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FERMARE LO SBLOCCA-ITALIA, CACCIARE IL GOVERNO RENZI!


Dopo le numerose iniziative, mobilitazioni ed appuntamenti che ci hanno visti protagonisti nella costruzione del percorso contro il governo Renzi, la legge Sblocca-Italia ed il commissariamento di Bagnoli, ci incontriamo nel quartiere per capire insieme come proseguire dopo la firma del nostro accordo su Bagnoli.

Verso la mobilitazione cittadina del 16 Marzo sotto il Consiglio Comunale

Se necessario andremo fino a Roma…

Bonifiche reali e sotto controllo del territorio
Lavoro stabile e sicuro
Servizi e spazi sociali

Presidio di controinformazione h 10:00
https://www.facebook.com/events/529194310557094/
Viale Campi Flegrei – Bagnoli
Zona Pedonale

http://www.laboratoriopoliticoiskra.org/comunicati/bagnoli-e-area-flegrea/item/413-l-aria-e-cambiata-d-ora-in-poi-decidiamo-noi.html

L’ACCORDO A BAGNOLI LO FIRMIAMO NOI

RITIRO DELLA LEGGE SBLOCCA-ITALIA NELLA SUA TOTALITA’

Rigettare in toto i provvedimenti previsti dalla legge 164/2014. L’articolato del decreto ora legge è una raffica di misure per la svendita del patrimonio immobiliare pubblico, la deregolamentazione degli interventi edilizi, il rilancio indiscriminato delle grandi opere inutili, l’incentivazione degli strumenti finanziari a servizio della speculazione, la promozione degli impianti per l’incenerimento dei rifiuti, commissariamenti come Bagnoli, l’agevolazione delle trivellazioni per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi, la proliferazione di gasdotti e gassificatori. Ci opponiamo politicamente e socialmente a questo decreto nella sua interezza essendo inserito organicamente nella logica politica che ispira tutte le controriforme del governo Renzi sul lavoro, la scuola, la casa, il governo del territorio, i servizi locali: dal Jobs act alla Buona scuola, dalla legge Lupi sull’urbanistica al Piano casa.

BONIFICA REALE E SOTTO CONTROLLO DEL TERRITORIO
A Bagnoli bisogna partire dalla bonifica reale come compito prioritario di qualsiasi nuovo soggetto incaricato che dovrà addebitare gli oneri agli inquinatori, piuttosto che discettare su revisioni speculative dei piani. Chi ha inquinato paghi. Ricaratterizzazione ed individuazione di un nuovo soggetto tramite un osservatorio permanente e partecipato sulla bonifica e di tutti gli strumenti che permettano il controllo diretto del territorio nel processo di bonifica di tutta l’area ex-industriale e del litorale (con rimozione della colmata e bonifica dei fondali) ed un tavolo permanente inter-istituzionale teso alla creazione di posti di lavoro (per garantire stabilità e salario) ed alla formazione di figure lavorative da integrare all’interno del processo di riqualificazione e rivalorizzazione del territorio.

RIPRISTINO DELLA LINEA DI COSTA
Rivedere quindi l’accordo per ricostruire Città della Scienza, lì dove era, non perché contrari alla funzione di Città della Scienza, ma perché la sua ricostruzione in loco archivierà qualsiasi possibilità di un reale ripristino della linea di costa e restituzione del litorale e della spiaggia alla fruizione pubblica, poiché questo è in netto contrasto: con il piano regolatore, fondamentale per i vincoli che pone sul totale ripristino del litorale, in secondo luogo con la stessa delibera popolare approvata dal Comune successivamente al referendum per la spiaggia pubblica, ed infine con l’ordinanza comunale, che intima alle società in loco di presentare i documenti di messa in sicurezza e avvenuta bonifica.

NESSUNA MODIFICA AI PIANI REGOLATORI IN DIREZIONE DI ULTERIORI CEMENTIFICAZIONI.
Bagnoli non si è bloccata a causa di questi piani (che non sono sicuramente il massimo) ma perché prima la BagnoliS.p.A. e poi la BagnoliFutura hanno trasformato la bonifica in una macchina clientelare dedita alla gestione di denaro e al passaggio di suolo pubblico in mano a privati (cosa che spesso accade con le società partecipate). Fermare le idee di revisione della Variante per la zona occidentale, dove al centro c’è un’idea di “progresso” basata sulla produzione di nuovo cemento e privatizzazioni.

TAVOLO CON IL TERRITORIO SU CASA, LAVORO, SERVIZI E SPAZI
Tavolo permanente sulle tematiche del lavoro, casa, ambiente, servizi, beni e spazi sociali entrando nel merito della loro gestione in tutta la zona flegrea. Rompere con il clientelismo e l’affarismo. Decidiamo noi sul nostro territorio.

APERTURA IMMEDIATA DELL’ EX-AREA NATO
Demilitarizzare subito quello spazio che difende ad ora gli interessi della Regione e potentati che criminalizzano e reprimono tutte le mobilitazioni e le richieste dal basso di ridare alla città quest’area.
Restitutire ad utilizzo sociale tutta l’area Nato ed i suoi spazi, in virtù della carenza nell’area di spazi ad uso sociale, abitativo, ricreativo, culturale e sportivo; riconvertendo le sue strutture in nuovi plessi scolastici per quelle scuole del territorio le cui strutture sono inadatte e pericolose per studenti e lavoratori, trasformando l’area ex-Nato in una cittadella dello studente.
All’interno dell’area (superfice verde di 20265 mq, di impianti sportivi speciali all’aperto di 15670 mq, impianti speciali all’aperto (eliporto) di 6000 mq, strade di 50000 mq, piazzali vari 62677 mq, fabbricati ed uffici di 56048 mq: una superfice totale di 210660 mq e disponibile internamente per 104343 mq) uno spazio della struttura ricordasse i profughi dei paesi che la Nato ha bombardato a cominciare dal Kossovo, l’Albania fino alla Libia.
L’utilizzo dei campi sportivi in base alle possibilità economiche delle famiglie del territorio con partecipazione delle società di sport popolare.

Individuare forme attraverso le quali si possa realizzare l’affidamento e la gestione degli impianti sportivi, piscine, spazi verdi, guardiania, manutenzione a cooperative di disoccupati del territorio flegreo

RITIRO IMMEDIATO DI TUTTI I PROCEDIMENTI, DENUNCE PENALI E MISURE CAUTELARI PER CHI LOTTA
Ribadiamo che chi “devasta e saccheggia” è lo Stato, il quale mentre attacca le comunità che si oppongono ai processi speculativi assolve chi inquina ed uccide come nel caso del processo Eternit. La generalizzazione delle lotte è la risposta politicamente più forte all’ondata repressiva che sta montando contro le esperienze di resistenza sui territori: dalla NoTav a Bagnoli, passando per le accuse ai NoTriv lucani, fino ai NoMuos.

Gli studenti, disoccupati, precari e lavoratori della zona flegrea

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