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No alla repressione contro i disoccupati

Il 28 agosto per i compagni disoccupati sottoposti ancora a misura cautelare, dopo gli arresti subiti il 13 febbraio scorso, era prevista la scadenza dei termini giudiziari, cosa che avrebbe dovuto garantire la libertà totale, oltre al fatto che il 14 luglio scorso le indagini portate avanti dalla procura di Napoli per ben 4 anni sono giunte a conclusione e i 35 indagati sono stati tutti rinviati a processo.

Ebbene appunto ieri 29 agosto, dopo che ad un compagno gli è stata notificata l’ordinanza del GIP alle 2 di notte, abbiamo capito che la magistratura continua la sua opera di persecuzione contro di noi ed il movimento.
Dall’ordinanza notificata, è chiaro che per alcuni (e diciamo finalmente) la misura cautelare in corso è stata revocata, mentre per circa 5

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compagne/i rimane ancora in atto il provvedimento preventivo, causa il reato descritto al capoB del fascicolo, per il quale i tempi non equivalgono ai sei mesi trascorsi, limitando così ancora chissà per quanto la loro agibilità di lotta, ma anche la propria vita privata

Riteniamo alquanto assurdo e infame che i magistrati ritengano ancora “pericolosi per l’incolumità pubblica” questi disoccupati, nonostante l’accusa principale di associazione per delinquere sia stata rigettata già in fase di riesame e le indagini portate a conclusioni un mese fa senza un nulla di fatto, dimostrino la l’unica verità dei fatti e cioè che noi siamo nel giusto e che soprattutto la nostra lotta è legittima e senza ombre.

La repressione che questo Stato borghese con la sua classe politica dirigente continua a perpetrare non solo verso i disoccupati organizzati, ma verso ogni forma di lotta che nasce e si muove sui nostri territori è solo un mezzo per fermarci, e ciò non deve essere consentito, questi disoccupati organizzati resistono in piazza da circa 17 anni e seppur oggi in pochi stanno cercando con le unghie e con i denti di non darla vinta alla controparte, ma come noi altre situazioni di lotta resistono all’attacco repressivo e giudiziario, dal movimento NOTAV a quello per il diritto alla casa,  passando per quei tanti lavoratori che lottano per il proprio posto di lavoro, tra i primi lasciatecelo dire quei lavoratori della logistica che sparsi per tutto il territorio italiano stanno portando avanti a testa alta la propria battaglia.

Per questo ancora una volta vorremmo sensibilizzare compagni e non al tema della repressione tentando di discuterne e poterne parlare per la costruzione di un fronte unico, che possa reagire agli innumerevoli attacchi di magistratura e questura sferrati su ordine dei padroni e della politica, sapendo già che alcuni di voi stanno anche provando ad avviare percorsi specifici.

Invitiamo tutti all’assemblea pubblica che si terrà martedì 2 settembre ore 16,30 presso l’aula Lorusso all’università di Mezzocannone 16, per la costuzione di una mobilitazione unitaria.

I/le compagni/e del movimento di lotta per il lavoro Banchi Nuovi

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