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No al decreto Clini che autorizza a bruciare rifiuti nei cementifici

Dopo aver salvato l’ILVA condannando i cittadini di Taranto, dopo aver prorogato la gestione
commissariale dei rifiuti, dopo aver aggravato ulteriormente la tassa sui rifiuti sostituendo TARSU e TIA
con la TARES, il governo Monti, a Camere ormai sciolte, si sta avviando all’approvazione dello “Schema
di decreto del Presidente della Repubblica concernente il regolamento recante disciplina dell’utilizzo
di combustibili solidi secondari (CSS), in parziale sostituzione di combustibili fossili tradizionali, in
cementifici soggetti al regime dell’autorizzazione integrata ambientale”. Ottenuto il parere favorevole da
tutti i partiti nella 13 commissione “Territorio, ambiente, beni ambientali” del Senato, il provvedimento
sarà discusso l’11 febbraio.

Non ci sono dubbi che la conversione in legge di questo decreto Clini sull’utilizzo dei CSS (Combustibili
Solidi Secondari, ex CDR) sia una delle mine vaganti più pericolose sulla strada dell’unica alternativa
all’odierna criminale gestione dei rifiuti che devasta ambiente e salute: la raccolta differenziata
finalizzata alla riduzione, riuso, riciclo dei rifiuti. Esso costituisce anche un metodo palese per aggirare
l’opposizione tenace dei movimenti alla costruzione di nuovi inceneritori ed incentivare e
diffondere la combustione di rifiuti su tutto il territorio nazionale. Infatti, dirottando l’ex CDR ai cementifici,
in un colpo, solo si beneficia la lobby dei cementieri e si trasformano i 59 cementifici presenti in Italia
in inceneritori di rifiuti altrimenti del tutto riciclabili, con conseguenze gravissime:

1.
Le ceneri tossiche e nocive, frutto avvelenato dell’incenerimento, non dovranno più essere
smaltite a costi elevati in discariche speciali, ma inglobate pari pari nei cementi. Quindi anziché un
costo diventano un guadagno, facendo crescere il volume e il peso dei cementi prodotti. Chi andrà poi
a raccontare ai lavoratori edili che quando manipolano le sacchette di cemento inalano metalli pesanti
e polveri cancerogene? Chi avvertirà i residenti delle abitazioni costruite con quel cemento che le loro
case spolvereranno nei decenni futuri polveri metalliche e molecole tossiche?

2.
I cementifici sono impianti industriali altamente inquinanti e fonte di alte emissioni di polveri
e di metalli pesanti in atmosfera (CO2, PCB, ammonio, cadmio, mercurio, nickel, ossidi di azoto,
ossidi di zolfo, benzene, diossine e quantità incalcolabili di particolato) già senza l’uso dei rifiuti come
combustibile. Considerando la massa dei fumi emessi (ben oltre gli inceneritori), considerando che
questi impianti non sono dotati di specifici sistemi di abbattimento delle polveri e tanto meno dei
microinquinanti, e sono autorizzati con limiti di emissioni più alti, la miscelazione di combustibili fossili
insieme ai rifiuti avrà l’effetto di moltiplicare la nocività di questi impianti. Una vera e propria bomba
rispetto agli stessi inceneritori.

3.
L’altro aspetto è che i Comuni o i gruppi di Comuni che firmeranno i contratti per il conferimento
alle aziende produttrici di CSS, saranno vincolati a rispettarli per tutta la durata stabilita. Il che vuol
dire che in tutto quel tempo il contratto impedirà ogni iniziativa comunale indirizzata a far partire la
differenziazione dei rifiuti finalizzata al riciclo. Né più né meno dell’effetto perverso dell’inceneritore,
nemico giurato di ogni progetto di riciclo.

La beffa è che l’Aitec (associazione dei cementieri) ed il ministro Clini spacciano questa operazione
come altamente ecologica perché sostituisce energie alternative ad energie da combustibili fossili
mentre, come ovvio, è una volgare e cinica operazione di convenienza economica visti i costi
internazionali dei combustibili, chissenefrega se poi i cittadini e l’ambiente pagheranno conseguenze
incalcolabili. Basta pensare che succederà in siti di alta urbanizzazione e già inquinatissimi come
Guidonia, Colleferro, Taranto, Caserta.

Come per l’incentivazione di impianti a biogas e biomasse, con questa legge il ministro Clini, un uomo
responsabile di 25 anni di disastri ambientali italiani, conferma di voler far di tutto, anche a fine mandato,
per favorire l’incenerimento dei rifiuti. Invitiamo tutti i comitati che ogni giorno si trovano a contrastare la
devastazione ambientale del proprio territorio a diffondere questi contenuti ed organizzare iniziative
di protesta, per quanto loro possibile, per i giorni di Venerdì 8 e Sabato 9 Febbraio, in vista della
conversione in legge del decreto prevista l’11 febbraio.

COORDINAMENTO COMITATI RIFIUTI-ENERGIA

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