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Solidarietà ai mediattivisti alessandrini

Ieri pomeriggio quattro mediattivisti alessandrini si sono recati in
Valle di Susa per proseguire un lungo lavoro di documentazione e
inchiesta che da alcuni anni svolgono sulla lotta No Tav. L’intento
era quello di raccogliere interviste fra la popolazione e di
documentare se fossero ripresi i lavori all’interno dell’area della
Maddalena dopo la manifestazione di Domenica 3 Luglio. Nei pressi di
Sant’Antonio, dove si erano recati per verificare lo stato dei lavori
del cantiere, sono stati intercettati da uomini dei Carabinieri
Cacciatori “Sardegna” e invitati a seguirli nei pressi del “fortino”
della Maddalena. In seguito, sono stati sottoposti a perquisizione
personale ed è stata perquisita la macchina di uno dei 4 mediattivisti
alla ricerca di armi e materiale esplosivo. L’unica pericolosissima
arma che è stata rinvenuta è stata una delle videocamere della
redazione di Alessandria in Movimento che è stata sequestrata. In
seguito sono stati condotti al Commissariato di Bardonecchia, dove
sono stati evidentemente visionati i filmati interni alla videocamera
che conteneva i video della conferenza stampa del movimento No Tav
tenutasi il 4 Luglio, la conferenza stampa dell’attivista bolognese
che ha denunciato le violenze subite dalle forze dell’ordine e alcuni
filmati del corteo partito da Chiomonte. Saranno rimasti sicuramente
delusi di non aver trovato nessun filmato delle violenze commesse
dalla polizia il 3 Luglio, dei lacrimogeni sparati ad altezza uomo e
della legittima resistenza dei manifestanti. Sicuramente non hanno
gradito la testimonianza di Fabiano ed hanno incominciato a insultare
e minacciare ripetutamente i mediattivisti. “Zecche di merda”,
“Intanto vi ammazziamo di botte come abbiamo fatto col vostro amico di
merda”, “Adesso ve la facciamo pagare per i sassi che avete tirato il
3 Luglio” e, cosa gravissima, si sono rivolti all’unica ragazza con
frasi di questo tenore:”Però sei carina per essere una zecca”,
“Stasera passiamo la notte insieme nel mio appartamento di
Bardonecchia”. Soltanto dopo ore di tortura psicologica e di
interrogatorio i 4 mediattivisti sono stati rilasciati con in mano un
foglio del sequestro della videocamera. Questi i fatti accaduti ieri a
cui ci permettiamo di aggiungere alcune brevi considerazioni. Fa male
constatare che a 10 anni dalle violenze commesse dalle forze
dell’ordine a Napoli e Genova, le caserme continuino ad essere luoghi
di minaccia verbale e tortura psicologica e fisica a danno di persone
inermi. La degna prosecuzione delle violenze che abbiamo visto durante
la manifestazione del 3 Luglio e delle violenze subite dall’attivista
bolognese che siamo orgogliosi di aver documentato con la nostra
videocamera. Ricordiamo a tutti che documentare dal basso le lotte del
movimento No Tav è un diritto che dovrebbe ancora essere sancito dalla
Costituzione e che questa è stata l’unica colpa di attivisti che da
anni si occupano di comunicazione indipendente collaborando con
diversi siti e blog fra cui alessandriainmovimento.info e
globalproject.info. Non saranno certamente queste minacce e queste
intimidazioni a fermare il prezioso lavoro di informazione che i
quattro mediattivisti svolgono con passione e a titolo volontario.

Alessandria in Movimento
www.alessandriainmovimento.info
alessandriainmovimento@gmail.com

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