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In solidarietà di Rosa Schiano

Ancora una volta il Mattino di Napoli – di ieri 20 ottobre – non si smentisce. A dettargli la linea è adesso la Comunità ebraica. Con una vergognosa operazione il Mattino infanga un membro dell’International Solidarity Movement, Rosa Schiano, nota per l’impegno umanitario e l’attività di interposizione nella Striscia di Gaza. Falsando completamente i fatti, il giornalista Maurizio Capozzo ha volutamente saccheggiato la pagina face book di Rosa utilizzando vecchie foto ed un post condiviso da una pagina fb inglese per mettere in correlazione l’attentato  alla sinagoga di Gerusalemme del 18 novembre con la mostra fotografica “Gaza : tra assedio e speranza” che Rosa espone, sotto l’egida del Comune di Portici, nell’ambito della “Settimana dell’autodeterminazione dei popoli e della pace”, presso Villa Savonarola di Portici.

Facendosi portavoce delle posizioni del gruppo Amici della comunità ebraica di Napoli e dell’associazione Italia Israele, si accusa Rosa di trasmettere parole ed immagini di odio verso Israele e tutto il mondo ebraico. Perseverando  il  giornalista ieri sera, ha concesso a Rosa una intervista rilasciata via cellulare. Tuttavia invece di pubblicare solo la sua breve risposta il Mattino ha pensato bene di pubblicare un altro articolo diffamatorio e sulla stessa linea e contenuti  del numero di ieri.

In buona sostanza la colpa di Rosa, come di tutti quelli che si oppongono all’occupazione ed al genocidio operato quotidianamente da Israele nella terra palestinese, è quella di documentare le condizioni disumane di un popolo, la morte e la distruzione seminate dalla cosiddetta “unica democrazia” del Medio Oriente.

E’ questo che si vuole tacitare e sappiamo quanto questo lavoro incessante impegni le ambasciate di Israele e le comunità ebraiche nel mondo, soprattutto controllando la stampa.

Lo dimostra l’identica levata di scudi e di accuse contro la mostra sul “Lungo viaggio della popolazione palestinese rifugiata”, ospitata al Museo della Resistenza di Torino proprio in questi giorni. Anche in questo caso la Comunità ebraica della città, attraverso la stampa, ha espresso la sua più “ferma condanna” per l’iniziativa e per la sua “propaganda politica ostile a Israele” e ne sta  chiedendo la chiusura. Eppure la mostra, patrocinata anche dalla Regione e dal Comune di Torino, è curata non da una pericolosa attivista ma dall’Unrwa, l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati palestinesi.

E’ evidente allora, che ciò che è proibito è criticare Israele, che usa l’accusa di antisemitismo contro chiunque metta in discussione la sua politica razzista verso il popolo palestinese. Soprattutto è proibito pensare e dimostrare che non solo l’occupazione colonialista esiste e si allarga con l’ampliamento delle colonie, ma che sta agendo per l’annientamento di tutto il popolo palestinese persino nei confini di Gerusalemme. Tutto questo grazie alla complicità dei governi occidentali ed in primis del governo italiano che delle armi israeliane è il primo fornitore.

Ebbene se Israele e con esso tutti i suoi propagandisti servili come si dimostra il Mattino pensano che infangando Rosa possano ridurre lei e tutti noi al silenzio, si sbagliano di grosso. Non smetteremo di denunciare i crimini di Israele. A Rosa va tutta la nostra solidarietà così come ai palestinesi che ci vedranno sempre schierati a fianco della loro resistenza.

Comitato in sostegno della resistenza palestinese – Napoli

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