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NO al processo politico contro i precari Bros

INCHIESTA BROS: PROCESSO POLITICO CONTRO IL DIRITTO AD ORGANIZZARSI E LOTTARE

 

10 arresti domiciliari e 25 obblighi di dimora per i disoccupati organizzati di Napoli. In mancanza di risposte concrete delle istituzioni al bisogno di lavoro di questa città, la magistratura si sostituisce alla politica per sbarazzarsi di un movimento la cui unica colpa è di continuare a lottare da 16 anni rivendicando il diritto ad uno sbocco lavorativo dopo anni di formazione.

 

Lo dimostra l’assurda accusa di associazione a delinquere finalizzata a turbare l’ordine pubblico per fare pressioni sulle istituzioni e ottenere politiche sociali di tipo assistenzialistico e clientelare. Una ignobile accusa ad un movimento che, unico, ha denunciato le clientele, che ha rifiutato soluzioni assistenziali pretendendo dalle istituzioni l’avvio di progetti che creassero vera occupazione per i disoccupati BROS e gli altri senza lavoro di questa città, fino ad indicare in tempi non sospetti l’ambiente e le bonifiche come settore su cui investire.

 

La verità è che il processo che si apre contro i disoccupati BROS è un processo tutto politico. Sul banco degli imputati c’è il diritto a potersi organizzare per difendersi dagli attacchi alle proprie condizioni di vita. Qualunque lotta che veda più persone insieme a chiedere lavoro o un salario, a difendersi il posto di lavoro, a difendere un ospedale dalla chiusura, a rivendicare il vecchio welfare state (politica sociale e assistenziale) è trasformata in episodio criminale e, quindi, reato.

 

L’inchiesta contro i BROS è, dunque, un becero tentativo non solo di reprimere questa lotta, ma di dare un segnale preventivo a chiunque abbia intenzione di opporsi alle ricette anticrisi di governo e padroni.

 

Non a caso, in tante città, Procure e Digos sono impegnate a costruire teoremi accusatori senza precedenti contro le lotte sociali. Le decine di arresti di esponenti del movimento per il diritto all’abitare a Roma, le accuse di terrorismo per gli attivisti della No TAV, i licenziamenti e la repressione contro i lavoratori della logistica e dei trasporti di Genova, fino alle denunce contro i cittadini di Giugliano in lotta contro il caro TARES, sono il chiaro segnale che si vuole colpire chi alza la testa e in maniera organizzata rivendica i propri diritti.

 

Rispondiamo in maniera unitaria contro questa criminalizzazione delle lotte.

 

Sosteniamo e rafforziamo le ragioni dei precari Bros contro chi produce con la sua sete di profitti miseria disoccupazione e sfruttamento.

 

Libertà per tutte/i le/i compagne/i

La lotta non si arresta!

 

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