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Processo a Bologna

L’8 febbraio 2012presso la Corte d’Assise di Bologna si apre il processo contro 12
compagni che fanno (o facevano) parte del (nuovo)Partito comunista italiano,
del Partito dei CARC e dell’Associazione Solidarietà Proletaria. E’
un processo apertamente politico, nel senso che lo Stato prescinde da reati
specifici addebitati ai singoli, ma li accusa di far parte del (n)PCI e delle
organizzazioni che sostengono e collaborano al suo progetto di fare dell’ Italia un nuovo paese socialista. Mira a condannare e dichiarare il (n)PCI un’organizzazione terrorista e quindi l’appartenenza ad esso un reato. L’obiettivo è mettere
fuori legge il (n)PCI e le organizzazioni della sua carovana come
organizzazioni sovversive ai termini dell’art. 270 bis del Codice Penale:
un’eventuale condanna, porterebbe all’incriminazione di ogni altro
membro e collaboratore del (n)PCI.

segue una lista dei primi sottoscrittori:

Luis Sepulveda – scrittore
Aleida Guevara March – medico – La Habana – Cuba
Margherita Hack – astrofisica. Aderisco all’appello contro la persecuzione dei comunisti, persecuzione di cui non sapevo niente. Mi auguro che il governo di centrosinistra difenda il rispetto della costituzione che all’art. 3 garantisce la libertà di opinioni politiche.
Mohammad Bakri – attore israelo-palestinese, interprete del film Private e regista del film-documentario Jenin Jenin
Dario Fo – premio Nobel 1997 per la Letteratura – Milano
Enrico Deaglio – giornalista e direttore del periodico Diario – Milano
Samah Idriss – scrittore – Libano
Marzia Castaldi – magistrato – Napoli
Renzo Rossellini – regista e produttore del film Il diritto di sognare – Roma
Ulderico Pesce – narratore – Rivello (PZ)
Alberto Storti – attore – Milano
Fulvio Grimaldi – giornalistaregista – Roma
Lucio Manisco – giornalista – Roma
Tommaso Di Francesco – giornalista de Il Manifesto – Roma
Ibio Paolucci – autore del libro Giovanni Pesce “Visone” un comunista che ha fatto l’Italia e giornalista de L’Unità – Milano
Ilaria Urbani – giornalista de Il Manifesto – Napoli
Mario Dordero – fotoreporter giornalista del Diario e collaboratore de Il Manifesto
Mariella Baccheschi – corrispondente quotidiano locale – Abbadia S. Salvatore (SI)
Antonella Ricciardi – giornalista pubblicista – S. Maria Capua Vetere (CE)
Rosanna Lazzini – giornalista – Massa
Don Vitaliano Della Sala – Avellino
Don Gallo – prete – Genova
Spartaco Ferri – partigiano – Roma
Miriam Pellegrini Ferri – partigiana – Roma
Giovanni Pesce – partigiano – Milano
Norina Brambilla – partigiana combattente dei GAP – Milano
Aquilino Dolce – partigiano combattente “Giustizia e Libertà – IV Brigata”, presidente onorario dell’Anpi di Niguarda – Milano
Giovanna Gualini – staffetta partigiana in Piemonte – Sesto S. Giovanni (MI)
Francesco Govi – partigiano Brigate Garibaldi – Carrara
Pietro Bugliani – partigiano repubblicano – Massa
Lido Galletto – Comandante partigiano Brigate Garibaldi – Carrara
Enzio Brino – partigiano – Milano
Giuliano Bordigoni – responsabile militare del PCI a Massa durante la Resistenza; Comandante del battaglione massese della Brigata
Garibaldi Gino Menconi, coordinatore per la regione Toscana degli aiuti agli alluvionati del Polesine e per i terremotati del Friuli. Ha detto “chiaramente oggi chi lotta per i diritti e la libertà viene additato come terrorista, mentre i guerrafondai vengono dipinti come portatori di pace” – Massa
Giorgio Mori – partigiano gappista delle Brigate Garibaldi “Gino Menconi”, presidente provinciale dell’A.N.P.I. di Massa-Carrara
Francesco Farsetti – partigiano delle Brigate Garibaldi “Gino Menconi”
Emilio Tonacci – partigiano – Montignoso (MS)
Giovanni Gerbi – partigiano – Asti
Adelmo Cervi – pensionato, figlio di Aldo Cervi – Reggio Emilia

etc. se andate sul sito indicato nell’appello trovate tutti (71 pagine)

—– Messaggio originale —–
Da: Resistenza Pcarc <resistenza.pcarc@rocketmail.com>
A: resistenza@lists.riseup.net
Inviato: Mon, 06 Feb 2012 17:07:06 +0100 (CET)
Oggetto: [Resistenza] BOLOGNA, 8 febbraio 2012:  prima udienza del processo per mettere fuori legge i comunisti

