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Sfratti zero a Roma

Continua l’autunno caldo per il diritto alla casa, fronte di lotta contro le politiche europee di austerità. Dopo il FSU, la Campagna Sfratti Zero ha assunto una dimensione politica generale: il 10 ottobre un centinaio di iniziative in tutta Italia, il 27 ottobre, con tutti i sindacati inquilini,  mobilitazione generale, il 23 novembre, manifestazione a Roma, sotto la sede del governo. Senza dimenticare le ormai centinaia di picchetti anti-sfratto. Ma è solo l’inizio.

“Abbassare gli affitti per fermare gli sfratti”

Venerdì 23 novembre dalle ore 10  

Presidio dei Sindacati Inquilini

al Ministero delle Infrastrutture

Roma – Piazzale di Porta Pia

Il 23 novembre, le organizzazioni degli inquilini legate ai grandi sindacati dei lavoratori e l’Unione Inquilini porteranno la protesta dei senza casa e dei precari dell’alloggio sotto i palazzi del governo italiano con una manifestazione nazionale.

Questa iniziativa segue una serie di mobilitazioni territoriali che hanno visto nella giornata del 27 ottobre presidi e delegazioni nelle Prefetture di tutte e 105 delle province italiane.

“Abbassare gli affitti per fermare gli sfratti” è lo slogan che apre questa manifestazione ed è il titolo della piattaforma che le organizzazioni sindacali illustreranno nell’incontro con il governo.

Non si tratta di proposte generiche o di prospettiva strategica perché i sindacati inquilini sanno bene che ormai il governo è alla fine del suo percorso per la fine della legislatura.

Si tratta di misure specifiche e concrete per affrontare oggi le emergenze più pesanti della sofferenza abitativa in Italia.

La punta dell’iceberg è rappresentata dall’esplosione degli sfratti per morosità e per questo si chiede una misura immediata di blocco di tutte le tipologie di sfratto  per tutto il 2013.

Serve mettere a disposizione dei comuni immediatamente uno stock di abitazioni a canone sociale e per questo si chiede un intervento straordinario per un censimento delle case popolari inagibili (per fare un solo esempio, sono circa 5000 solo nella città di Milano) e per la loro immediata ristrutturazione: è uno scandalo inaccettabile che, a fronte di persone che vivono per strada o in macchina per aver subito uno sfratto, ci siano case di edilizia pubblica inutilizzabili.

Sono necessarie misure drastiche per sconfiggere l’evasione fiscale, reperendo così risorse per la politica sociale della casa. Pertanto si chiede un inasprimento fortissimo della tassazione sulle case sfitte e si propone di introdurre il conflitto di interessi, permettendo agli inquilini di poter detrarre l’affitto dalla denuncia dei redditi.

E’ chiaro, almeno all’Unione Inquilini, che questa manifestazione si iscrive dentro la mobilitazione europea contro le politiche del rigore a senso unico dei governi europei e dell’uso della crisi per smantellare lo stato sociale e cambiare radicalmente il modello sociale europeo. In particolare, ci sentiamo parte dello stesso fronte di lotta fatto di picchetti contro gli sfratti dei morosi ipotecati, in Spagna, ma non solo, contro le privatizzazioni del settore abitativo pubblico per pgare i buchi neri dei bilanci locali in Germania, e per la requisizione di 100.000 case sfitte in Francia.

E’ un autunno di lotta molto intenso per il diritto alla casa.

Dopo il Foro Sociale Urbano di Napoli, la Campagna Sfratti Zero in Italia ha assunto una dimensione politica generale. Il 10 ottobre siamo riusciti, assieme ad associazioni e movimenti, a promuovere circa 100 iniziativa concrete (manifestazioni, presidi, assemblee, picchetti).

Come detto, il 27 ottobre, assieme agli altri sindacati inquilini, c’è stata un’altra mobilitazione generale, il 23 novembre c’è la manifestazione a Roma, sotto la sede del governo.

Senza dimenticare i quotidiani picchetti anti-sfratto,  ormai parecchie centinaia in tutta Italia che, concretamente, garantiscono il rispetto del diritto alla casa. Si tratta di un obbligo legale per il l’Italia, stabilito con la L. 881/78 di ratifica del Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, che l’Italia sta violando gravemente, come ha avuto modo di sottolineare anche Raquel Rolnik, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per il Diritto alla Casa durante la “working visit” a Napoli lo scorso settembre.

Per noi, non è che l’inizio. Cerchiamo, in questo modo, di praticare nel concreto delle lotte la linea che ci siamo dati nel recente congresso nazionale: essere una cerniera tra movimenti, sindacati, associazioni, realtà progressive delle municipalità.

Il tentativo è tradurre in maniera originale la straordinaria esperienza del movimento dell’acqua.

La casa e la città sono un bene comune da sottrarre al mercato e al dominio della rendita immobiliare speculativa.

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