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Ragazzi picchiati perché visti gesticolare: erano sordomuti

Ieri a Cava due ragazzi sono stati picchiati. Qualcuno ha pensato che quei gesti che si stavano scambiando erano dei segnali inequivocabili per dei ladri. Attaccati, i ragazzi sono scappati senza proferire parola.

Poi si è scoperto che erano due sordomuti. La notizia sembrerebbe satirica ma purtroppo è vera.

Chissà se qualcuno stasera davanti al televisore penserà che si è arrivati all’impudenza di far passare messaggi sovversivi attraverso il TG3 L.I.S.

I due ragazzi sono le prime vittime della psicosi collettiva che si sta scatenando per i furti negli appartamenti.

Gaber con la solita ironia aveva già raccontato questo fenomeno:

“E camminando di notte, nel centro di Milano, semideserto e buio e vedendomi venire incontro, l’incauto avventore, ebbi un piccolo sobbalzo nella regione epigastricoduodenale che a buon diritto chiamai, paura o vigliaccheria emotiva.
Sono i momenti in cui amo la polizia. E lei lo sa, e si fa desiderare.”

Il racconto procede, l’ansia aumenta, quella figura si avvicina.

“Siamo a dieci metri. Le mani stringono al petto… un grosso mazzo di fiori, un mazzo di fiori? Chi crede di fregare? Una pistola, un coltello, nascosto in mezzo ai tulipani, come sono furbe le forze del male.
Eccolo, è a cinque metri, è finita, quattro tre due un… ”

Ma quella paura che può armare, che può renderci violenti e disumani, si dimostra immotivata.

“Ahhhh, niente, era soltanto, un uomo. Un uomo che senza il minimo sospetto, mi ha sorriso, come fossimo due persone. E’ strano, ho avuto paura di un’ombra nella notte, ho pensato di tutto, l’unica cosa che non ho pensato… è che poteva essere semplicemente, una persona.”

Non facciamoci prendere dal panico, riponiamo le armi, le pistole e le lance perché se la fortuna è cieca, la sfortuna ci vede benissimo e prende pure la mira.

 

Carmine Falco

 

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