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Processo a sud Ribelle

giovedi 21 giugno, presso la V sezione della Corte di Cassazione si tiene l’udienza sul ricorso del procuratore generale di Catanzaro in merito al processo “sud ribelle” per le manifestazioni contro il Global Forum e il G8 di Napoli e Genova 2001.
Un processo costato circa 500 mila euro, un' inchiesta durata due anni con  perquisizioni ( oltre 100 in tutto il sud), pedinamenti, intercettazioni satellitari, arresti ( 20 arresti il 15 novembre del 2002)... 
Le udienze  sono state 52 per un processo che, considerando anche il tribunale della libertà e le udienze preliminari, va avanti da quasi dieci anni. L'impianto accusatorio costruito dal pm Fiordalisi di Cosenza sul famoso faldone dei Ros del generale Ganzer è stato smantellato punto per punto in tribunale e non è rimasto niente. Un incredibile castello accusatorio "onnicomprensivo" che andava dalla Cospirazione all'attentato all'ordine economico mondiale (!!), all'associazione sovversiva e a delinquere (...), un'operazione che cercava di "raccontare" il movimento di centinaia di migliaia di persone e la contestazione all'autoritarismo dell'ordine globale nelle giornate di Napoli e Genova 2001 come la "cospirazione" dei tredici imputati individuati! 
Un teorema che si è scontrato con la totale e piena assoluzione nel merito di tutti e tredici gli imputati sia in primo che in secondo grado. Eppure ancora si cerca di riesumare il processo stavolta attaccandosi ad un cavillo formale che secondo le intenzioni del procuratore generale di Catanzaro (e prima di lui di Fiordalisi) dovrebbe far addirittura ricelebrare il processo stesso : il passaggio del procedimento in primo grado da una sezione all'altra della Corte d'Assise (per ragioni di equilibrio dei carichi di lavoro) e la conseguente variazione della giuria popolare. Un presunto errore "tabellare" che però, come rimarcano gli avvocati, già diverse sentenze della Corte di Cassazione hanno dichiarato non incidere sulla "capacità del giudice". 
Mentre lo Stato continua ad autoassolvere i suoi apparati per le mattanze di Napoli e Genova e invece dieci manifestanti processati dalla procura genovese rischiano fino a dieci anni di carcere per accuse da codice fascista ("devastazione e saccheggio" per aver tirato un sasso o essersi opposti alle cariche indiscriminate di quelle giornate di luglio 2001 che portarono all'assassinio di Carlo Giuliani..), nel processo "sud ribelle" assistiamo a un tentativo estremo, disperato e francamente abbastanza assurdo di tenere in vita un procedimento e un teorema accusatorio completamente demolito nel merito in tutte le sedi. 
Domani sapremo.

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