Header

No alla laurea ad honorem a Bonanni

L’università di Salerno ha gettato una laurea ad honorem E’ stata una cerimonia pietosa ed irriverente verso i lavoratori !

Abbiamo educatamente assistito ad un teatrino indecoroso che mina la solidità scientifica dell’Università Pubblica. La laurea al leader sindacale è passata a maggioranza, ma qualcosa è cambiato, tanto che il ministro ha chiuso la cerimonia con il solito intervento che un ministro fa celebrando il programma del governo e quello del suo dicastero particolare. Anche se, insieme alla solita promessa di impegno per Salerno, il ministro ha usato una metafora terribile per l’università: “hub” come se si trattasse di una infrastruttura di trasporti. Ecco la sua visione: uno strumento per business, non una comunità. Vergognoso. La vera notizia, però, è che non c’è stata la tanto propagandata “laudatio” al leader sindacale e quindi almeno il ministro, una faccia l’ha salvata: la sua. Per il resto ci ha particolarmente disgustato la relazione del candidato che è stata scadente e priva di qualsiasi spessore accademico. Anche fuori tema e sicuramente deludente, vista la grande enfasi con cui era stata presentata e richiesto dalla relatrice: “Lectio Magistralis sulla nuova rappresentanza sindacale in Italia”. Il “Testo Unico sulla Rappresentanza” firmato con Confindustria il 10 gennaio 2014, è stato solo nominato, né descritto né commentato, insieme a qualche ricordo personale, a qualche data storica ed una serie di “sgravi contibutivi” forzatamente ed audacemente attribuiti a se stesso. Insomma non una lezione magistrale ma un’autocelebrazione. Più volte il candidato ha richiamato l’importanza della contrattazione ma mai a fatto cenno che proprio il contratto, ai lavoratori pubblici, è negato dal 2009 e non è previsto nel DEF di Renzi fino al 2018. Insomma tante parole vuote dove il lavoratore che vive male la sua drammatica situazione, è rimasto fuori dalla porta.

Archiviata la cerimonia che ha portato per poche ore l’Università di Salerno nel circuito mediatico nazionale, mettiamo al centro la stagione di lotta che abbiamo avanti con lo sciopero generale del 19 giugno e la manifestazione nazionale a Roma del 28 giugno per aprire l’anti-semestre della presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea.

Per affrontare la riforma della P.A e i tagli strutturali che arriveranno anche a Salerno, USB ha convocato un’assemblea dei lavoratori pubblici presso lo stabile INPS (exINPDAP) di Via Lanzalone a Salerno il giorno 18 giugno alle ore 11.

Con la riforma della P.A. di venerdì 13 giugno il governo Renzi mostra il suo vero volto autoritario e cinico, presentando a tutti il conto degli 80 euro che pochi hanno visto. Non è vero che la riforma manca di organicità, è anzi fin troppo chiaro il suo obiettivo: cancella i diritti dei lavoratori, il welfare, i servizi e riduce la Pubblica Amministrazione a sportello gratuito per le imprese. Cosa più grave: non c’è nessun impegno per il rinnovo economico dei contratti, bloccati dal 2009 e destinati ad esserlo ancora per molti, molti anni. Le retribuzioni di 3,3 milioni di lavoratori pubblici sono tornate al livello di 30 anni fa, l’ingiustizia resta. Viene dichiarata apertamente la volontà di ridurre la presenza dello Stato e gli uffici periferici dovranno essere riarticolati a livello regionale, così come si parla di prefetture e di camere di commercio regionali, di accorpamenti di enti nazionali e Centrali. Questa operazione, insieme all’accorpamento degli uffici periferici di diverse amministrazioni e all’obbligo di gestione unitaria di servizi strumentali che interesserà centinaia di miglia di lavoratori, oltre ad allontanare la P.A. dai bisogni dei cittadini, avvierà di fatto un processo di mobilità coatta di massa. In caso di esubero, sempre che non si venga licenziati, è prevista la possibilità di demansionamento attraverso la collocazione in una qualifica inferiore o in una posizione economica meno favorevole, al fine di “ampliare le occasioni di ricollocazione”, che non è detto vi siano. Il concetto di diritto acquisito salta definitivamente e il lavoratore del pubblico impiego deve imparare a vivere con la valigia pronta per andare dove lo mandano, anche con un salario molto più basso di quanto percepito fino ad oggi, pur di continuare a lavorare.

USB CONFERMA LO SCIOPERO GENERALE IL 19 GIUGNO 2014

Potrebbero interessarti ...

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
1