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Nuova veste grafica di Radio Vostok

 

Il giorno 1 marzo 2017 nasce il nuovo sito di Radio Vostok. Nuova veste grafica ma la mission resta la stessa: dare un’informazione al di fuori dei media mainstream ridando voce ai territori, agli sfruttati, a chi non ha voce. In questo senso abbiamo voluto lanciare il nuovo sito proprio oggi 1 marzo giornata antirazzista con lo sciopero dei migranti che ha animato tante piazze in tutta Italia. In particolare in migliaia hanno scelto di essere in piazza oggi per la manifestazione del 1 Marzo antirazzista napoletano. Si è trattato prima di tutto di una giornata un cui tante e tanti hanno scelto di alzare la testa e dimostrare ancora una volta che Napoli è una città antirazzista e meticcia, in una piazza animata da cittadini napoletani, comunità di migranti, rifugiati dei centri di accoglienza, associazioni, comitati, e collettivi.

Inoltre chiediamo a tutti gli utenti di inviarci suggerimenti, proposte, modifiche e miglioramenti, perchè per noi questo è uno strumento che appartiene alle collettività di lotta, ed è in questo senso che seguiranno prossimi aggiornamenti sulla nuova programmazione della Radio.

Radio vostok la radio diversa – sovversiva e diversa

 

La storia

Radio Vostok nasce nel maggio del 2004 per gioco. Un computer datato,  un mixer risalente a prima della caduta del muro di Berlino, e un microfono rimediato chissà dove. I tempi della connessione 56k erano passati e si iniziava ad apprezzare la potenza del collegamento adsl, tanto che lo slogan che campeggiava su di un cartone, scritto a pennarello, recitava “Fedeli alla Linea (adsl)”, dissacrando lo slogan dei CCCP.

Iniziarono le prime prove tecniche di trasmissione, con compagni che telefonavamo a casa per far ascoltare le nostre “trasmissioni” che in realtà erano delle telefonate a senso unico. Col passare dei giorni capimmo la potenza di tale prodigio tecnologico. La sala radio (un bagno ricavato da un sottoscala con una vasca!) fu insonorizzata con i classici cartoni delle uova e divenne obbligatorio chiudere la porta durante le trasmissioni. Tutto ciò a discapito della vivibilità. Provate a immaginare un locale di 3 m³ con un computer acceso e due persone che vi respirano per un’ora. La temperatura raggiunge livelli pazzeschi, l’aria inizia a mancare e non c’è nemmeno lo spazio per accavallare le gambe. Questa situazione, per nulla comoda, ci portò alla mente l’esperienza di Jurij Gagarin: il primo uomo a viaggiare nello spazio in una capsula di 1,6 m³, il Vostok 1.
“Vostok” era il programma di esplorazione spaziale dell’Unione Sovietica. Immediatamente la radio ebbe un nome: Radio Vostok. Inoltre “vostok” significa oriente, dove sorge il sole. Quest’immagine di una capsula lanciata nello spazio che viaggia verso il sole piacque talmente da non indugiare neanche un minuto sul nome.

Il tempo passava e la radio si espanse. Si passò ad avere addirittura una differenziazione tra la regia e la sala incisione, rispettivamente rinominate “Bajkonur” e “Vostok”. Bajkonur era il cosmodromo da dove fu lanciato il Vostok 1, quindi divenne automatico identificare la regia con una sala comandi. Le apparecchiature si facevano via via più sofisticate: microfoni panoramici, cuffie, mixer 12 canali, computer più moderni. Il programma Vostok andava a gonfie vele!

Gli anni trascorrevano veloci e i “cosmonauti” che partecipavano alle trasmissioni diventavano via via sempre più numerosi ed eterogenei tra loro. Allo stato attuale il progetto “Vostok” va a gonfie vele, vantando nel palinsesto sempre più trasmissioni e di ogni genere. A tutto ciò si aggiunge il fatto che il Vostok ha anche la funzione di sala prove per musicisti, con batteria, amplificatori e tutto il necessario per poter allenare le proprie capacità musicali in tutta tranquillità.

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