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Presidio degli operai per l’arrivo di Marchionne

Sergio Marchionne è atterrato a Pomigliano nelle primisse ore del mattino, intorno alle 7. Un’orario da fuggiasco per non fare i conti con chi fuori dalla fabbrica, blindato da polizia e carabinieri ha manifestato oggi contro il modello Marchionne.

L’angosciante mega striscione che capeggiava sulla palazzina dello stabilimento G.B.Vico di Pomigliano questa mattina che recitava “Noi siamo quello che facciamo” esprimeva la desolante passerella Fiat e della famiglia Elkann. Pezzi di automobile, questo è quello che si costruisce alla Fiat di Pomigliano. Automi, ecco come vorrebbe i lavoratori Sergio Marchionne. Il presdio convocato dalla Fiom è partito già dalle 8 del mattino ed ha visto la partecipazione di centinaia di persone. Operai, sindacalisti delle altre aziende metalmeccaniche in crisi come Irisbus e la Ergon, ma anche, provenienti da Napoli, i collettivi universitari ed i centri sociali, oltre ad una delegazione dei movimenti dei disoccupati.

Dopo gli interventi dei delegati Fiom di Pomigliano e degli altri stabilimenti è cominciata l’assemblea dove hanno preso parola anche le altre realtà giunte stamane a manifestare contro Marchionne.

Dall’assemblea è venuta fuori la necessità di unire le lotte tra categorie sociali diverse, tra quegli operai che dopo l’accordo sul contratto dei metalmeccanici arrivato ieri, dicono ormai addio al contratto collettivo nazionale e quella generazione precaria prevalentemente giovanile che continua a non vedere nessun tipo di ammortizzatore sociale contro la disoccupazione, l’inoccupazione e l’intermittenza.

Gli interventi e la composizione stessa del presidio hanno evidenziato come davanti alla crisi che il governo delle banche e della finanza vuole far pagare alle categorie sociali deboli, la necessità di percorsi di ricomposizione sono improrogabili.

Marchionne è stato acocmpagnato dai rampolli della famiglia Elkann, dal governatore della Campania Stefano Caldoro, dal presidente della Provincia Luigi Cesaro, e dalle istituzioni nazionali. Assente invece il sindaco di Napoli Luigi de Magistris che ha motivato la sua assenza con una nota sul suo blog in cui parla di “assenza delle garanzie contrattuali” e sottolinea come “per coerenza politica” ha deciso di non partecipare alla passerella di Marchionne.

Alle 14 si è tenuta una conferenza stampa promossa dalla Fiom a cui hanno preso parte i lavoratori dello stabilimento. Il tema principale è stato quello delle mancate assunzioni nella New Co Fabbrica Italia. Agli operai che partecipano ai colloqui viene chiesto se sono tesserati Fiom ed in caso affermativo non vengono riassunti nella New Co. Un’atto gravissimo di discriminazione sindacale e politica che ben rappresenta il modello Marchionne. Autoritarsimo e mercato, questo quello che Marchionne ha afferato nei fatti negli ultimi anni e l’inaugurazione della Nuova Panda santifica questo modello.

La Fiom ha ricordato come oltre alle discriminazioni nelle assunzioni alla New Co – la nuova fabbrica che in deroga al CCNL ed agli accordi sindacali dagli anni cinquanta ad oggi produrrà la nuova Panda – non ci sono garanzie per l’occupazione degli altri 1300 operai licenziati dalla vecchia Alfa Sud.

Intanto c’è chi come il segretario della Uil Angeletti ha definito la New Co Fabbrica Italia un modello di fabbrica in tutta Europa.

Le dichiarazioni in merito alla giornata da parte del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris:
FIAT, ECCO PERCHÈ NON SARÒ A POMIGLIANO :

http://www.demagistris.it/index.php?t=P2794

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