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LA PREMESSA: L’ESCALATION NELLA GUERRA SANGUINOSA CONTRO I CURDI

La portata dell’escalation di violenza in Medio Oriente – anche per responsabilità degli USA –, con l’avvio dell’invasione, voluta dal governo dispotico turco di Erdogan, del nord della Siria, nelle zone storicamente abitate dalle popolazioni curde, con le quali, del resto, il governo Turco ha ormai da diversi decenni ingaggiato un rapporto più che conflittuale, non può lasciare assistere passiva la comunità salernitana. Si tratta dell’ennesima palese violazione del diritto internazionale con gli effetti di una guerra tragica che deve essere fermata, e che ha già prodotto innumerevoli vittime, soprattutto tra i civili.
Il Rojava – la regione autonoma del nord della Siria abitata dai curdi e massacrata in queste ore – è una realtà che si è data nel corso del tempo una ossatura istituzionale democratica, nella quale, secondo il “paradigma” del loro leader carismatico indiscusso – Öcalan – la “libertà democratica, ecologica e di genere” è effettiva e non solo dichiarata, dimostrando, attraverso l’istituzionalizzazione del “confederalismo democratico” (che supera il perseguimento conflittuale di confini statuali, a vantaggio della pratica della coesistenza e dell’autodeterminazione dal basso) e della “democrazia radicale” (estesa a tutte le etnie e gli strati sociali presenti nel territorio), la volontà di lavorare con tutti i Popoli della regione per una coesistenza pacifica, democratica e solidale.
A niente è servita neppure la gratitudine che tutta la comunità internazionale dovrebbe riconoscere al Popolo Curdo per lo sforzo compiuto dalle loro Unità di Protezione Popolari, formate interamente da donne e uomini di etnia Curda, che sono stati negli ultimi anni – da sole o in alleanza con le Forze Democratiche Siriane, di etnia mista (arabe, curde, turcomanne ecc), o con quelle occidentali – protagoniste nel respingimento dell’avanzata dell’ISIS.
Una lotta di resistenza che non era certo nell’interesse del solo Popolo Curdo, ma patrimonio dell’umanità, al pari della nostra resistenza partigiana al nazi-fascismo, in quanto è resistenza alle più bieche forme odierne di prevaricazione umana e sociale, quali il machismo, il patriarcato, l’oligarchia, l’oscurantismo culturale, il fondamentalismo religioso di Daesh, lo sfruttamento imperialista. Una resistenza che è già costata un numero altissimo di distruzioni e vittime, soprattutto civili, e che, per i valori universali che difendeva la lotta stessa, ha visto il supporto sul campo di vari eserciti nazionali occidentali e combattenti provenienti da altri paesi, compreso l’Italia (come il compianto Lorenzio Orsetti), e il supporto umanitario e sanitario da ogni parte del mondo, compresa la provincia di Salerno che, anche attraverso collettivi e associazioni, non ultima l’ARCI locale, ha già contribuito con l’invio in loco di mezzi e uomini per alleviare le pene della popolazione curda vittima della guerra.
È palese che la paventata difesa dei confini da parte dello stato turco è solo una scusa per operare una sanguinosa pulizia etnica ai danni dei curdi che, a cavallo di quei confini, abitano da sempre. Del resto, la convivenza tra la popolazione turca e curda in queste regioni è stata storicamente possibile – come è stato fino alla creazione dei confini statuali voluti così come sono oggi dalle potenze occidentali, dopo la nascita dello stato Turco, all’indomani della fine della prima guerra mondiale – e potrà esserlo ancora, non con la guerra, ma solo se lo stato turco accetta di dialogare con i rappresentanti del Popolo Curdo per trovare un accordo sul riconoscimento dell’esistenza del Popolo Curdo e sulle forme di autodeterminazione dei territori abitati da sempre dai curdi.
L’APPELLO DELL’ARCI DI SALERNO PER UNA INIZIATIVA PUBBLICA
PER RACCOGLIERE AIUTI UMANITARI PER IL POPOLO CURDO
Oltre la richiesta di fermare la guerra, è urgente rilanciare una campagna di aiuti concreti alla
Popolazione Curda sotto attacco.
In tanti, donne e uomini della comunità salernitana, di tutte le età, che credono nella libertà di
associazione e nell’autorganizzazione democratica delle persone, schierati dalla parte della pace, del
disarmo, della giustizia e dei diritti globali, dell’uguaglianza, della solidarietà, del libero accesso alla cultura,
dell’equità sociale e dei valori democratici, come ARCI Salerno – fieri dell’eredità che ci deriva dalla
tradizione mutualistica dei movimenti popolari e antifascisti che hanno contribuito a costruire e a
consolidare la democrazia italiana fondata sulla Costituzione – rispondiamo alle istanze provenute sia dalla
platea dei membri provinciali, sia dall’ARCI nazionale (che ha già lanciato una campagna nazionale di aiuto
concreto alle popolazioni del nord della Siria), promuovendo un APPELLO ad artisti, intellettuali e
organizzazioni della società civile affinché ci si mobiliti insieme e si agisca immediatamente contro la
minaccia del risveglio del terrorismo dell’ISIS e dell’annientamento dei Popoli del nord della Siria da parte
dello stato turco. Un appello finalizzato a costruire una INIZIATIVA PUBBLICA CONCRETA, capace,
oltre che di denunciare l’orrore della guerra, soprattutto di raccogliere AIUTI per fornire un SUPPORTO
UMANITARIO E SANITARIO tangibile alla POPOLAZIONE CURDA inerme, che conta già numerose
vittime oltre a diverse migliaia di sfollati e sofferenti, da far giungere in loco, senza intermediazioni,
attraverso la sezione italiana della “Mezza Luna Rossa Kurda”, che è l’organismo più autorevole e fattivo
per fornire assistenza umanitaria e sanitaria in loco, oltre che essere autogestito dai Curdi.
Ciò, continuando a promuovere e sostenere richieste alle istituzioni locali, nazionali e sovranazionali,
tese all’assunzione di azioni o provvedimenti, in quanto unanimi, forti e fermi, con la finalità di ottenere
prese di pozioni diplomatiche concrete affinché:
• cessino immediatamente le ostilità nei confronti del Popolo Curdo, si istituisca una “no Fly zone”
e si fermino le manovre di invasione del territorio del nord della Siria in cui storicamente i curdi
convivono pacificamente;
• si provveda ad aprire corridoi umanitari per l’invio di soccorsi per i feriti e supporto umanitario
per i profughi;
• siano garantiti il diritto internazionale, l’esistenza in vita del Popolo Curdo in Rojava e la
coesistenza pacifica, democratica e solidale dei Popoli che abitano il nord della Siria;
• sia fermata la cooperazione militare con la Turchia e siano assunte adeguate sanzioni all’azione
del governo dispotico di Erdogan tese ad evitare altri nocumenti alle popolazioni vittime
dell’aggressione.

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