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Giù le mani da Gerusalemme: presidio a Salerno

Presidio in solidarietà al popolo palestinese.

Giù le mani da Gerusalemme!
Libertà per la Palestina!

Salerno scende in piazza per contestare le continue violazioni del diritto internazionale da parte dello stato sionista israeliano, spalleggiato dal presidente americano che, in maniera unilaterale, fa affermazioni e riconoscimenti fuorilegge, ossia al di fuori di qualsiasi diritto internazionale. Siamo a fianco del popolo palestinese, che subisce crimini quotidianamente, per affermare il suo diritto all’esistenza e alla resistenza. Chiediamo la decolonizzazione illegale di tutta la Palestina, a iniziare da Gerusalemme oggi sotto attacco.

La decisione del presidente Trump di dichiarare Gerusalemme capitale di Israele e il suo impegno a spostare l’ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme sono stati condannati da molti leader occidentali quale sfortunato deragliamento del processo di pace. A dire il vero, non c’è nessun processo di pace che possa essere deragliato, infatti se in passato vi erano stati dubbi sulla parzialità dell’intermediazione americana, oggi è molto chiaro che per le future amministrazioni americane sarà impossibile essere riconosciute quali mediatori onesti.

Dal 1948, il riconoscimento dello status speciale di Gerusalemme è stato un punto fermo tutelato dal diritto internazionale, è stato un argomento centrale esattamente quanto l’illegalità degli insediamenti ebraici nei territori occupati e il diritto inalienabile al ritorno dei rifugiati palestinesi. In questi due ultimi casi però la posizione morale della comunità internazionale non è mai stata seguita da azioni pratiche come è stato invece per Gerusalemme che fu riconosciuta quale corpus separatum, un’enclave internazionale, nella risoluzione ONU 181 del 29 novembre 1947 sulla partizione della Palestina. Sono seguite una serie di risoluzioni ONU, tra cui la 194 dell’11 dicembre 1948 che affermava ancora una volta l’impegno internazionale nei confronti dello status internazionale della città. Purtroppo Israele è abituato a non rispettare il diritto internazionale e non ha mai accettato queste risoluzioni ONU, per cui prima ha annesso illegalmente la parte ovest della città nel 1948 e poi quella est con l’occupazione del 1967, dopo la guerra dei sei giorni, con azioni di pulizia etnica della popolazione palestinese, esproprio della terra e vasti progetti di colonizzazione, tutt’ora in corso.

Oggi le parole di Trump non fanno altro che mettere a nudo la politica americana di parzialità, o meglio di assoluto sostegno, al proseguimento dell’opera di colonizzazione israeliana e dei suoi crimini quotidiani ai danni dei palestinesi a cui ogni giorno vengono negati i più elementari diritti umani e civili: in primis quello a vivere in pace nella propria terra.

Siamo qui anche per denunciare il ruolo mistificatorio dei mezzi d’informazione che definiscono terroristi i palestinesi dimenticando colpevolmente di spiegare la violenza quotidiana che bambini, donne, civili inermi subiscono quotidianamente a causa degli insediamenti israeliani illegali che mangiano la loro terra, del muro costruito anche esso illegalmente da Israele lungo tutta la Palestina ovviamente sulla loro terra, dell’occupazione militare ed economica, delle umiliazioni continue volte e disumanizzare esseri umani che invece conservano, nonostante tutto, la propria dignità. Stampa e tv nei loro servizi su Gerusalemme rimuovono completamente la parola “occupazione” occultando quindi che per il diritto internazionale Gerusalemme è una città occupata da Israele illegalmente. Senza una informazione corretta non è possibile spiegare e far capire a tutti cosa sta accadendo in Palestina. Violazioni continue di diritti umani e civili, vittime innocenti di attacchi militari, apartheid e pulizia etnica sono all’ordine del giorno, eppure ancora Israele viene definita “l’unica democrazia del Medio Oriente”. Noi chiediamo con forza ai Media poco informati: “Chi è il terrorista e chi è la vittima?” E soprattutto chiediamo di parlare di tutte quelle persone innocenti uccise da Israele, palestinesi completamente invisibili di cui nessuno scrive, perché solo se viene ferito un israeliano viene lanciata la notizia, ovviamente gridando allo scandalo. In queste ore di proteste ricordiamo una vittima fra tante, Ibrahim Abu Thrya, un giovane di 29 di Gaza: protestava con altre persone per affermare che Gerusalemme non è la capitale di Israele. È stato ucciso dai militari israeliani con un colpo di proiettile alla testa, era su una sedia a rotelle perché senza gambe, mutilato durante gli attacchi dell’esercito israeliano su Gaza nel dicembre 2008 – Gennaio 2009, ricordati da tutti con il terribile nome di “piombo fuso” per l’utilizzo da parte dell’unica democrazia del Medio Oriente di fosforo bianco, cioè armi non convenzionali, nei bombardamenti sulla popolazione civile. Noi siamo qui al fianco di queste persone, di questo popolo senza voce.

È necessario attuare forti pressioni su Israele perché interrompa l’attuazione quotidiana della politica di spoliazione – non solo a Gerusalemme, in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, ma anche in Israele stesso – sui palestinesi. La dichiarazione di Trump può essere da un lato un fiammifero che rischia di accendere tutta l’area mediorentale, dall’altro deve essere l’elemento che ci deve mobilitare, con urgenza, tutti.

Una delle azioni che intendiamo portare avanti è il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) per fare pressione su Israele. A iniziare dal prossimo Giro d’Italia che partirà proprio da Israele, o meglio da Gerusalemme che, lo ribadiamo insieme al diritto internazionale, non è la capitale di Israele. Anche in questo caso la questione Gerusalemme è emersa con forza: l’imposizione israeliana della cancellazione della dicitura “Ovest” da Gerusalemme come luogo di partenza del Giro 2018 ha smascherato la gravissima valenza politica dell’operazione, volta a supportare l’appropriazione illegale della città e la violazione dei diritti del popolo palestinese. Gerusalemme è una città internazionale, illegalmente occupata da Israele e il Giro d’Italia, grazie agli ingenti finanziamenti dello sponsor-Israele, presta il fianco a un’enorme operazione mediatica che ben poco ha a che fare con lo sport: coinciderà con il settantesimo anniversario della nascita di Israele, cioè nel settantesimo anniversario della colonizzazione illegale della Palestina.

Noi non ci stiamo e vi chiediamo di unirvi a noi.

Con la Resistenza palestinese fino alla vittoria e al ritorno!

RETE SALERNITANA PER LA PALESTINA

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