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No discarica a Battipaglia

Al Presidente Regionale ANCI – Dott. Gaetano Daniele
Al Prefetto Dott. Nunzio Vardè
Al Presidente della Regione Campania – On.le Stefano Caldoro
Al Presidente della Provincia di Salerno – On.le Edmondo Cirielli
e.p.c. all’Ass. Regionale all’ambiente  – Dott. Giovanni Romano
a tutti gli organi di informazione

La scrivente Organizzazione Sindacale USB (Unione Sindacale di Base), con riferimento alla decisione del Commissario prefettizio Vardè di aprire un’ennesima discarica sul territorio comunale di Battipaglia, chiedeva, in una precedente comunicazione, un “…autorevole intervento da parte delle SS.LL. in indirizzo affinché” venisse rispettato il protocollo di Intesa sottoscritto in data 7 novembre 2002 tra il Commissario Antonio Bassolino delegato per l’Emergenza rifiuti ex OPCM n. 2425/96 e ss.mm.ii. ed il Comune di Battipaglia (SA) nella persona del sindaco di Battipaglia Alfredo Liguori.
Tale pronunciamento si chiedeva anche al fine di ristabilire autorevolezza, serietà, equilibrio, credibilità, onorabilità delle istituzioni repubblicane che i provvedimenti in corso gettano nella“munnezza” insieme alla salute dei cittadini e dei loro figli.
A tutt’oggi non si è registrato nessun riscontro o pronunciamento da parte loro alla nostra sollecitazione, come se la nostra convivenza civile non conoscesse più redenzione e fosse interamente fagocitata da logiche affaristiche, dove una politica senza anima condivide gli stessi fini di capitali ed imprese non sempre trasparenti. E’ di oggi l’allarme lanciato dal procuratore generale Lucio Di Pietro “di pesanti infiltrazioni nel tessuto salernitano di clan camorristici napoletani e casertani”; dello stesso tono l’allarme del Presidente della Corte d’Appello Matteo Casale nell’inaugurazione dell’anno giudiziario a Salerno sulla  “… pericolosa tendenza dei clan camorristici napoletani … in particolare dei casalesi, attivi nel reinvestimento dei capitali illeciti nella provincia di Salerno… dove … il settore degli appalti pubblici rappresenta per i clan delle province vicine un canale importante nel quale inserire il loro predominio delinquenziale”.
Il sito di una discarica rientra pienamente nella politica della gestione del ciclo dei rifiuti, dove i poteri criminali sono certamente in grado di determinare il modello di gestione dei rifiuti consono ai loro interessi, quello dei bruciatori e degli inceneritori e non della raccolta differenziata, del riciclo, dei rifiuti zero.
Pertanto, prima di entrare nella logica delle scelte tecniche, rinnoviamo e sollecitiamo, alle istituzioni in indirizzo, – ed in particolare al prefetto Vardè -, la richiesta di un pronunciamento.
Il riconoscimento ed il rispetto, da parte del Commissario Nunzio Vardè, del Protocollo d’Intesa sottoscritto con le Istituzioni, porrebbe fine al presidio di Serroni da parte di numerosi cittadini di Battipaglia, che dal 17 gennaio dedicano ogni loro impegno negli interessi della comunità, questi cittadini potrebbero allora tornare ai loro impegni quotidiani e riacquistare fiducia nelle istituzioni.
Qualora il Commissario Vardè  dovesse disonorare il Protocollo d’Intesa, (piaccia o non piaccia è questo il verbo: i patti si onorano o si disonorano) allora assuma le sue responsabilità, dichiarando le sue intenzioni e non giocando, come finora ha fatto, a nascondino; non aspetti dai sindaci, ed in particolare da quelli che hanno già dato, la risoluzione di un problema per la quale la legge non attribuisce loro i poteri e spieghi ai cittadini: quale logica può sottendere la individuazione della nuova discarica di Battipaglia collocata a 250 metri da un asilo, a 700 metri da 2 scuole statali, a 1300 metri dall’ospedale e da un popoloso quartiere come Belvedere e poi a 1500 metri dal quartiere Stella  ed a 1400 metri dal quartiere Sant’Anna.
Quale logica può individuare una discarica a ridosso di un fiume (il fiume Tusciano) ed immediatamente a ridosso dei pozzi d’acqua (i pozzi Provenza) che forniscono le utenze cittadine.
Quale logica continua ad insistere su di un territorio dove si ravvisano i seguenti siti interessati a vario titolo alla gestione o allo smaltimento di rifiuti:
1. Impianto STIR Comune di Battipaglia (dove sono stoccate pure delle eco balle);
2. Impianto Nappi Sud Comune di Battipaglia;
3. Impianto Sele Ambiente Comune di Battipaglia;
4. Tre aree di stoccaggio mai bonificate sul territorio di Battipaglia e precisamente in Via Filigalardi, Via Bosco II e Viale Danimarca;
5. Discarica mai bonificata in località Grataglie, al confine tra Eboli e Battipaglia;
6. Numerose cave abusive e terreni privati dove sono state riscontrate la presenza di rifiuti tossici, come da varie sentenze e processi in corso.
7. Due discariche inquinate non bonificate in località Castelluccio Comune di Battipaglia;
8. Due vasche di stoccaggio in località Castelluccio utilizzate dal Comune di Battipaglia nell’ultima emergenza rifiuti del 2008 e mai bonificate.
Riteniamo invece che la logica che si aspettano i cittadini sia quella di procedere in virtù di quanto sopra elencato, ad una bonifica del territorio nelle modalità previste dal protocollo d’intesa del 2002. A tal proposito si chiama ulteriormente in causa il presidente dell’ANCI affinché si renda disponibile a reperire ulteriori fondi da destinare a tale bonifica, reperendoli da quelli che non vengono erogati dal CONAI sotto forma di contributo ambientale per il mancato conferimento degli imballaggi da parte degli enti inadempienti in virtù della regola che vige all’interno della gestione integrale dei rifiuti “chi inquina paga”.  I contributi non erogati al comune di Napoli, che ha portato la maggior parte dei rifiuti nelle discariche della  provincia di Salerno “dove sono?” perché non destinarli alla bonifica dei territori che hanno subito il danno ambientale?
Inoltre, nel raggio di 10 km dalla città sono presenti:
1. Discarica di Parapoti satura e non bonificata, Comune di Montecorvino Pugliano;
2. Discarica di Macchia Soprana, Comune di Serre, oggi sotto sequestro perché non idonea;
3. Discarica di Basso dell’olmo, Comune di Campagna;
4. Area di stoccaggio temporaneo di eco balle in località Coda di Volpe, Comune di Eboli;
5. Cementificio di Salerno, dove per due anni fino a luglio del 2011, alla luce del protocollo d’intesa 22/07/2009 Regione Campania-ATIEC, sono state bruciate 30.000 tonnellate di rifiuti di cui non conosciamo la provenienza;
6. Area di stoccaggio località Ostaglio, Comune di Salerno;
7. Area di stoccaggio temporaneo e trasferenza di Sardone, Comune di Giffoni Valle Piana.
Chiediamo alle SS.LL. di dismettere quell’atteggiamento di disprezzo dei cittadini e delle organizzazioni sindacali sollecitandole ad una risposta civile alle considerazioni esposte.
Nell’attesa di un sollecito riscontro la scrivente organizzazione sindacale si rende fin d’ora disponibile per un confronto nel giorno e nel luogo che i responsabili in indirizzo vorranno indicare.

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