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Santa Maria Capua Vetere come Guantanamo

cie immagini

da Ex Canapificio – Caserta. Rete antirazzista campana

 

“Qui è come Guantamo” questa la voce dei tunisini nel Cie di S.M.C.V. ascoltata oggi nella visita ispettiva di due senatori, Perduca e Carloni, nel CIE di Santa Maria C.V. che con i movimenti antirazzisti e lo scrittore Maurizio Braucci come accompagnatori, hanno potuto constatare la drammatica piega che ha preso la situazione dei migranti tunisini reclusi nel neo cie di S.Maria Capua Vetere. Dopo la fuga la settimana scorsa di un certo numero di “ospiti” (dopo le assai discutibili “udienze di convalida”) il regime detentivo sta assumendo le caratteristiche di una punizione collettiva: i migranti sono costretti a rimanere dentro le tende, ad andare in bagno una volta al giorno e altrimenti fare i bisogni nelle bottiglie e non appena tentano di uscire senza permesso vengano malmenati; qualcuno di loro è ferito, due almeno hanno una gamba fratturata e riferiscono di essere stati investiti da un cellulare della celere nei giorni di maggior protesta. Sono state portate via le reti dei materassi perchè “le possono usare per scappare”…!

 

Unica colpa di questi migranti è essere arrivati dopo la data del  5 aprile, per cui secondo il governo non sono degni più di avere una  permesso di soggiorno umanitario; in quest’ottica il giovedì prima di pasqua con un ordinanza la  tendopoli dentro il carcere militare è stata trasformata a tutti gli effetti in un cie. L’ on. Perduca dei radicali al termine dell’ispezione ha dichiarato “ho riscontrato numerosi disagi a partire dal fatto che le persone dormono sui dei materassini appoggiati direttamente a terra, le condizioni sono improvvisate, inadeguate e non sfiorano gli standard minini adeguati per la vivibilità. Questo posto va smantellato subito e le tende riposte pronte ad essere riaperte solo nel caso si dovessero accogliere persone bisognose di un primo soccorso o di cure“. I senatori hanno ascoltato i racconti relativi alle percosse subite dalle forze dell’ordine, i profughi hanno mostrato i segni delle manganellate sulla testa, nella schiena ed i bossoli dei lacrimogeni sparati nel campo tra il 25 ed 26 aprile. Sono impauriri e sperano di poter ottenere almeno una protezione umanitaria. La senatrice Carloni ha intervistato diverse persone e ha dichiarato ” Bisognerà far chiarezza relativamente al trattenimeto dal 18 al 23 effettuato senza l’autorizzazione di alcuna autorità giudiziaria”.

Mimma D’Amico del Movimento antirazzista di Caserta ha dichiarato “ Questo luogo va chiuso subito, i detenuti stanno subendo un trattanmento disumano e degradante. Anche questo punto è stato inserito nell’esposto presentato alla Procura della Repubblica venerdì scorso nel quale si chiede perchè le persone siano state trattenute illegalmente in questo posto. In realtà tutti i detenuti nel cie dovevano essere liberati, speriamo che la Procura faccia chiarezza sulla vicenda e che la la richiesta di protezione umanitaria sia accolta dalle autorità locali

 

Sabato 21 maggio ci sarà una manifestazione regionale che chiede la chiusura immediata della struttura.

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