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Operatori sociali del comune in Rivolta

Il Collettivo operatori sociali non condivide i contenuti del Comunicato
stampa firmato da Federazione ARCA, Federazione SAM e Federsolidarietà, sulla
vertenza di case famiglia e progetti socio-educativi con il Comune di Napoli.
Comunicato da cui il Collettivo si dissocia per averne appreso i contenuti solo
dopo la sua diffusione.

Il Collettivo operatori sociali ritiene inaccettabile che si possa ringraziare
un’amministrazione comunale che costringe gli operatori sociali a 23 giorni di
presidio 24 ore su 24, allo sciopero della fame, all’occupazione di luoghi
istituzionali, per vedersi riconosciuta, per ora solo nelle promesse, una
piccola parte di ciò che gli spetta di diritto (5 bimestri su 19 per le case
famiglia).

Il Collettivo denuncia inoltre lo scandalo dei finanziamenti 328/00 annualità
2009 (70% del finanziamento) e 2011 (50% del finanziamento) e 285/97 annualità
2012, giunti nelle casse del Comune di Napoli tra la fine del 2011 e gennaio
del 2013 e illegalmente detenuti dallo stesso Comune che non li paga accampando
scuse circa la difficoltà nella compilazione di atti di liquidazione e mandati
di pagamento.

Ricordiamo che questi soldi non appartengono al Comune di Napoli, ma ai
lavoratori che aspettano da decine di mesi di essere retribuiti.

Se il presidio ieri sera è stato tolto è perché la nostra vertenza è in una
fase interlocutoria, comunque invitiamo tutti a mantenere alto il livello di
guardia e a non deporre le armi della mobilitazione, dato che poco ci è stato
promesso e, per ora, nulla di quanto ci spetta ci è stato dato.

Collettivo operatori sociali – Napoli

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