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Quando l’ingiustizia si fa legge, ribellarsi è necessario”

Da Bologna sono arrivati i facchini Granarolo e gli studenti colpiti recentemente da divieto di dimora. Ma ci sono anche i NoTav dalla Valsusa accusati di terrorismo. I milanesi con bandiere e striscione per ricordare Davide Cesare “Dax“: domani saranno 11 anni da quando morì accoltellato da un fascista. E poi manifestanti dalla Campania, dalla Toscana…

E ci sono soprattutto le tante bandiere rosse del movimento romano di lotta per l’abitare, doppiamente sotto attacco: non solo per le misure cautelari emesse dal gip e poi ridotte dal tribunale del riesame (gli attivisti liberati sono tutti in piazza). Sotto attacco soprattutto per quell’articolo 5 del piano casa elaborato dal ministro ciellino Lupi e approvato dal governo Renzi, che vieta di allacciare utenze a case occupate, e di prendervi residenza.

In piazza migliaia di persone. A convocare la data è stata l‘assemblea nazionale dei movimenti contro la precarietà e l’austerity protagonisti delle manifestazioni del 19 e 31 ottobre. In mattinata si erano tenute quattro piazze tematiche: a San Paolo quella per il diritto alla casa e contro la precarietà, in piazza Indipendenza quella per la libertà e i diritti dei migranti, a Tiburtina quella per ambiente e territori, a Rebibbia quella contro il controllo sociale. Poi tutti sono confluiti a piazzale Ostiense, da dove alle 16.30 i manifestanti si sono mossi dirigendosi verso Trastevere.

“Quando l’ingiustizia è legge, ribellarsi è necessario”, ripetono molte volte gli interventi dal camion. “La legittimità delle nostre pratiche è più forte della criminalizzazione”. Molta la rabbia verso il governo da poco insediatosi: “Lo disprezziamo, vogliamo ribaltarlo!”. Il jobs act e le misure su tasse e lavoro? “Aumentano il ricatto nell’inserimento al lavoro. E che ci dobbiamo fare con 80 euro? Gli spicci li buttiamo in faccia a Renzi!”. I temi economici, della precarietà e della disoccupazione, della crisi e dell’austerity, sono quelli che saranno al centro del prossimo appuntamento di questa “sollevazione permanente”: un nuovo grande corteo nazionale, sempre a Roma, già convocato da tempo per il 12 aprile.

Quando ormai si è fatto buio il corteo arriva al carcere di Regina Coeli, dove i manifestanti esprimono solidarietà ai reclusi “in tutte le galere e nei Cie”. Interviene anche l’Associazione contro gli abusi in divisa (Acad), fondata da familiari e amici di vittime della violenza di stato come Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Giuseppe Uva, Domenico Ferrulli

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