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Esasperazione delle lavoratrici e lavoratori dell’Unisa

La lotta del personale delle pulizie della nostra università continua con una nuova mobilitazione. Questa mattina, 18 Aprile, un’operaia, Stefania Bergamo, si è incatenata all’ingresso dell’edificio del Rettorato, nei pressi della sede dell’impresa che gestisce le pulizie nell’ateneo.
Le motivazioni sono semplici e chiare. Ciò che si chiede è il pagamento dello stipendio slittato a dopo Pasqua, che ha significato per tante operaie ed operai trascorrere i giorni di festa privi del pur minimo sostegno economico. E, soprattutto, si chiede il ripristino delle condizioni salariali e lavorative al 30 Giugno 2016, cioè delle condizioni precedenti il nuovo appalto, che ha fortemente peggiorato la situazione lavorativa di tutte le addetti e tutti gli addetti alle pulizie dell’ateneo.
L’esasperazione è, ormai, assoluta. In qualità di docenti di questo ateneo non possiamo che riconoscere la validità delle richieste avanzate, che sono indirizzate all’impresa appaltatrice ed investono la governance generale dell’Università. È sin dall’inizio della mobilitazione che abbiamo chiesto, anche attraverso raccolte di firme sottoscritte da oltre un centinaio di colleghe e colleghi, l’intervento dell’Università, affinché non si introducesse, dapprima, e riproducesse, in seguito, una situazione che vede tanti lavoratori e tante lavoratrici con stipendi sotto la soglia di povertà. La nostra università non può permettere che ci siano lavoratori poveri al suo interno: non è questa l’università per la quale agiamo quotidianamente.
In questo contesto e di fronte all’ennesima iniziativa di lotta del personale delle pulizie, riteniamo assolutamente necessario che il Rettore prenda parola. Questo intervento si rende necessario data l’ormai conclamata impossibilità da parte della Fondazione universitaria di trovare una soluzione dignitosa, o almeno decente, a una vertenza così lunga, che ha fatto emergere, e denunciato anche a livello nazionale, condizioni di lavoro che la comunità universitaria non può permettere restino tali.
È lungo questa strada che si potrà continuare a costruire un ateneo in cui prevale il linguaggio dei diritti: un ateneo giusto ed inclusivo di tutte le sue componenti.
Firme (In aggiornamento…): Giso Amendola, Gennaro Avallone, Paola Martino, Antonio Scaglione, Elvira Zappale, Gianluigi Coppola, Bruno Maresca, Sabato Aliberti, Irene Margarita Theiner, Siria Guzzo, Linda Barone, Fabio Raimondi, Adriano Vinale, Guido Cavalca, Roberto Iorio, Fabrizio Denunzio, Claudio Gennarelli, Rocco Restaino, Silvia Palermo, Charmaine Lee, Elvira Zappale, Francesca d’Ambrosio, Daniela Vellutino, Teresa Martín, Rosalba Zizza, Roberto Citarella, Pasquale Serra, Gianluigi Coppola, Salvatore Vaccaro, Edoardo Scarpetta, Domenico Fruncillo, Valeria Conti, Rossella Trapanese, Luca Vitagliano, Grazia Basile, Marina Lops, Arcangelo Pellegrino, Paola Gheri, Stefano de Matteis, Francesco D’Agostino, Giovanna Pace

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