L’8 febbraio
2012presso la Corte d’Assise di Bologna si apre il processo contro 12
compagni che fanno (o facevano) parte del (nuovo)Partito comunista italiano,
del Partito dei CARC e dell’Associazione Solidarietà Proletaria. E’
un processo apertamente politico, nel senso che lo Stato prescinde da reati
specifici addebitati ai singoli, ma li accusa di far parte del (n)PCI e delle
organizzazioni che sostengono e collaborano al suo progetto di fare dell’ Italia un nuovo paese socialista. Mira a condannare e dichiarare il (n)PCI un’organizzazione terrorista e quindi l’appartenenza ad esso un reato. L’obiettivo è mettere
fuori legge il (n)PCI e le organizzazioni della sua carovana come
organizzazioni sovversive ai termini dell’art. 270 bis del Codice Penale:
un’eventuale condanna, porterebbe all’incriminazione di ogni altro
membro e collaboratore del (n)PCI.

Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza
– per il Comunismo (CARC)
Via Tanaro, 7 – 20128 Milano – Tel/Fax 02.26306454
e-mail: resistenza@carc.it – sito: www.carc.it
Direzione
Nazionale

Milano 06.02.2012

BOLOGNA, 8 febbraio
2012- ore 9.00 piazza Galvani.
Presidio di
solidarietà e lotta in occasione della prima udienza del processo per mettere
fuori legge i comunisti.

BCE, circoli della
finanza e della speculazione, padroni, Vaticano e mafiosi
* vogliono cancellare l’articolo 18 ed eliminare dalle fabbriche i sindacati combattivi:per schiacciare la resistenza organizzata agli arbitri e alle attività antisindacali nelle aziende (a partire dalla FIAT)
* criminalizzano il movimento NO TAV:per tagliare la testa alle organizzazioni popolari che mobilitano e organizzano contro speculazioni e saccheggi e si battono per costruire un altro modello di società
* cercano di mettere fuorilegge i partiti comunisti: perfermare la rinascita del movimento comunista in Italia al pari di quanto fanno in Ungheria, in Polonia, nella Repubblica Ceca tramite governi apertamente reazionari e fascistoidi, però a colpi di processi e sentenze perché non hanno ancora la forza di vietarli per legge.

La borghesia e il
clero non hanno una soluzione alla
crisi che non sial’aumento dello sfruttamento e
della miseria, la guerra fra poveri, la conquista di “spazi vitali”
per i loro investimenti, la guerra fra stati. Possono compiere la loro opera criminale solo se riescono a
seminare tra le masse popolari la convinzione che non c’è niente da fare,
se riescono a spaventare e dissuadere dalla lotta, se riescono a disgregare e dividere.

Le masse popolari una soluzione positiva alla crisi ce
l’hanno: possono riorganizzare
le attività economiche e tutta la vita sociale facendo a
menodi capitali e
profitti, di prestiti e debiti, di banche e istituzioni finanziarie, possono
fare dell’Italia un nuovo paese socialista!
Come in Russia nel secolo scorso la
classe operaia e le masse popolari, guidate dai comunisti, hanno approfittato
delle distruzioni e delle sterminio della prima guerra mondiale per costruire
il primo paese socialista; così oggi possiamo e dobbiamo approfittare del
marasma della crisi, dei venti di guerra, del peggioramento delle condizioni di vita e di
lavoro per costruire sulle rovine del capitalismo un mondo nuovo, all’altezza
delle conoscenze, dei sentimenti, delle aspirazioni e delle capacità che
l’umanità ha accumulato.
La crisi non ci lascia vie di mezzo:
o la subiamo o ne approfittiamo per cambiare il mondo come va bene a noi, per
fare dell’Italia un paese dove c’è un posto e un ruolo dignitoso
per ogni uomo, donna, bambino, giovane e anziano delle masse popolari.

Mettere fuorilegge i comunisti è
l’obiettivo politico che unisce il Vaticano, i Marchionne, i Monti, le
cupole delle organizzazioni criminali, perché il movimento comunista che sta rinascendo è l’embrione,
l’alfiere del futuro di dignità, civiltà e progresso che le masse
popolari possono costruire: dalla società dai banchieri, degli
speculatori, dei saccheggiatori, dei prelati e dei militaristi alla società
diretta e governata dalla classe operaia e dalle masse popolari organizzate!

