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Report Assemblea Pubblica “Manifattura alla Città”

Riportiamo il report dell’assemblea pubblica tenutasi presso l’ex mercato coperto di Cava de’ Tirreni riguardo la Manifattura Tabacchi.

Alfredo Senatore – Segretario Rifondazione Comunista

Stasera si incontra la vecchia generazione, quella che ha orbitato intorno alla produzione della manifattura tabacchi e la nuova, quella del precariato. Non possiamo permettere che si abbandoni lo sviluppo a Cava de’ Tirreni, non possiamo permettere che la nostra città venga ricoperta da una colata di cemento. Stasera parte una sfida a questo modo di intendere lo sviluppo. Parte con i cittadini e con i partiti del centro sinistra presenti. Noi siamo sì per le case, ma per i ceti medi e meno abbienti, non per i ricchi. Non siamo disposti a scendere a patti riguardo le nostre posizioni.

Bruno Todisco – MALC – Manifattura alla Città

Le modalità della transazione Amministrazione Galdi – Società Maccaferri ci lasciano perplessi. Questo anche per la colpa delle amministrazioni precedenti. Da una cosa nata sbagliata, non scaturisce niente di positivo. È il modo di ragionare che genera risultati sbagliati. Cedere qualcosa che già è in proprio possesso rientra in questo ragionamento sbagliato. Viene stravolto anche il senso dell’housing sociale: realizzare in proporzione dieci case per poveri e novanta per ricchi non ha senso, non va nella direzione dell’housing sociale. Il MALC in quest’ottica ha sporto ricorso al Consiglio di Stato.

Flora Calvanese – Associazione Rosa di Gerico

Il MALC è composto da Italia Nostra, Agorà, La Rosa di Gerico, il Circolo Pablo Neruda e dai singoli cittadini. Voglio ringraziare Rifondazione Comunista che è il primo partito che si schiera rispetto a questa situazione. Nel 2006 fu presentato l’immobile della manifattura, nell’ambito del progetto PUC, come di proprietà di Maccaferri. La parte storica della manifattura è di proprietà della Città di Cava de’ Tirreni, come testimoniato da delibera del 1901. Questa è una brutta vicenda di colonizzazione. Cava de’ Tirreni non ha bisogno di speculatori. Il Meridione ha subito una cementificazione spaventosa perché considerato terra di conquista. Casamonti ha intenzione di realizzare un serpentone con cento appartamenti, di cui ottanta di edilizia privata, che è un pugno nell’occhio al centro di Cava: 3900 mq di speculazione più parcheggio interrato. Perché due amministrazioni di differente colore politico si trovano a braccetto su questo progetto? Detroit in 10 anni ha perso 500 mila abitanti dopo la dismissione degli impianti produttivi e nelle aree dismesse si sono realizzati villette a schiera, spazi verdi, parcheggi e la città si è ripresa. Quante case sfitte ci sono a Cava de’ Tirreni? Noi non abbiamo bisogno degli ottanta appartamenti di Maccaferri. Faremo tutto il necessario per bloccare questa speculazione.

Silvana Coda

A 24 anni sono entrata in Manifattura. Prima di me, mia madre e prima ancora mia nonna. L’attaccamento che ho per questa fabbrica dipende dal fatto che ha dato una serenità economica a tante famiglie cavesi. Nel 1999 siamo stati in piazza e abbiamo lottato affinché questa struttura non chiudesse. Nel ’79 c’erano 630 persone. Oggi a via Atenolfi, ce ne sono scarse 100. I ragazzi assunti oggi sono assunti con contratti “particolari”. Maccaferri ha comprato dall’ETI, la produzione del sigaro, non la struttura. La manifattura fu data all’ETI dal Comune per permettere la produzione del sigaro e quindi sviluppo. A fine produzione si sarebbe potuto realizzare un museo, non permettere la speculazione a Maccaferri.

Italia Nostra

Italia Nostra ha aderito immediatamente al movimento perché inorridita dal progetto. La nostra proposta: nessun consumo di suolo, nessun consumo di volumetrie. Recuperare abitazioni, spazi per lavorare, spazi museali, spazi per giovani artisti.

