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Opposizione sociale Campana

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madridGiorno dopo giorno il nostro presente e il nostro futuro sono sempre più compromessi. Da un lato i nostri
sacrifici, dall’altro chi continua ad arricchirsi e a vivere di privilegi. La crisi non è la stessa per tutti, anzi!

La crisi viene usata invece contro i lavoratori che rischiano il licenziamento, contro i precari senza
prospettive, contro le donne rispedite a casa, contro gli immigrati sfruttati e ricattati, contro gli studenti
che si ritrovano in mano carta straccia, contro la qualità della vita e dell’ambiente. E le ricette del governo
sono in realtà una parte della malattia: i beni comuni e i servizi pubblici vengono privatizzati malgrado i
referendum, il lavoro e il reddito diventano ancora più insicuri per le nuove riforme, le pensioni sono un
misero miraggio. E quando non abbiamo più la possibilità di pagare usano Equitalia per strozzare la nostra
esistenza !

Monti è il garante delle grandi società finanziarie nazionali e internazionali, inviato a fare quel che
Berlusconi non aveva più la forza politica di perseguire: garantire i loro profitti! Solo questo. Come un
bomba a orologeria che mette insieme potere e comunicazione la crisi è usata per terrorizzarci e per
distruggere i nostri diritti uno dopo l’altro. Come ha detto Draghi, il governatore della BCE: “Lo spread oggi
decide per tutti”. Ma sono loro a usare la speculazione finanziaria come un’arma! E CONFINDUSTRIA usa
questa situazione per cancellare il contratto collettivo nazionale e con esso ogni forma di democrazia e
di diritto dei lavoratori ad organizzarsi. Quello della Fiat di Pomigliano è solo un esempio. Il risultato è la
barbarie sociale.

Aspettare non risolverà di certo i nostri problemi! L’esempio di quel che sta accadendo in altre regioni
come la Sardegna e la Sicilia indica la strada da seguire. Mobilitarci, bloccare le città, assediare i palazzi
del potere, riprendere dal basso la capacità di parola e di azione. Abbiamo scelto come primo obiettivo
la regione campania, perché nascondendosi dietro i “tagli alle spese” evita qualunque risposta alle
vertenze dei precari, non paga migliaia di lavoratori, porta avanti un piano distruttivo sull’ambiente, sta
disintegrando i trasporti e la Sanità. Mentre naturalmente le clientele e gli “affari” proseguono come
sempre.

Siamo precari, studenti, lavoratori e disoccupati, realtà di lotta, comitati civici ed esperienze sociali di base,
e abbiamo capito che solo organizzandoci insieme e parlando un linguaggio comune possiamo trovare
risposta alle nostre vertenze e ai nostri bisogni.

Perciò il 15 febbraio cominceremo un assedio alla regione cui invitiamo a partecipare e ad aderire singoli e
comitati, movimenti, realtà del mondo del lavoro e dei territori: per rendere evidente e pubblica la nostra
rabbia, per una grande presa di parola e di azione collettiva, per non delegare a nessuno la ricerca delle
risposte. Per costringere la casta del potere e degli affari a rendersi conto che abbiamo smesso di subire!

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