L’8 febbraio
2012presso la Corte d’Assise di Bologna si apre il processo contro 12
compagni che fanno (o facevano) parte del (nuovo)Partito comunista italiano,
del Partito dei CARC e dell’Associazione Solidarietà Proletaria. E’
un processo apertamente politico, nel senso che lo Stato prescinde da reati
specifici addebitati ai singoli, ma li accusa di far parte del (n)PCI e delle
organizzazioni che sostengono e collaborano al suo progetto di fare dell’ Italia un nuovo paese
socialista. Mira a condannare e dichiarare il (n)PCI un’organizzazione terrorista
e quindi l’appartenenza ad esso un reato. L’obiettivo è mettere
fuori legge il (n)PCI e le organizzazioni della sua carovana come
organizzazioni sovversive ai termini dell’art. 270 bis del Codice Penale:
un’eventuale condanna, porterebbe all’incriminazione di ogni altro
membro e collaboratore del (n)PCI.
La storia della persecuzione
giudiziaria contro l’area politica del (n)PCI dura da 30 anni fra colpi di mano,
violazione della Costituzione, trasgressione delle stesse leggi che la Procura pretende di far
rispettare (puoi trovare tutti i dettagli su www.carc.it).

La battaglia per la
chiusura del processo è una battaglia giudiziaria e politica
E’ una
battaglia giudiziariaperché siamo fermamente
intenzionati di usare tutti gli strumenti possibili in ambito legale per
smascherare questa operazione e farla cadere, per usare e far valere i diritti
democratici e politici conquistati con la Resistenza e scritti nella Costituzione; è una battaglia politica perché non faremo
passare sotto silenzio questa manovra che prepara il terreno per estendere su
ampia scala la repressione e la persecuzione contro le organizzazioni operaie e
popolari, i movimenti, le realtà organizzate che si mobilitano e mobilitano per
costruire un’alternativa al degrado morale e materiale in cui padroni,
banchieri, Vaticano e organizzazioni criminali ci stanno trascinando.

Contribuisci e
sostieni questa battaglia:
* firma, fai firmare e dai ampia diffusione dell’appello NO alla messa fuori legge dei comunisti (puoi scaricarlo su www.carc.it);
* contattaci per organizzare, promuovere e partecipare alle iniziative politiche, di solidarietà, di denuncia e di lotta (resistenza@carc.it; 02.26.30.64.54);
* invia e fai inviare lettere di protesta alla Corte di Assise di BOLOGNA, Via Farini 1, 40124 Bologna
fax: 051
– 332352, mail: roberta.castellari@giustizia.it;
·         fai una sottoscrizione, partecipa e
contribuisci a organizzare iniziative di raccolta fondi fra i tuoi amici,
conoscenti, compagni, nella tua città o tramite i tuoi contatti (versamenti su
ccp n. n. 60973856 intestato a Manuela Maj via Tanaro, 7 – 20128
Milano; sulla Postepay n. 4023600470226814 intestata a Manuela  Maj ; bonifici tramite i seguenti dati: Conto BancoPosta n.
60973856 Coordinate IBAN: IT 55 F 07601 01600 000060973856, intestato a Manuela Malgosia Maj).

Una mobilitazione
unitaria, prolungata e generale per cacciare Monti e costruire un governo di
emergenza popolare, l’unico governo che può rimediare
rapidamente agli effetti più gravi della crisi e rafforzare la volontà,
l’organizzazione e la lotta per fare dell’ Italia un nuovo paese
socialista.

L’attacco
all’art. 18può e deve ricadere sulla testa di
chi lo ha lanciato, può e deve diventare il motore di una grande, vasta,
generale mobilitazione dei lavoratori che si unisca a quelle dei forconi, degli
studenti, degli immigrati, dei precari per cacciare il governo Monti e
costruire un governo di emergenza popolare.

La repressione
contro il movimento NO TAVpuò e deve diventare una grande
mobilitazione di solidarietà che rafforza in ogni angolo del paese la battaglia
contro le speculazioni, la devastazione ambientale, le grandi opere: abbiamo un
paese da ricostruire, basta un po’ di pioggia o di neve per uccidere
decine di persone e paralizzare il paese, ci serve un governo che metta al primo
posto la cura del territorio e delle infrastrutture secondo due criteri: no a
opere inutili e dannose, un lavoro utile e dignitoso per tutti.

Il tentativo di mettere
fuori legge i comunistipuò e deve diventare
l’occasione per mandare a vuoto i colpi di mano, i tentativi di
sospendere la Costituzione e i diritti democratici, le manovre per fare
terra bruciata intorno a chi lotta per il socialismo, per estendere la
solidarietà, per far crescere la volontà di cambiamento e il coraggio di
partecipare da protagonisti al movimento popolare, per rafforzare la lotta per
costruire un paese nuovo, fino alla vittoria!

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