Salvo Senatore – Collettivo Studentesco Cavese

Il collettivo è qui stasera per dire che non vogliamo solo diritti studenteschi, ma anche lavorativi. Crediamo sia importante combattere contro la colonizzazione da parte dei padroni. Ristrutturare la manifattura potrebbe essere una valida alternativa per i giovani cavesi e per i disoccupati.

Francesco Musumeci – Associazione Agorà

Negli anni ’80 Riccardo Romano si mise davanti ai portici per evitare di farli demolire. Adesso si sta ripresentando la stessa cosa con la manifattura. Rispetto a questo ci si deve ribellare. Perché la ribellione è un momento di espressione democratica.

Domenico Bruno – Italia dei Valori

Ciò che a noi non convince è l’aria di speculazione che gira intorno a quest’operazione. Non siamo contrari a priori alla vendita di beni comunali, siamo contrari al fatto che venga regalato, senza le dovute valutazioni. Pensiamo che la questione Manifattura possa essere un banco di prova per il futuro del centro sinistra a Cava. Se riusciamo a portare avanti un discorso di progettualità comune tra i partiti del centro sinistra, possiamo presentarci domani contro un centro destra che ha fatto speculazioni e che ha intenzione di farne altre. La nostra sfida è trovare un progetto alternativo a questa speculazione. Se riusciamo ad opporci a questo, possiamo combattere il centro destra e quest’amministrazione che pensa solo al bene di pochi. Invito Alfredo ad incentivare altri momenti di discussione tra Rifondazione Comunista e l’Italia dei Valori.

Chiara Genovesi – Collettivo Studentesco Cavese

Sono qui come studentessa cavese. Come giovane a Cava ci sono già abbastanza problemi. A livello scolastico, abbiamo ragazzi che vivono ancora nei prefabbricati. A parte alcuni istituti, ci sono strutture cadenti e non adeguate. Dato che c’è questo spazio libero, pensiamo di adibirlo anche a spazio comune, con verde, parco giochi, piste ciclabili, spazi di socializzazione. Purtroppo siamo costretti ad andare via da qui, quando questa città ha tanto da offrire.

Luca Pastore – Responsabile Provinciale Giovani Comunisti

Una prima contestazione da fare è quella di realizzare un sigaro con su scritto “Maccaferri uccide” al posto de “il fumo uccide”. Questa manifattura è un pezzo di ciascuno di noi. Ciascuno di noi ha avuto qualche parente occupato nella manifattura. Qui si cancellano anche le conquiste fatte dalle donne, visto che all’interno della manifattura erano occupate molte operaie. Inserire al centro di questa città questo serpentone è drammatico. Alzeremo le barricate e faremo anche azioni “illegali”. Spiego il concetto di illegale: illegale è la colonizzazione di una persona che viene da fuori a speculare qui e quindi risponderemo a quest’illegalità con azioni di disobbedienza civile. Le persone presenti hanno fatto una scelta, quella di non svendere la città. Riapriamo questi spazi e restituiamoli alla città.

Marianna Adinolfi – Collettivo Studentesco Cavese

Come giovani stiamo come i pazzi. Cava non ci dà stimoli per rimanere qui. La scuola ci cade addosso. Gli spazi verdi vengono cementificati. Noi del collettivo stiamo incazzati neri perché questo spazio potrebbe dare possibilità di verde, di farne un museo e tanto altro. Una formica non può niente, ma cento spostano un’elefante. Il 15 febbraio magnammece ‘u padrone.

Thiago Nenna – Giovani Comunisti

Quest’assemblea segna un passo decisivo nella direzione della riappropriazione di spazi sociali. Con la lotta dal basso a sinistra si può pensare a un modello di sviluppo diverso. Sono 150 anni che va avanti questa storia di colonizzazione da parte delle aziende del nord qui al Meridione. Dobbiamo invogliare la gente a riprendersi la parola e non lasciare spazio all’antipolitica. Sarebbe bello che la gente riprendesse a fare politica, quella vera.

