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Ma cosa ci fa SEL alla manifestazione nazionale dell’acqua?

Acqua pubblica

Acqua pubblicaCome i nostri concittadini sanno l’impianto ideologico sottostante alla delibera contenente disposizioni sul “Riordino del gruppo conglomerato città di Torino – programmazione economico-finanziaria 2011- 2012” non è certamente attribuibile a SEL. Risulta agli atti che l’assessore PELLERINO – SEL era d’accordo sulla delibera di Giunta, alla pari di  tutti gli membri della Giunta stessa.

Per questo abbiamo letto con vivo rammarico ed estremo disappunto un comunicato del Comitato Acqua Pubblica Torino e un articolo ad esso ispirato dove SEL viene indicata come responsabile del processo di privatizzazione dei servizi pubblici locali. Corresponsabile, se preferite!

Ci sembra alquanto strumentale l’enfasi ed il vigore con il quale il Comitato attribuisce a SEL posizioni politiche che faciliterebbero il processo di privatizzazione, con l’aggravante della sottaciuta menzione del quadro legislativo nazionale (la manovra economica del Governo Berlusconi dell’estate scorsa e l’ultimo maxiemendamento),  all’interno del quale i Comuni italiani sono costretti a muoversi. Il maxiemendamento è passato nel silenzio del Parlamento e del Paese. Abbiamo sempre detto e scritto (v. www.acquapubblicatorino.org ) che la Giunta di Torino e quindi anche l’Assessore Pellerino-SEL è stata prontissima ad attuare l’art. 4. in notevole consonanza con il governo Berlusconi – v. oltre 10.000 nostri volantini distribuiti nell’ultima mese in città e provincia.

Il clima di “responsabilità nazionale” e l’arrivo delle dimissioni di Berlusconi hanno certamente condizionato molti. Non noi. Sulle liberalizzazioni dei servizi pubblici il testo approvato affida al governo (tramite il Prefetto) il potere sostitutivo in caso di inadempienza degli enti locali, potere da esercitare allo scadere di un termine perentorio «al fine di realizzare un sistema liberalizzato dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, in piena concorrenza nel mercato e di perseguire gli obiettivi di liberalizzazione/privatizzazione dei medesimi servizi».
Si tratta di un rafforzamento rispetto alla manovra di agosto, che già imponeva agli enti locali di procedere alle liberalizzazioni e all’affidamento con gare dei servizi pubblici entro il 31 marzo.

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire:sono 4 anni che insistiamo per la trasformazione delle Aziende di Servizi Pubblici Locali in Enti di diritto pubblico, per sottrarle così agli obblighi di privatizzazione. E’ l’obiettivo della nostra proposta di legge di iniziativa popolare che riconfermeremo ancora nella manifestazione nazionale del prossimo sabato 26 novembre

Alla faccia dell’esito politico dei referendum. Appunto !

Detto in altre parole, non comprendiamo il motivo che ha spinto il Comitato a non attaccare, nel comunicato, con ruvidezza, il Governo di centrodestra, estensore di un quadro legislativo che ha tradito l’esito referendario, a trascurare chi non ha fatto opposizione parlamentare, e coloro i quali, anche nella nostra città, si sarebbero comunque mossi verso la privatizzazione dei beni comuni.

Leggete per favore il documento di convocazione della manifestazione nazionale di sabato 26 novembre prossimo alla quale SEL nazionale ha dato la sua adesione. Con quale coerenza  con i vostri comportamenti a Torino è un mistero (o una beffa!) A questo proposito – e  poiché comportamenti di SEL analoghi al vostro di Torino si sono verificati in Puglia e molte altre realtà italiane – il Forum dei Movimenti per l’acqua ha chiesto un incontro di verifica con SEL nazionale, incontro che avrà luogo a Roma venerdì pomeriggio.

Siamo altresì amaramente sorpresi che non venga compreso e menzionato che solo SEL si è mossa nella direzione dell’impugnazione dell’articolo 4 della finanziaria del Governo Berlusconi, chiedendola a gran voce dall’inizio del percorso. Ma a Torino lo avete ottenuto dalla vostra maggioranza? Non mi pare proprio.

Senza il nostro contributo il centrosinistra torinese non avrebbe preso in considerazione le più avanzate esperienze che stanno intraprendendo comuni come Milano e Napoli e non avrebbe preso in considerazione la trasformazione di SMAT in una società pubblica speciale o in un consorzio pubblico, a partire dalla cessione delle quote Smat detenute da Fct alla Città di Torino :

Chi ha preso in considerazione e che cosa: dov’è scritto quello che voi affermate in questa frase? Dove si può leggere che la maggioranza di cui voi fate parte “… ha preso in considerazione la trasformazione di SMAT in una società pubblica speciale o in un consorzio pubblico”? Se un tale documento esiste, perché non lo rendete noto?

“dar seguito all’esito del Referendum del 12 e 13 giugno 2011 completando il percorso di concentrazione delle partecipazioni delle quote SMAT S.p.a. direttamente in capo alla Città di Torino avviando con l’Autorità d’Ambito e la Provincia di Torino un tavolo di lavoro sul futuro assetto del servizio idrico integrato fermo restando la totale proprietà e gestione interamente pubblica delle risorse idriche sul nostro territorio.” (emendamento alla delibera e 13° punto alla mozione di accompagnamento)  

Beh, questa è proprio grossa! Vi appropriate anche delle piccole conquiste che abbiamo conseguito noi. Sulla restituzione a SMAT del 7% di azioni in mano a FCT abbiamo ottenuto il consenso prima dell’Assessore Passoni e poi, come attestano i lavori della VI Commissione Consiliare del 9 novembre scorso, dello stesso ViceSindaco e Assessore alle partecipate Tom Dealessandri. Voi eravate assenti, ma non potete spacciare per vostro un risultato ottenuto da noi!

Abbiamo posto in essere quegli elementi di garanzia che impediranno l’ulteriore vendita di quote delle società partecipate, rafforzando il ruolo di garanzia e controllo che l’Agenzia per i Servizi Pubblici Locali sarà chiamata a svolgere:

“rafforzare i compiti di ispezione e di vigilanza dell’Agenzia dei Servizi Pubblici Locali sui contratti di servizio stipulati e già oggetto di parere anche al fine di operare un controllo concomitante da parte del  Consiglio Comunale sulle eventuali inadempienze e proporre, secondo i futuri contratti di servizio, le possibili sanzioni.”  (6° punto della mozione di accompagnamento)

Prendo atto: fate buon uso del lavoro svolto dall’Agenzia per i Servizi Pubblici Locali. Ma cosa c’entra con la vendita del 40% delle nostre aziende municipali? E davvero pensate che il privato detentore del 40% non nomini l’Amministratore Delegato. Il vero gestore dell’azienda?Il caso SAGAT non vi dice nulla?

Spiace inoltre constatare che nessuna parola sia stata spesa in difesa dei lavoratori e delle lavoratrici. In tal senso è importante ricordare un ulteriore passaggio della mozione: promuovere prima dell’avvio della seconda fase (cessione delle quote) un tavolo di confronto con le parti sociali finalizzato a verificare le politiche industriali anche al fine della salvaguardia dei livelli occupazionali diretti ed indiretti e dei livelli qualitativi dei servizi erogati.

Di parole ne avete spese troppe voi, senza alcun  costrutto. Per il momento ci preoccupano molto di più le condizioni normative e RETRIBUTIVE dei lavoratori-soci di certe cooperative. Dovreste esserne al corrente!

Mariangela Rosolen , Torino, 22 novembre 2011

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