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È morto il re, viva il re

Noi siamo ancora a qui, a commemorare Carlo Giuliani. Sempre con le stesse facce, i pantaloni e i capelli che non cedono alle mareggiate della moda. Riconosci le stesse battaglie negli occhi degli altri e pare che nessuno le possa declinare in parole, forse solo in sorrisi accennati. “Dove siamo finiti? Hai sentito di salvini..”frasi scandite con i diversi regionalismi, i diversi accenti. Per chi c’era , Carlo è qualcosa di più. Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi, diceva un vecchio adagio. Quell’eroe è ancora Cassandra, un profeta inascoltato. Era il 2001, la grande recessione economica del 2007 era uno spettro inimmaginabile. L’eterna ed ineluttabile crescita del sistema economico capitalistico sembrava un assioma incontrovertibile. I dettami erano liberismo e concorrenza per favorire la crescita. Perché si sa, se fai gareggiare liberamente in un incontro di boxe un peso massimo e un peso piuma, il peso piuma ha maggiori possibilità di imparare, imparare come si muore. E così mentre un interno movimento chiedeva un’economia a misura di uomo e non un uomo a misura d’economia, qualcuno si preparava a reprimere quel dissenso. Venne la Diaz, Bolzaneto, piazza Alimonda. Poi venne la crisi economica. L’austerity, i tagli. Poi venne un governo di centro-sinistra capace di cancellare i diritti dei lavoratori.
Quell’antiglobalismo che giaceva in una pozza di sangue in piazza Alimonda divenne becchime per le galline nazionalistiche. La polarizzazione successiva è quella di oggi. Se da una parte vi è un’intellighenzia globalista e liberista, dall’altra vi è la destra che ha compiuto (ancora una volta)lo sfondamento a sinistra, sostenendo in maniera patriarcale da una parte i temi sociali e inneggiando al nazionalismo dall’altra.
Quell’antiglobalismo che era argomento nostro, è diventato affare dei trump, salvini, le pen, putin, orban.
Noi che sapevano di avere ragione, oggi sappiamo che Carlo è sempre qui con noi nelle piazze di Libertà , dalla Palestina all’America latina , la dove ogni sfruttato prenderà la sua bandiera rialzandola nell’azzurro cielo della sua Genova urlando la sua rabbia.

Pastore Luca, Falco Carmine

 

 

           

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