabilità alla vigilia di un’aggressiva e generalizzata campagna pubblicitaria per imporre la previdenza complementare nel pubblico impiego. I primi segnali in alcune amministrazioni regionali vanno in questa direzione e le stesse amministrazioni pubbliche spingono perché l’operazione abbia successo. Impediamo lo scippo del TFR dei lavoratori pubblici. Raccogliamo le firme contro la previdenza complementare in tutti i posti di lavoro, lottando tutti insieme per restituire dignità alla previdenza pubblica e giusto valore alle pensioni.

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