Cettina Capuano – Partito Democratico

Il PD ha votato in consiglio comunale contro questa transazione. Questo spazio riguarda tutti i cavesi, in particolare i giovani. Musei, laboratori artigiani, potrebbero trovare posto nella manifattura. Ci sono molte idee positive per il recupero della struttura, tranne quella della speculazione edilizia.

Federico Valtucci – Giovani Comunisti

Voglio ricordare che stiamo qui per informare. Il passo successivo è la comunicazione. Ognuno di noi ha il dovere di diffondere il concetto che non possono depredarci di ciò che è nostro. Non ci vuole un genio per capire che con cinque scuole nei paraggi, realizzare un serpentone del genere, paralizzerebbe la viabilità. Maccaferri ci vuole fare 4000 mq di negozi. Questo vuol dire impoverire i commercianti del centro e portarli alla chiusura in caso di realizzazione di un megastore. È un’area che va destinata ad attività produttive e ricreative.

Peppino Vitiello – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Abbiamo scritto alla Sovrintendenza che ci ha risposto che non hanno ricevuto nessuna richiesta specifica. Questo per dire che l’affare è ambiguo. Se un’amministrazione comunale destina una parte della propria città ad una modifica ma non ha un progetto, significa che qualcosa non quadra. Se ci fosse stato un progetto, ci troveremmo a discutere di cose concrete. Si tratta di una macchinazione ai danni della città. Si tratta di alcuni che si sono messi assieme per fare un affare. Quando c’è un affare c’è chi paga, chi guadagna e chi se ne avvantaggia. La decenza vorrebbe che i cittadini facciano parte dell’affare. Quanto ci guadagnano, in termini brutali, i cittadini di Cava? Quest’affare è chiuso, noi come cittadini non ci possiamo entrare. Sto facendo la peggiore delle ipotesi, quella in cui non c’è il minimo senso civico. Purtroppo non si tratta nemmeno di questo. Si tratta di affari tra circoli molto ristretti. Sono quel pezzettino minimo di quell’1% che detiene il 99% delle ricchezze del pianeta. Sono persone che decidono come deve andare la finanza mondiale. Stiamo parlando di gente che tratta gli altri come feccia. Anche qui a Cava si vuole affidare parte del territorio a questi signori. Questi signori attualmente sono anche al governo. È facilissimo sembrare migliore di un governo Berlusconi. Adesso c’è il governo Monti, che sta facendo realizzare operazioni che non erano più realizzabili con Berlusconi, perché poco affidabile. Come ci si oppone a tutto ciò? Fare cose come quelle di stasera: studiare e fare proteste di piazza. Occorre una mobilitazione popolare. Non si tratta solo di bandiere rosse, a noi tanto care, si tratta di gente che si preoccupa, che parla con gli altri, che crea coscienza.

Vincenzo Servalli – Capogruppo Partito Democratico

Innanzitutto i miei complimenti al giovane segretario di Rifondazione che ha dato una svolta immediata alla situazione locale. Siamo amministrati male. Si è consentita la svendita dei negozi sul corso. Queste occasioni servono per raccogliere energie, per parlare insieme, per risanare fratture. Le differenze sono la ricchezza. Le forze che si riconoscono nel centro sinistra devono fare uno sforzo per camminare insieme, per fare posto ad un’amministrazione che non è questa, che sia progressista.

Alfredo Senatore – Segretario Rifondazione Comunista

La serata è andata bene nonostante il freddo. Molti sono andati via ma verranno ricontatti. Ricordiamo che sabato 3 febbraio c’è la conferenza stampa del MALC sulle prossime iniziative. Come Rifondazione Comunista richiederemo un altro intervento della Sovrintendenza. Inoltre continueremo a chiedere che venga ritirata la delibera. Noi non ce ne andiamo, sono loro che devono andare via. E saremo di nuovo qui il 15 febbraio. Non ci faremo rubare il futuro.

Cava de’ Tirreni, 31 gennaio 2012

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